Dopo una lunga assenza dovuta a viaggi, traslochi, visite, Parigi, università e governi che cadono scriverò due righe...
Questi giorni di vacanza sono passati alla velocità della luce, tra mille cose da fare e feste di addio o di benvenuto nel variegato e strano mondo erasmus. È stranissimo vedere arrivare i nuovi studenti, con il loro francese incerto e con il loro essere disorientatissimi all'interno di quel labirinto che è Paris 8. Un po' come guardarsi in uno specchio temporale...
La casa nuova è bellissima, si sta molto bene, è grandicella e con Victor le cose vanno alla perfezione... Ormai abbiamo iniziato a parlare un miscuglio di francese/italiano/spagnolo/inglese/tedesco per cui a volte ci perdiamo entrambi in conversazioni assurde, come oggi nella metropolitana quando ci siamo messi a nominare tutte le parti del corpo nelle tre lingue principali attirando l'attenzione dei curiosi vicini di viaggio...
È bello come ormai il francese sia entrato totalmente nella mia testa, nonostante mille incertezze che ovviamente permangono, e come a volte ci siano parole migliori per descrivere per esempio uno stato d'animo in francese oppure in spagnolo oppure in italiano...
Davanti casa c'è l'ambasciata spagnola e così ogni giorno ci mettiamo a sventolare la bandiera della repubblica spagnola e a cantare "A las barricadas", un canto anarchico della guerra civile spagnola.
L'università è ricominciata ma per fortuna ho pochi corsi e così mi posso iniziare a concentrare sulla tesi e su Parigi!
Il rapporto con Parigi non è particolarmente migliorato... Comunque questa città non mi convincerà mai... Per esempio sotto casa nostra, nel quartiere più chic di Parigi ci sono quattro tende di SDF (senza fissa dimora), di quelle che vedi ovunque in abbondanza.. Insomma, il problema della casa va ben aldilà del caso degli studenti, ma è ben più serio... Chissà se anche loro credono nella Ville lumière...
Ora mi riordino un po' la stanza che venerdì c'è una mega cena da noi e dobbiamo essere in forma!
Come sempre, mi casa es tu casa, quindi se qualcuno volesse venire, sarà ben accolto... In cambio di una bottiglia di vino, come sempre...
p.s. vi invito a firmare un appello per non far chiudere il blog del mio vicino telematico! Chi mi descriverà le vittorie ciclistiche ai mondiali se il tuo blog sparisce, Davide!??!?!
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( 3 / 105 )Ciao a tutti!!
Sto bene, sono vivo e mi diverto!
Non aggiorno il blog causa mancanza temporanea di Internet! Tornerà presto, sperando nella terribile burocrazia francese...
Un abbraccio a tutti!!!
p.s. questo fine settimana ad Amsterdam ed il prossimo con la Bandabardò!!!
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( 3 / 120 )Eccoci qua, volevo scrivere qualcosa sulla nuova casa, o su questi pacifici giorni a Parigi, ma poi ho trovato questo appello e credo sia molto più importante.
È lungo, ma vale la pena leggerlo...
Carissimi/e,
E’ trascorso più di un anno dalle grandi manifestazioni di Locri scaturite dalla rabbia per l’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, ciliegina sulla torta dopo decine di delitti impuniti perpetrati nella Locride ed in tutta la Calabria.
Dopo un anno e mezzo in Calabria si continua a morire, a pagare la mazzetta, a sopravvivere soggiogati dalla ‘ndrangheta.
Locri, marcia della speranza 4 novembre 2005.
Dopo un anno e mezzo noi ragazzi siamo ancora qui a combattere per contrastare ogni forma di mafia, da quella di strada a quella dei Palazzi, e riprenderci la nostra terra.
L’impegno che abbiamo portato avanti, concretamente e con coscienza, per restituire alla Calabria ed ai calabresi la dignità di vivere in maniera normale nella propria regione, continua giorno dopo giorno, così come il nostro porci come massa critica per monitorare e denunciare quanto c’è di poco chiaro nelle nostre massime amministrazioni.
Spesso, proprio qui, abbiamo fatto fatica a farci comprendere, sentire e ad accreditarci, ma, nonostante questo, abbiamo scelto di non arrenderci.
Perché nelle nostre orecchie risuonano ancora gli spari del 16 ottobre del 2005, perché i nostri cuori sono rimasti trafitti dalle lacrime dei parenti dei tanti morti ammazzati nelle strade, perché le nostre coscienze non possono permettere che si continui ad uccidere rimanendo impuniti e le nostre voci non possono rimanere mute davanti agli innumerevoli casi di "lupara bianca", di persone scomparse, di famiglie straziate.
Di certo nessuno ridarà alle madri, ai padri, ai fratelli ed i figli il sorriso dei propri cari uccisi, nessuno saprà spiegare ad un bambino perché il suo papà non farà più rientro a casa, ma, proprio per questo, sta a noi scuotere i cuori e le coscienze di chi, davanti a tutto questo, si gira dall’altra parte e continua a sopravvivere.
Perché cose del genere non accadano più.
Molto spesso ci si sente immuni al problema ‘ndrangheta, finché non ci troviamo a doverne affrontare la prepotenza.
Ce ne accorgiamo al momento di aprire un’attività, quando "qualcuno" bussa alla tua porta chiedendo un “contributo” per lasciarti lavorare, poi il "contributo" diventerà un quarto, metà, tre quarti del guadagno dell’attività e sarai costretto o a scendere a compromessi o a chiudere ed andare via.
Tutto normale, preventivato, anche se completamente assurdo.
Tutto consumato in silenzio.
Come quando ammazzano qualcuno a te caro e sai chi è stato, ma quel nome è troppo pesante da dire, così come diventa troppo rischioso chiedere che sia fatta giustizia, perché certi nomi sono impronunciabili. E allora si ingoiano bocconi amari e si continua la solita vita.
In silenzio.
Oppure può succedere che un giorno un ragazzo si senta umiliare dai compagni perché non ha la maglia firmata e non l’avrà mai perché in famiglia si fanno i salti mortali per arrivare a fine mese e allora, per dare una mano, per sentirsi qualcuno e farsi rispettare eccolo rivolgersi al "capetto" di turno, eccolo ipotecare la sua vita, vendere la sua dignità per diventare "qualcuno". Che importa se poi rischia di finire in carcere per spaccio o per aver ucciso un uomo? Che importa se avrà buttato nel fango la sua coscienza?
Perché, sia chiaro, alla fine chi ci rimette è la povera gente, non "lorsignori".
No, quelli guardano dall’alto delle loro ville al Nord, sicuri ed al calduccio! C’è chi paga per loro.
In Calabria è rimasta solo la spietata manovalanza, quella che si occupa di tenere sotto controllo il territorio e soggiogare, sostituendosi allo Stato, i calabresi. E’ quella a cui ci si rivolge per comprare i propri diritti, quella che alimentiamo con l’ignoranza e la paura.
Ed è proprio questo il senso della manifestazione che noi ragazzi del Movimento Ammazzateci tutti stiamo promuovendo per il prossimo 17 febbraio a Reggio Calabria.
Noi vogliamo mettere in pratica le parole del Giudice Borsellino: "Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".
Perché se continueremo a rivolgerci al capobastone per ottenere i nostri diritti, se lasceremo che la ‘ndrangheta continui ad interferire nelle nostre vite con arroganza e prepotenza, se ci faremo ingannare dai suoi diabolici sorrisi, non riusciremo mai a liberarci dal suo giogo.
Dobbiamo essere noi i primi a volerlo, noi i primi a ripudiarla, noi i primi a capire che le alternative ci sono, anche se costano fatica, anche se si penserà di essere da soli a crederci.
Perché non è così. Noi stiamo combattendo per questo, ci crediamo e la speranza che voi siate con noi è la forza che anima le nostre scelte.
E’ la prima manifestazione auto-convocata che organizziamo a Reggio Calabria, la prima completamente auto-finanziata, anche se non nascondo che vorremmo fare appello a tutti i calabresi, commercianti, imprenditori, mamme e papà, perché ci aiutino anche economicamente nell'organizzazione della manifestazione, vorremmo infatti chiedere una sorta di "pizzo legalizzato", ovvero un contributo economico con tanto di certificato di acquisizione da parte loro di una "azione antimafia" dal nostro virtuale pacchetto azionario.
Manifesteremo perché sappiamo che le persone oneste sono di più, i calabresi, gli italiani. NOI SIAMO DI PIÙ, e siamo quelli che hanno l’obbligo morale di reagire. Perché sono le nostre vite ad essere messe in gioco, per il nostro presente ed il futuro che affronteremo.
La scelta sta a noi.
Vedete, è facile dire "no alla mafia".
Il difficile è scegliere davvero da che parte stare, rinunciare a quella vita facile che "lorsignori" vendono al prezzo della dignità, sporcarsi le mani per la collettività senza avere nulla in cambio se non la consapevolezza di essere dalla parte del giusto.
Noi abbiamo già deciso quale sarà la nostra strada e la stiamo portando avanti caparbiamente non solo in Calabria, ma in tutto il Paese. Perché è da stupidi pensare che il problema mafie sia solo di noi calabresi.
Purtroppo, se qui viviamo a stretto contatto con la violenza della ‘ndrangheta, piangendo morti su morti e ricercando senza tregua la giustizia, nel resto d’Italia la malavita ha già messo le radici nei Palazzi ed ovunque girino i soldi, corrompendo, taglieggiando e minacciando gli imprenditori così come avviene dalle nostre parti, solo che se succede a Locri, è scontato, se accade in provincia di Milano inizia a diventare assurdo quanto inquietante.
Le mafie non sono un problema solo del Sud, ma sono il cancro dell’Italia intera e, finché si continuerà a fare il loro gioco ignorando e girandosi dall’altra parte, non potremo mai estirpare questa malattia.
Per questo il nostro appello non vuole fermarsi solo ai calabresi, ma vuole essere un richiamo per TUTTI gli italiani onesti, perché c’è sempre, in ogni regione, qualcosa che prende il nome di "mafiosità di comportamento". E’ il pensare di poter essere diversi rispetto agli altri, il pretendere di poter comprare e vendere dei diritti, il curarsi esclusivamente del proprio bene anche a scapito degli altri.
Ed è questo che dobbiamo combattere in primis, perché è di questo che si alimentano le mafie.
Abbiamo avuto grandi esempi non solo in Calabria, persone che sono morte per vivere nella legalità compiendo con coscienza il proprio dovere. Tanti, troppi nomi dimenticati.
E continuiamo ad aggiungere volti e nomi alla lunga lista dei giovani morti ammazzati o scomparsi.
E nella disgrazia, non mancano degli esempi eroici, come quello di Liliana Carbone, mamma simbolo della Locride, che con forza chiede giustizia per suo figlio Massimiliano, ucciso da mano mafiosa il 24 settembre del 2004. Ma non è la sola, c’è la moglie di Renato Vettrice, scomparso sempre nella Locride da quasi due anni, c’è il coraggioso esempio della mamma e del fratello di Francesco Aloi, scomparso in provincia di Vibo, morto a dire degli organi competenti, ma senza che se ne sia stato trovato il movente.
Casi di “lupara bianca” come quello del giovane Valentino.
Casi che devono spingerci ad unire le nostre voci a quelle disperate di queste donne che chiedono semplicemente che la giustizia e la verità non siano solo termini sul vocabolario.
Voci che non possono rimanere inascoltate e che devono spingerci a lottare, a gridare, a voler esprimere, concretamente, il nostro NO ALLE MAFIE.
Perchè tutto questo non è normale. Non dobbiamo permettere che lo sia o lo diventi.
Il 17 febbraio noi scenderemo per le strade di Reggio, saremo ragazzi, ma vorremmo che con noi ci fossero sia quella società civile che si dice indignata davanti a tutto questo, sia le Istituzioni che promettono di impegnarsi contro le mafie, ma che più delle volte, purtroppo, ci accompagnano solo ai funerali dei nostri morti.
Vorremmo che ci fossero tutti quei giovani che ci hanno incoraggiati da tutta Italia, quelli che si sono arrabbiati con noi dopo l’omicidio Fortugno, quelli che credono che sia un diritto ed un dovere cambiare questa terra e questa mentalità, quelli che sentono nel cuore, davvero, di voler NEGARE IL CONSENSO ALLE MAFIE.
A proposito… Abbiamo attivato anche un blog per la manifestazione, lì potrete trovare tutte le informazioni utili “work-in-progress” fino al 17 febbraio. L’indirizzo è http://17febbraio.ammazzatecitutti.org.
FATE GIRARE LA VOCE, FATE GIRARE IL PIÙ POSSIBILE QUESTO APPELLO!
Vi aspettiamo in tantissimi a Reggio Calabria il 17 febbraio, per gridare tutti insieme “Mafiosi, siete una razza in via d’estinzione perché d’ora in poi vi negheremo il consenso!“.
Non lasciamoci soli.
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( 3.1 / 116 )Lo ammetto, non avevo mai sentito parlare prima di Lele Luzzati, però uno che usava queste parole per Genova, sicuramente merita un piccolo omaggio:
Genova è la mia grande ispiratrice. Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, è la mia migliore musa. Tutte le volte che esco dall'ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo.
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( 2.9 / 119 )Stamattina mi sono svegliato e fuori dalla finestra.... nevicava!!!
Eh, già... Lo avevano detto che il freddo sarebbe arrivato, ma non che avrebbe portato anche un po' di neve... Al momento però si è posata solo sulle macchine, un po', e non sulla strada. Certo è abbastanza strano! Intanto ho messo a ricaricare le batterie della telecamera, non si sa mai!
Non ricordo se l'ho già scritto, ma vi comunico in via del tutto ufficiale che ho finito gli esami! I voti ancora non si sanno in quanto erano tutti esami scritti, però non dovrebbero essere andati male!
In compenso il capitolo casa rimane sempre complicato e sto iniziando seriamente a pensare di andare a domandare ai responsabili della residenza se posso rimanere ancora qui fino a giugno, e pazienza se non mi vivo a pieno Parigi.
Parigi, proprio a lei pensavo ieri... Molti sono follemente innamorati di questa città, la reputano la città più bella del mondo o chessò io...
Io non lo nego, Parigi non mi piace. Sono soddisfattissimo di questa esperienza e di come sta andando, soprattutto perché sto migliorando costantemente il mio francese e questo è stra-importante, ma allo stesso tempo guardo la città e mi dico che proprio non fa per me...
Manca il mare innanzitutto, Parigi non ha quella fierezza repubblicana che vedi a Genova, né tantomeno quell'aria di eterno porto, viavai di gente che ho visto a Buenos Aires; non ha neanche il delirio incredibile delle viottole di Delhi, né la sottile tristezza del cielo torinese.
Qualcuno mi può scrivere i motivi per cui lui/lei ama Parigi?
Grazie mille!
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