martedì, giugno 24, 2008, 06:14 PM - Pensando a casa...
« Quando un navigante abbandona la banchina del porto della città in cui vive arriva il momento del distacco dalla sicurezza, dalla certezza, sotto specie magari di una moglie, custode del talamo nuziale, agitante un fazzoletto chiaro e lacrimato dalla riva; il distacco dal pezzetto di giardino, dall'albero del limone, e, se il navigante parte da Genova, sicuramente dal vaso di basilico piantato lì sul balcone [...] .È un momento sottilmente drammatico, un momento che si vive come accecati da un controsole, e che suscita la nostalgia nel momento stesso in cui l'imbarcato fa l'inventario del suo baule da marinaio preparatogli dalla moglie: tre camicie di velluto, due coperte, il mandolino e un calamaio di legno duro [...] .
Della compagna della vita resta al marinaio soltanto una fotografia di quando lei era ragazza, una fotografia sbiadita in fondo ad un berretto nero, per poter baciare ancora Genova sull'immagine di una bocca che io definisco "in naftalina". »
(Fabrizio De André)




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venerdì, giugno 20, 2008, 06:52 AM - Life in China
Uno capisce di essere ormai un personaggio temuto quando entra al Cave Bar di Guangzhou con due amici per vedersi in tranquillità il secondo tempo di Spagna-Svezia dell’Europeo di calcio e sente una ragazza parlare in inglese ad un tipo dire: “avvisami quando quei due lì (io e Luca” vanno a giocare a calcio balilla che vengo anche io perché sono bravi”.Ancora le bruciava il drastico 10-0 della settimana precedente. Ormai non si contano più le vittorie. Tra l’altro per i cinesi valgono le rullate, i ganci e non valgono i gol dei centrocampisti… Ma dato che siamo i Campioni del Mondo, ce ne sbattiamo delle regole altrui.
giovedì, giugno 19, 2008, 06:55 AM - Life in China
E’ la parola chiave dell’ultimo mese: mi sto domandando già da qualche tempo se per forza l’Universo debba raggiungere uno stato di equilibrio in ogni minimo particolare per poter continuare il suo corso. Probabilmente è così, altrimenti non riuscirei a spiegarmi questo continuo flusso di liquidi in entrata ed uscita dal mio corpo.Consideriamo il flusso in ingresso:
- Media di due docce giornaliere: una dopo la sveglia e l’altra dopo il cantiere, con opzione sulla terza prima della nanna in casi estremi;
- Media di un paio di litri di qualcosa da bere al giorno. Sarebbe meglio acqua, ma dato che teoricamente sono in zona malarica, le bottiglie che vendono contengono “purified water”, cioè acqua sterilizzata che andrebbe benissimo per stirare le camicie, ma poco per bere dato che i Sali minerali se ne vanno all’altro mondo… Tocca andare avanti di the, succo di Guava (sconosciuto in Italia) e la solita Coca Cola (la salvezza - detto da uno che a casa non la beve mai);
- Media di due o tre acquazzoni tropicali al giorno, di cui uno o due in cantiere, che mi costringono a lavorare sempre con qualcosa di bagnato addosso e mi riducono al limite del raffreddore appena entro in locali con il condizionamento acceso. Classico è poi l’acquazzone serale, magari preso di ritorno dalla cena ad un ristorantino. A tal proposito sto riducendo sempre più l’abbigliamento borghese, in modo da limitare gli effetti della pioggia: solitamente ormai giro in canotta, pantaloncini, infradito, due banconote arrotolate in tasca e le chiavi di casa, lasciando al sicuro cellulare e documenti… “Ma perché non ti porti l’ombrello” chiederete: ottima domanda… ogni tanto lo facevo prima di domenica scorsa quando un fulmine è caduto così vicino al suolo che abbiamo sentito crepitare durante il successivo tuono ed ha iniziato a farmi male la cervicale. Oh, non vuol dire che abbiamo rischiato eh, i parafulmini anche se bassi ci sono, ma sto cercando almeno di non invogliare una scarica sulla punta del mio simpatico ombrellino Made in China.
Inoltre è simpatico notare che due degli acquazzoni peggiori li ho presi con in testa gli occhiali da sole, a tal proposito ecco l’esempio di sabato scorso: esco a cambiare i soldi alle 12, vado in banca col sole, esco col coperto e mi viene voglia di carne, quindi mi dirigo al supermercato distante non più di 30 metri, esco che iniziava a gocciolare e, rassegnato, mi dirigo verso casa per un tratto di strada che non supera i 50 metri. Qualche minuto dopo aprendo la porta del mio appartamento, mi sono girato a contemplare il lago che avevo lasciato sul pianerottolo. Non un centimetro quadrato asciutto.
Flusso in uscita:
- Costante contributo fornito dalle evacuazioni corporali tipiche di ogni essere umano (e non solo), concentrate in particolare dopo la sveglia, dopo i pasti e successive a serate a base di birra a meno di non soffrire di prostata;
- Sudore.
Ora fate voi un bilancio di quanto incida l’ultima voce citata e traete le conclusioni su quanto faccia caldo qui sul Tropico del Cancro in questa stagione. E non è ancora nulla, vedremo fra un mesetto…
venerdì, maggio 23, 2008, 03:06 PM - Life in China
Quando non si ha nulla da dire e quando se ne ha troppo, ma poco tempo a disposizione...Andiamo con ordine: mercoledì scorso mi hanno voluto parlare un po' di capi, così me ne sono andato bello bello ad Hong Kong dove mi è stata comunicata una notizia particolarmente interessante, ossia che la mia avventura Guangzhouese sta volgendo al termine!
Torno a casa?
Manco a dirlo...
Da luglio-agosto (in teoria il 1/08/2008) mi spediscono in un cantiere vicino a Shanghai per seguire alcune nuove costruzioni in un cantiere... un po' meno facile di quello dove sono ora!
Secondo, dato che Elisa dovrebbe arrivare proprio in quei giorni a Guangzhou, spero di esserci innanzitutto e di evitarle un volo interno alla Cina addizionale da sola ed inoltre di avere tempo sufficiente per mostrarle la città dove ho avrò vissuto quasi un anno della mia vita.Terzo...
Quarto...
Quinto, sto scrivendo veloce perchè è venerdì sera e sto per uscire.
Sesto, domattina mi sveglio alle sei e mezza!!!
lunedì, maggio 19, 2008, 11:06 AM - Life in China
Finalmente un po’ di novità nella grigia vita cinese. Dico grigia non tanto per evidenziarne la tristezza che la caratterizza, ma soprattutto per la situazione meteorologica degli ultimi tempi: nell’ultimo anno i giorni di sole pieno e, con buona approssimazione, limpido, si sono contati sulla punta delle dita di una mano. Uno la scorsa settimana e feste in tutta Guangzhou. O forse era il passaggio della fiaccola olimpica.Comunque, sabato sera Michele (un ragazzo che ho conosciuto qui), come ogni volta che ci vediamo, rinnova il solito invito per un giretto in moto sulla BaiYun Mountain, cioè la Montagna delle Nuvole Bianche situata a nord della città. La mia solita pigrizia del fine settimana mi ha sempre fatto rifiutare, in quanto unico momento per lasciar riposare le mie ossa e starmene un po’ sdraiato a letto prima della solita settimana di fuoco in cantiere… Stavolta ho accettato.
Domenica sveglia con calma e taxi fin da lui (sta subito sotto il monte) per pranzo. Pastasciutta al pomodoro con lui e Mei (la fidanzata cinese) e poi via; appena ho visto le moto ho capito l’errore che avevo fatto, sottovalutando le sue parole: ok la moto da sterrato, ma non avevo realizzato che si trattava di sterrato serio. Io mi schieravo in jeans, scarpe da ginnastica, maglietta dei Fedelissimi ed occhiali da sole e credo che solo un po’ di pietà e di solidarietà abbiano fatto indossare a lui degli abiti simili, almeno non mi sarei sentito sporco da solo.
Trova la differenza:
Moto occidentali: acceleratore e freno anteriore sulla mano destra.
Moto cinesi: acceleratore e freno anteriore sulla mano destra.
Moto occidentali: frizione sulla mano sinistra.
Moto cinesi: frizione sulla mano sinistra.
Moto occidentali: freno posteriore sul piede destro.
Moto cinesi: freno posteriore sul piede destro.
Moto occidentali: marce sul piede sinistro.
Moto cinesi: marce sul piede sinistro.
Non la trovate?
No???
Allora vi do un indizio:
Moto occidentali: marce sul piede sinistro. La prima verso il basso, le altre verso l’alto; per aumentare verso l’alto, per scalare verso il basso.
Moto cinesi: marce sul piede sinistro. La prima verso il basso, la seconda… anche. In pratica si aumenta marcia in basso e si scala in alto. Facile, basta ricordarselo. NO!
Se una moto ha 4 marce, nei Paesi normodotati il cambio si blocca, in Cina c’è il Loop: dopo la quarta c’è di nuovo la folle, poi la prima e così via!!! Mamma mia che macello. Leggetela così: vi sbagliate e scalate troppo: vi trovate in quarta perché il loop funziona anche al contrario!!!
Vabbè, mettiamo che dopo i primi 5 minuti vi si sia spenta la moto 15 volte e poi iniziate a farci la mano… Sarebbe bello se almeno chi vi sta portando a fare il giro non si butti in un cantiere edile sterrato, tra buche e salite.
La moto che usavo io era piccina, poco potente e leggera, quella di Michele più grossa e massiccia… Ecco gli avvenimenti significativi della giornata:
- Io, motore completamente aperto, sono in salita ma la moto comincia a pattinare e scivolare indietro. Grandi riflessi di Michele che si pianta dietro di me con la ruota della sua e mi spinge su.
- Strada sterrata lunga, vedo Michele fermo. Una buca ha spaccato il porta targa e parafango tenuto insieme con le fascette, in più (ce ne renderemo conto dopo) gli ha sfondato l’ammortizzatore (moto cinesi…)
- Dopo una serie di buche sento la moto che tende a sinistra. Strano. Gomma anteriore a terra con valvola spaccata (valvole cinesi…)
- Pantano, Michele con la potenza passa tranquillo, io ci rimango. Grazie ad un operaio oggi sono in ufficio puntuale.
- Stradine cinesi piene di gente cinese che fa cose cinesi. Due occidentali passano in moto a tutta forza in piedi su moto da trial non targate, senza fanali o frecce, cosa potrebbe porli ancora di più al centro dell’attenzione? Forse che le moto a Canton non possono circolare e che uno dei due (io) non ha nemmeno la patente? No… Secondo me era la maglia dei Fedelissimi che indossavo.
- Ieri sera la mia lavatrice ha dimostrato di essere all’altezza della situazione. La mia schena no.
lunedì, maggio 12, 2008, 06:47 AM - Life in China
Come ogni lunedì si tiene la riunione settimanale con il cantiere e, come al solito, ero presente io…Molte discussioni poi, tornato in ufficio alle 10:30, ho avuto da cercare qualche punto della riunione su regolamenti e convenzioni in modo da dare le risposte necessarie, completare il rapporto della settimana scorsa da mandare al mio ufficio, controllare la posta, scrivere all’agente di casa mia che ho un tubo che perde ecc… Insomma, lavoro d’ufficio…
Mi sono così presentato puntuale alle 12 a pranzo non ancora cambiato con i tipici indumenti da cantiere, ma in abiti civili. Appena incontrato un ispettore cinese di un altro ente di classifica, mi ha chiesto come mai fossi vestito così; gli ho risposto che una delle ultime direttive Rina prevede che gli ispettori debbano essere ben vestiti durante le ispezioni in modo da tenere alta l’immagine…
Lui: … silenzio. … DAVVERO???
Io: MA SEI SCEMO???
Ogni commento potrebbe risultare superfluo.
venerdì, maggio 9, 2008, 07:08 AM - Life in China
Sono tornato da alcuni giorni in quel di Guangzhou per la terza volta dopo quattordici splendidi giorni di ferie, dodici dei quali passati a casa.E’ già la terza volta in otto mesi che affronto questa situazione: viaggio in auto con la mia famiglia verso un aeroporto (due volte Genova, oggi Milano Linate), abbracci, baci e qualche inevitabile lacrima e via… Passa qualche ora, sentire Elisa al telefono mentre cammino per i corridoi di qualche altro aeroporto (due volte Parigi, oggi Londra), chiudermi in una sagoma che cerca di mostrare a me stesso ed agli altri che non sto soffrendo, fare qualsiasi cosa per non pensare che non vedrò i miei cari per mesi e che vivrò in un Paese che seppur mi stia ospitando nel migliore dei modi, resta sempre estraneo, diverso, non mio.
C’è poco da dire, ogni volta che torno è sempre più bello e questo mi solleva il morale per i mesi a venire, dato che dovrò passarne qui quasi cinque questa volta… Stando ai programmi attuali, dovrei tornare a Genova il 18 settembre e restare un bel po’, dato che la prima settimana di ottobre è festa nazionale in Cina. Non passerò tuttavia tutto questo tempo solo, poiché Elisa dovrebbe raggiungermi a fine luglio / inizio agosto dopo la discussione della tesi e restare con me fino al mio ritorno nel Bel Paese. Ciò significa che da ora per quasi tre mesi capiteranno mail e post nostalgici, preparatevi.
Il viaggio di rientro a Guangzhou è stato forse il migliore per ora: son partito puntuale alle 7 di sera da Linate lunedì ed arrivato a Londra un paio di ore dopo e tra un piccolo problema che ci ha fatto rimanere a bordo una mezz’oretta di più, il trasferimento al gate di partenza per Hong Kong, il controllo bagaglio a mano e così via, ho dovuto attendere ben poco tempo ad Heathrow prima di imbarcare sul Jumbo. Appena a bordo ho incontrato Eva, un’amica-collega del mio ormai famoso cugino steward di British Airways, che mi ha riservato mille gentilezze in un’Economy Class semideserta…
Ad esempio mi ha sapientemente spostato dal posto 40G alla fila centrale 45 che l’assenza di tutti e 4 i passeggeri rendeva oltremodo invitante e che si è rivelato un confortevole giaciglio una volta sollevati tutti i braccioli in modo da potermi sdraiare completamente e godermi almeno 8 ore di sonno… In realtà non so nemmeno esattamente quanto ho dormito, ma ricordo di aver visto una puntata dei Simpson, una di Futurama a cena e poi Pearl Harbour prima di coricarmi, sono stato quindi dolcemente svegliato da una gentilissima hostess cinese all’ora della colazione poco prima dell’atterraggio…
Due chiacchiere con Eva prima di salutarla ed arrivo all’uscita dove la mia valigia mi stava aspettando sul rullo ed il pullman per Guangzhou stava scaldando i motori… Già, ho trovato subito il banco e la ragazzina è stata gentile nel chiamare l’autista e dirgli di aspettarmi prima dell’imminente partenza!
Poco più di un’ora dopo il mio atterraggio ero già al confine cinese e mezz’ora dopo… sempre lì!
Quel cretino dell’addetto al confine oltre a metterci una vita per ogni straniero (come al solito), non mi riconosceva e dubitava della fotografia… Al che ho tirato fuori patente, carta di identità, tesserino universitario (ovviamente scaduto) e tesserino del Rina. Dopo avergli riempito la scrivania di carte apparivo evidentemente scocciato dalla lunga attesa, mi è venuto in aiuto un ulteriore addetto che ha fatto segno al primo di farmi passare dopo avermi controllato il visto. Son rimontato sul pullman strapieno di cinesi diretto a GZ all’imbrunire e giunto in città un paio di ore dopo senza grossi intoppi, a parte l’aver intimidito un tipo molesto che ha fatto fermare il bus perché era stanco, infastidendo non poco tutti quanti. Dato che l’indole cinese è quella di non dire nulla anche se in disaccordo, ho mostrato l’indole europea mettendo fine alla situazione.
Si ricomincia con la webcam, con tanto MSN e Skype, col blog e con sei ore di differenza, ma anche con tutti gli aspetti positivi che la Cina offre.
In calce a tutto un pensiero: mi trovo sempre più simile a Bilbo Baggins. Chi ha letto Tolkien capirà. Agli altri… consiglio di leggere Tolkien.
domenica, aprile 20, 2008, 06:10 PM - Life in China
La pigrizia che non mi fa scrivere da qualche giorno è la stessa che avevo domenica 6 aprile, l’ultimo giorno passato a Beijing nel corso della nostra vacanza-lampo… Forse allora avevo qualche motivo in più per non aver voglia di fare nulla…Dopo la nottata a cantare e suonare fino a tardissimo, la mattina siamo implacabilmente in piedi, seppur frastornati dalle poche ore di sonno; la giornata non è bella, ma chissà quando ci capiterà ancora di venire a Pechino, quindi non ci sono storie: impacchettati gli zaini si esce dalla stanza, check-out alla reception e… prima sosta.
Beh al bar ci dovevamo fermare o no? Colazione-pranzo a metà mattina in modo da non dover perdere tempo successivamente, salutiamo Chiara che rimane qui e che risiederà nella capitale cinese ancora per qualche giorno prima del suo rientro in Italia e poi via… davvero…
Continua...
mercoledì, aprile 16, 2008, 06:32 AM - Life in China
Non è che ce l’ha messo in quel posto l’essere andati a nanna all’una, è stata la sveglia delle 6 che ci ha fregato… Non parliamo poi di come russa Luca…Insomma, il cocktail ideale per prepararsi fisicamente per una maratona sulla Grande Muraglia era bello che servito, ma nonostante quello eravamo entrambi attivissimi e puntuali alle sei e venti alla reception dell’ostello. Montiamo su un furgoncino con due ragazzi inglesi e due ragazze (credo) indiane che non hanno mai smesso di parlare, quindi raccattiamo altri turisti in ostelli adiacenti e ci dirigiamo verso l’appuntamento con un bus che ci deve portare a Jinshanling, stazione di partenza di una camminata di una decina di km verso Simatai sul muro più famoso del Mondo; nel pullman siamo tantissimi, tra cui un gruppo di chiassosissime e biondissime americane in fondo, le due (ancora credo) indiane che hanno polmoni per la Marathon des Sables dato che non hanno mai smesso di chiacchierare sin dalla partenza, dei ragazzi soprannominati “i tori australiani” dato che sono enormi e spacconi (oltre che australiani) ed un gruppo di inglesi di mezz’età che fanno casino per pagare 5 euro in più a testa… Possibile che quelli normali siano gli italiani???
Tre ore scarse di viaggio fino ad un posteggio sterrato con una colazione di panini chimici forniti dagli organizzatori e poi liberi tutti: io e Luca ci schieriamo in jeans, maglietta e felpa e solo guardandosi attorno si vede chi e come arriverà in fondo senza grossi problemi… Avete presente l’equivalente dei vecchiacci che sciano a spazzaneve superabbronzati e con attrezzatura da 5000 euro, no? I tori australiani partono subito a polpacci fumanti e scalano come se arrivassero i Mongoli da Nord, noi ce la prendiamo con la giusta calma ed affrontiamo la (dura) salita che da valle porta sul primo crinale, dal quale possiamo salire sulla muraglia. Anche solo appena arrivati e senza aver visto ancora nulla lo spettacolo è f a v o l o s o…
Continua...
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