venerdì, maggio 9, 2008, 07:08 AM - Life in China
Sono tornato da alcuni giorni in quel di Guangzhou per la terza volta dopo quattordici splendidi giorni di ferie, dodici dei quali passati a casa.E’ già la terza volta in otto mesi che affronto questa situazione: viaggio in auto con la mia famiglia verso un aeroporto (due volte Genova, oggi Milano Linate), abbracci, baci e qualche inevitabile lacrima e via… Passa qualche ora, sentire Elisa al telefono mentre cammino per i corridoi di qualche altro aeroporto (due volte Parigi, oggi Londra), chiudermi in una sagoma che cerca di mostrare a me stesso ed agli altri che non sto soffrendo, fare qualsiasi cosa per non pensare che non vedrò i miei cari per mesi e che vivrò in un Paese che seppur mi stia ospitando nel migliore dei modi, resta sempre estraneo, diverso, non mio.
C’è poco da dire, ogni volta che torno è sempre più bello e questo mi solleva il morale per i mesi a venire, dato che dovrò passarne qui quasi cinque questa volta… Stando ai programmi attuali, dovrei tornare a Genova il 18 settembre e restare un bel po’, dato che la prima settimana di ottobre è festa nazionale in Cina. Non passerò tuttavia tutto questo tempo solo, poiché Elisa dovrebbe raggiungermi a fine luglio / inizio agosto dopo la discussione della tesi e restare con me fino al mio ritorno nel Bel Paese. Ciò significa che da ora per quasi tre mesi capiteranno mail e post nostalgici, preparatevi.
Il viaggio di rientro a Guangzhou è stato forse il migliore per ora: son partito puntuale alle 7 di sera da Linate lunedì ed arrivato a Londra un paio di ore dopo e tra un piccolo problema che ci ha fatto rimanere a bordo una mezz’oretta di più, il trasferimento al gate di partenza per Hong Kong, il controllo bagaglio a mano e così via, ho dovuto attendere ben poco tempo ad Heathrow prima di imbarcare sul Jumbo. Appena a bordo ho incontrato Eva, un’amica-collega del mio ormai famoso cugino steward di British Airways, che mi ha riservato mille gentilezze in un’Economy Class semideserta…
Ad esempio mi ha sapientemente spostato dal posto 40G alla fila centrale 45 che l’assenza di tutti e 4 i passeggeri rendeva oltremodo invitante e che si è rivelato un confortevole giaciglio una volta sollevati tutti i braccioli in modo da potermi sdraiare completamente e godermi almeno 8 ore di sonno… In realtà non so nemmeno esattamente quanto ho dormito, ma ricordo di aver visto una puntata dei Simpson, una di Futurama a cena e poi Pearl Harbour prima di coricarmi, sono stato quindi dolcemente svegliato da una gentilissima hostess cinese all’ora della colazione poco prima dell’atterraggio…
Due chiacchiere con Eva prima di salutarla ed arrivo all’uscita dove la mia valigia mi stava aspettando sul rullo ed il pullman per Guangzhou stava scaldando i motori… Già, ho trovato subito il banco e la ragazzina è stata gentile nel chiamare l’autista e dirgli di aspettarmi prima dell’imminente partenza!
Poco più di un’ora dopo il mio atterraggio ero già al confine cinese e mezz’ora dopo… sempre lì!
Quel cretino dell’addetto al confine oltre a metterci una vita per ogni straniero (come al solito), non mi riconosceva e dubitava della fotografia… Al che ho tirato fuori patente, carta di identità, tesserino universitario (ovviamente scaduto) e tesserino del Rina. Dopo avergli riempito la scrivania di carte apparivo evidentemente scocciato dalla lunga attesa, mi è venuto in aiuto un ulteriore addetto che ha fatto segno al primo di farmi passare dopo avermi controllato il visto. Son rimontato sul pullman strapieno di cinesi diretto a GZ all’imbrunire e giunto in città un paio di ore dopo senza grossi intoppi, a parte l’aver intimidito un tipo molesto che ha fatto fermare il bus perché era stanco, infastidendo non poco tutti quanti. Dato che l’indole cinese è quella di non dire nulla anche se in disaccordo, ho mostrato l’indole europea mettendo fine alla situazione.
Si ricomincia con la webcam, con tanto MSN e Skype, col blog e con sei ore di differenza, ma anche con tutti gli aspetti positivi che la Cina offre.
In calce a tutto un pensiero: mi trovo sempre più simile a Bilbo Baggins. Chi ha letto Tolkien capirà. Agli altri… consiglio di leggere Tolkien.




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domenica, aprile 20, 2008, 06:10 PM - Life in China
La pigrizia che non mi fa scrivere da qualche giorno è la stessa che avevo domenica 6 aprile, l’ultimo giorno passato a Beijing nel corso della nostra vacanza-lampo… Forse allora avevo qualche motivo in più per non aver voglia di fare nulla…Dopo la nottata a cantare e suonare fino a tardissimo, la mattina siamo implacabilmente in piedi, seppur frastornati dalle poche ore di sonno; la giornata non è bella, ma chissà quando ci capiterà ancora di venire a Pechino, quindi non ci sono storie: impacchettati gli zaini si esce dalla stanza, check-out alla reception e… prima sosta.
Beh al bar ci dovevamo fermare o no? Colazione-pranzo a metà mattina in modo da non dover perdere tempo successivamente, salutiamo Chiara che rimane qui e che risiederà nella capitale cinese ancora per qualche giorno prima del suo rientro in Italia e poi via… davvero…
Continua...
mercoledì, aprile 16, 2008, 06:32 AM - Life in China
Non è che ce l’ha messo in quel posto l’essere andati a nanna all’una, è stata la sveglia delle 6 che ci ha fregato… Non parliamo poi di come russa Luca…Insomma, il cocktail ideale per prepararsi fisicamente per una maratona sulla Grande Muraglia era bello che servito, ma nonostante quello eravamo entrambi attivissimi e puntuali alle sei e venti alla reception dell’ostello. Montiamo su un furgoncino con due ragazzi inglesi e due ragazze (credo) indiane che non hanno mai smesso di parlare, quindi raccattiamo altri turisti in ostelli adiacenti e ci dirigiamo verso l’appuntamento con un bus che ci deve portare a Jinshanling, stazione di partenza di una camminata di una decina di km verso Simatai sul muro più famoso del Mondo; nel pullman siamo tantissimi, tra cui un gruppo di chiassosissime e biondissime americane in fondo, le due (ancora credo) indiane che hanno polmoni per la Marathon des Sables dato che non hanno mai smesso di chiacchierare sin dalla partenza, dei ragazzi soprannominati “i tori australiani” dato che sono enormi e spacconi (oltre che australiani) ed un gruppo di inglesi di mezz’età che fanno casino per pagare 5 euro in più a testa… Possibile che quelli normali siano gli italiani???
Tre ore scarse di viaggio fino ad un posteggio sterrato con una colazione di panini chimici forniti dagli organizzatori e poi liberi tutti: io e Luca ci schieriamo in jeans, maglietta e felpa e solo guardandosi attorno si vede chi e come arriverà in fondo senza grossi problemi… Avete presente l’equivalente dei vecchiacci che sciano a spazzaneve superabbronzati e con attrezzatura da 5000 euro, no? I tori australiani partono subito a polpacci fumanti e scalano come se arrivassero i Mongoli da Nord, noi ce la prendiamo con la giusta calma ed affrontiamo la (dura) salita che da valle porta sul primo crinale, dal quale possiamo salire sulla muraglia. Anche solo appena arrivati e senza aver visto ancora nulla lo spettacolo è f a v o l o s o…
Continua...
venerdì, aprile 11, 2008, 10:20 AM - Life in China
Dopo appena sei ore scarse di sonno ci alziamo nella nostra stanzetta dell’ostello felici ed euforici nonostante la stanchezza latente; al bar la colazione ci alza ulteriormente il morale, in quanto dietro al bancone vediamo troneggiare una macchina del caffè che ci sforna due tra i migliori cappuccini che abbia assaggiato, quindi zaino in spalla e cartina alla mano usciamo nelle strade che abbiamo visto qualche ora fa col buio e che ora risplendono sotto un cielo azzurro intenso dove ammiriamo anche una strana palla luminosa infuocata verso est… Nessuno di noi due riesce a capire come spiegarsi tale strano fenomeno meteorologico totalmente sconosciuto nel sud della Cina, comunque cerchiamo di non farci intimidire e proseguiamo con direzione nuovamente Piazza Tian’an Men. Passiamo una strada pedonale che ieri sera il nostro tassista aveva imboccato a tutta forza, giriamo a destra e ci troviamo sullo stradone a quattro o cinque corsie per senso di marcia che porta direttamente alla piazza.
Se già ieri sera ci siamo impressionati per la vastità dello spazio al suo interno, oggi ne siamo quasi scioccati; anche la porta si rivaluta alla luce del sole ed il rosso intenso delle sue mura cattura gli occhi… Scattiamo un sacco di foto prima di entrare nella piazza vera e propria: abbiamo appuntamento con due ragazzi che conosciamo fra un’oretta, così decidiamo di fare due passi e (potendo) magari visitare anche il Mausoleo di Mao posto al centro. Appena ci avviciniamo veniamo letteralmente assaliti da uno sciame di venditori che ci propongono qualunque cosa: aquiloni, gadget pessimi delle Olimpiadi o del leader comunista cinese per eccellenza, roba veramente pacchiana e da turisti ignoranti (quali sembriamo onestamente)… Ci passa la voglia di entrare nel MAOsoleo (come l’abbiamo ribattezzato) appena vediamo quanta gente è in coda ancora prima dell’apertura. Il serpente di gente fa il giro della piazza e gira attorno alla porta Zhengyang Men posta all’estremo sud e risale verso la Città Proibita… Pazzesco! Oggi è il giorno dei morti e tutta questa gente è venuta a pregare per il Chairman Mao con dei fiori gialli in mano.Continua...
mercoledì, aprile 9, 2008, 12:40 PM - Life in China
Non è iniziata al meglio la nostra avventura a Pechino: i due ragazzi (Alberto e Chiara) che si sono accodati al gruppo originario composto da Luca e me non hanno avuto la conferma del volo, così sono rimasti a Guangzhou con nostro dispiacere…L’aereo era previsto alle sette e un quarto di sera e noi, cauti, siamo partiti due ore prima dal centro cittadino: forse così previdenti non siamo poi stati dato che un mega-ingorgo con i conseguenti tamponamenti causati sia dalla moltitudine di macchine che si muovevano in coda, sia dall’incapacità cronica dei cinesi di guidare, o meglio di mettere a disposizione contemporaneamente due braccia, due gambe, gli occhi ed il cervello, ci hanno fatto ritardare tantissimo e giungere in aeroporto esattamente mezz’ora prima della partenza, con un check in fatto all’ultimo minuto ed una corsa forsennata per i corridoi che è costata al mio compagno di merende un paio di occhiali da sole scivolati dallo zaino parzialmente chiuso per la fretta.
Volo liscio, passiamo dalla pioggia e dall’afa di Canton al cielo stellato e fresco di Pechino dopo quattro ore; un taxi in mezz’oretta ci scarica davanti all’ostello della gioventù "Wangfujing" che abbiamo prenotato online e che è situato in una posizione centralissima, a una quindicina di minuti a piedi dal “Centro della Cina”. Appena arriviamo in camera non c’è neppure bisogno di parlarci: posiamo gli zaini ai piedi dei letti in una stanzina piccola, senza finestre ed arredata solamente con un comodino in mezzo a due letti ad una piazza e mezza (per sei euro a notte direi che ci sta), compriamo una cartina alla reception e ci buttiamo in strada. Non ci importa che siano le undici e mezza di sera.
Senza difficoltà ci muoviamo per le vie della Capitale cinese, realizzata quasi interamente ad isolati ad angoli retti e di conseguenza semplici da interpretare; la prima impressione che entrambi abbiamo è quella di una città “alla Parigi”, cioè molto ariosa, con spazi enormi, dove non ci si sente oppressi dagli edifici neppure camminando nelle viuzze, ci sono strade con quattro o cinque corsie per senso di marcia, alberi e marciapiedi dove si possono inscenare incontri di calcio a 5… Oddio, Parigi è di un altro livello, eh…
All’improvviso il paesaggio cambia e dagli spazi aperti passiamo a quelli sterminati, praterie immense che qui chiamano piazze. A sinistra abbiamo la famosa Piazza Tian’an Men, con il Mausoleo di Mao al centro, il Monumento agli Eroi di Cina e quant’altro, a destra la porta che da il nome alla piazza e che la separa dalla Città Proibita, la residenza dell’Imperatore per più di una dinastia… Strano effetto.Porta Tian’an Men (la porta del Paradiso) è famosissima ed ognuno di noi l’ha vista mille volte in TV, anche se non ci facciamo caso: muri rosso intenso fanno da base ad un edificio dal tetto smaltato di giallo e da otto bandiere totalmente rosse che incorniciano il famoso faccione di Mao sorridente. E’ piccola rispetto a quanto ci si aspetti e poco imponente. La piazza al contrario è gigantesca anche se non riusciamo ad apprezzarla nell’interezza poiché a quest’ora le luminarie sono spente (in Cina bene o male alle 10 si spegne tutto, non è una fesseria, sai che risparmio…?) ed i lampioni tolgono un po’ di tridimensionalità al tutto. Per ragioni di sicurezza, la notte è impossibile accedervi e non ci va di sfidare i numerosissimi poliziotti che sull’attenti la sorvegliano, così decidiamo di aggirarla e continuare la passeggiata. Alle due di notte siamo stanchissimi (ed abbiamo solo raggiunto l’estremità sud), così prendiamo un taxi che ci porta indietro… 3,3 km a tassametro… dopo ore in cantiere ed un volo, non è male.
Tornati nel carinissimo ostello che consiglio a chiunque volesse visitare la capitale cinese, sveniamo sul letto stremati.
martedì, aprile 1, 2008, 05:50 AM - Life in China
Ebbene sì, dopo tanto tempo in cui non ho fatto nulla di particolare, fra qualche giorno me ne parto finalmente per una nuova avventura di tre giorni in trasferta: assieme a tre ragazzi italiani che ho conosciuto qui, giovedì sera ce ne saliamo su un aereo di China Southern con direzione Beijing o, come la chiamiamo più frequentemente in Italia, Pechino!!!
Che bello, a parte che sono felice di farmi una vacanza di tre giorni zaino in spalla come quando ero giovane con amici, ho anche l’opportunità di visitare una città a cui penso da parecchio e che si preannuncia fantastica, a giudicare dai racconti e dalle foto di chi c’è stato: il Palazzo d’estate, la Città Proibita, Piazza Tienanmen, l’omonima Porta, il Mausoleo degli Eroi della Cina, il Tempio del Cielo, la Grande Muraglia… Mamma mia...
Grazie alle indicazioni dell’unica ragazza del gruppetto (la sola di noi che ci è già stata), tempo permettendo proveremo un’escursione di quattro ore e dieci chilometri a piedi proprio sul famoso muro, in mezzo alle montagne e circondati da un paesaggio mozzafiato… speriamo bene!Per dormire siamo un po’ fuori budget: spendiamo ben 5 euro a testa a notte in un bel ostello a 10 minuti dalla Città Proibita in una camerata da 4… Bagno non esclusivo, cavolo…
Approfittiamo della festa nazionale dei morti di venerdì prossimo che ci permetterà di fermarci un giorno in più del previsto nella capitale cinese, siamo tutti impazienti di partire e sembriamo anche d’accordo sull’idea di fondo di spingere all’esasperazione il personale di volo di China Southern, a cui l’ho promessa l’ultima volta che ho volato a Shanghai a febbraio e che ora pagheranno.
Siamo dunque alla ricerca disperata di un pallone ad aria tipici del mare e dei concerti con cui giocare in aereo, possibilmente bianco e verde a spicchi della Heiniken e di un paio di pistole ad acqua con le quali coinvolgeremo l’intera classe economica tra le risate generali. Se qualcuno conosce un negoziante di fiducia a cui possa rivolgermi velocemente, me lo faccia sapere. Ah, dato che qui piove, non vorrei allontanarmi troppo da BinJiang Dong Lu, XiaDu Lu o dal Guangzhou DaDao.
Grazie.
giovedì, marzo 27, 2008, 04:24 AM - Life in China
Cosa potrebbe succedervi se una sera tornaste a casa esausti dal lavoro come al solito e vi accorgeste che nel vostro appartamento è stata staccata la corrente perché quella puttana cinese del vostro padrone di casa non ha pagato le bollette della luce?Vediamo… Innanzitutto credo vi incazzereste come dei bufali spaventando a morte la vigilanza del vostro condominio che inizierebbe ad aver paura di voi, poi magari chiamereste l’agente che gestisce il vostro contratto e la coprireste di insulti pesanti dopo che vi siete sentiti dire che non è loro responsabilità, poi impacchettereste tutta la roba che avete in frigo, la portereste da un amico, vi fareste ospitare per una doccia, un paio di mail a casa, poi una cena e poi tornereste a dormire a casa ancora parecchio alterati e ve ne freghereste altamente se al buio non riusciste a centrare la tazza mentre pisciate.
Buona notte aspettando di far saltare qualche testa.
martedì, marzo 25, 2008, 04:36 AM - Pensando a casa...
La vita continua senza particolari acuti ne’ colpi di scena (a parte il fatto che la porto avanti in Cina…): lavoro sempre più serrato, riposo sempre insufficiente, vedo qualche amico quando posso e quando ce la faccio, chiamo casa quando riesco, aggiorno il blog ormai raramente e così via.Sto riuscendo a non farmi prendere dalla routine anche qui come già mi era capitato a casa prima della mia partenza e che forse è stata la molla che mi ha spinto a cambiare vita, malgrado tutto quello che mi sia costato; lasciare casa è stato doloroso e difficile dato che la Riviera è il mio ambiente naturale, che amo in ogni sua piccola cosa e dove sono sicuro che vorrò invecchiare, ma sono convinto di aver fatto la cosa giusta.
Mi manca Elisa da morire e se possibile capisco ogni giorno di più che non posso vivere senza di lei, questo sia ben inteso, ma sto scoprendo tante cose di me che non sapevo e che mi hanno fatto aprire gli occhi su quelli che ho sempre chiamato “problemi” e che ora mi fanno semplicemente sorridere; è normale ed umano venire assaliti dalle paure quando si è messi alla prova sia a livello fisico che emozionale, ma è giusto così.
Vivere in una campana di vetro che ci aiuta a non pensare e che mantiene bianco e pulito ciò che ci circonda è bello e pratico a mio modo di vedere, ma cosa succede se qualcuno la solleva? La mia più grande paura (ora me ne rendo conto) era affrontare questa situazione, vedermi tolte tutte le certezze che avevo per riuscire a confermarle una volta di più e finalmente capire chi sono e cosa ci sto a fare a questo Mondo… oppure no… oppure vedere che mi sbagliavo ed avere la forza di ricominciare da capo.
Sapenvo benissimo che questa è e sarà una prova difficile e completa sotto ogni punto di vista, a livello personale, sociale e professionale, ma ho deciso di provarci e sono soddisfatto di averlo fatto: finché me ne stavo a casa avevo un mio tran-tran, una routine pericolosa perché avrei rischiato di arrivare a trent’anni, guardarmi indietro, vedere solamente che mi ero annoiato e rendermi conto che la mia vita non stava in piedi.
Ora che tutte (o quasi, chissà…) le mie paure ed i miei dubbi si sono fatte vive, mi hanno ricordato che non sono una macchina, ma un ammasso informe di materia anfibia comunemente detta merda (Full Metal Jacket), che posso essere debole e forte assieme, che posso anche avere paura di pensare, che le mie scelte possono anche essere giuste o sbagliate, ma che sono in grado di prendermi le responsabilità di quello che faccio o non faccio e di perseverare in quello che credo nel modo che ritengo corretto.
Non ho fatto tutto questo da solo: devo ringraziare la gente che è stata con me sia qua (in particolare una persona che mi ha aiutato quando ne avevo bisogno), sia chi da migliaia di km di distanza ci ha perso del tempo: famiglia, amici e l’immancabile ragazza confermatasi la fidanzata ideale che ognuno dovrebbe avere per essere felice. Il mio successo (se così lo posso chiamare) è strettamente connesso a ciò che quel pugno di persone fondamentali nella mia vita ha fatto spassionatamente fin’ora all’ombra dei manifesti e dei banali titoloni.
La morale di tutto questo è solo una: mi manca la mia terra e chi ci vive, mi manca sentir mugugnare per strada, mi manca l’odore di una mareggiata di Maestrale mista al profumo delle colline dietro casa, mi manca stare in mezzo a diecimila persone e non a dieci milioni e mi manca il contatto fisico con la gente a cui voglio bene, ma nonostante tutto sono contento. Contando uno ad uno i 28 giorni che mi separano dal ritorno.
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro.
domenica, marzo 16, 2008, 12:53 PM - Pensando a casa...
Poco o nulla da dire dopo una settimana lavorativa micidiale, fatta di zero ore in ufficio, tanti blocchi, tante ispezioni, tanto sporco.Ormai ho gli sbalzi di umore tipici da donna incinta e, per evitare di partorire un figlio con una voglia a forma di aereo che punta verso casa, ho comprato i biglietti per il ritorno!

Volerò con la British Airways da Hong Kong a Malpensa (via Londra Heatrow) la notte del 23 aprile per arrivare alle due del pomeriggio in Italia e starò poco meno di due settimane... Poco tempo, ma meglio che niente!
Nell'attesa che passi velocemente questo mese o poco più di distaccamento forzato... Non so come finire la frase, sembra tanto una del tipo "ringraziandola anticipatamente per il tempo che mi ha dedicato, porgo distinti saluti."... vabbè ci siamo capiti, sto impazzendo... Non vedo l'ora di essere di nuovo a casa.
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