Voglie 
domenica, marzo 16, 2008, 12:53 PM - Pensando a casa...
Poco o nulla da dire dopo una settimana lavorativa micidiale, fatta di zero ore in ufficio, tanti blocchi, tante ispezioni, tanto sporco.

Ormai ho gli sbalzi di umore tipici da donna incinta e, per evitare di partorire un figlio con una voglia a forma di aereo che punta verso casa, ho comprato i biglietti per il ritorno!



Volerò con la British Airways da Hong Kong a Malpensa (via Londra Heatrow) la notte del 23 aprile per arrivare alle due del pomeriggio in Italia e starò poco meno di due settimane... Poco tempo, ma meglio che niente!

Nell'attesa che passi velocemente questo mese o poco più di distaccamento forzato... Non so come finire la frase, sembra tanto una del tipo "ringraziandola anticipatamente per il tempo che mi ha dedicato, porgo distinti saluti."... vabbè ci siamo capiti, sto impazzendo... Non vedo l'ora di essere di nuovo a casa.
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Rituali 
mercoledì, marzo 5, 2008, 08:38 AM - Lavoro
Sono le dieci del mattino e mancano 14 ore al varo della nave. Io mi trovo seduto a cavalcioni su un tubo della linea principale del vapore che corre lungo il ponte di coperta a 3 metri di altezza insieme ad un ragazzo che ho appena finito di istruire riguardo ad un lavoro.

Il sole del tropico è caldo anche a marzo, mi sono tolto la mascherina, i guanti ed ora alzo un poco l’elmo, quel tanto che basta per permettere alla brezza di raggiungere la fronte ed i capelli sudati per un attimo di sollievo. Mi alzo in piedi su una valvola finchè vedo arrivare l'operaio per la prossima ispezione, poi raccolgo i guanti e li infilo nella cintura, appendo la mascherina ad un orecchio, saluto il ragazzo di prima e mi dirigo verso poppa; raggiungo l’operaio, gli stringo la mano e lui lesto si infila nella cisterna 5 di dritta… Un attimo e sono pronto a seguirlo, fisso la maschera al naso, infilo i guanti, prendo un gesso dalla tasca e scavalco la rossa copertura della boccaporta alta 1 metro per iniziare a scendere lungo la scala a pioli.

Quasi non faccio caso al fatto che in un attimo è tutto buio, se va bena una cisterna su 5 sarà illuminata oggi... Comunque dall’alto avevo visto con occhio rapido che gli 8 scalini erano ben saldati e che la ringhiera si trovava a sinistra; scendo finchè tocco il ponteggio, poi faccio correre la mano destra giù lungo la medesima coscia fino ad incontrare la torcia sorretta dalla cintura salvavita: la sfilo dal gancio, la accendo ed istantaneamente il potente fascio luminoso fende il buio della cisterna. L’aria è spessa e come al solito poco respirabile e le uniche fonti di luce oltre alla mia Mag-Lite ed alla fioca lucina dell’operaio sono i raggi del sole che penetrano dai buchi sul ponte ove i tubi non sono ancora stati approntati e scendono cilindrici come fari nel buio di questa cassa. Mentre cammino col capo chino sia per non perdere mai di vista dove sto poggiando i piedi e sia perché ritto non passo, mi accorgo che qualcosa è diverso dal solito: non ci sono operai al lavoro data l’imminenza del varo, per cui l’aria è migliore, l’assenza di fumi migliora nettamente la visibilità e quella di prodotti chimici l’odore… Stranamente non mi bruciano gli occhi, non c’è il rumore assordante delle mole, la temperatura non è esasperante e soprattutto non mi devo nemmeno guardare dalle spettacolari e scenografiche cascate di scintille incandescenti piovute dall’alto, che bruciano anche se fermate da due tute e svariate felpe prima che raggiungano la pelle.

Scendo i sette piani di ponteggi per un totale di una quindicina di metri in verticale, poi mi calo sul doppio fondo costellato di serpentine che servono a mantenere il carico in temperatura e cammino nel buio rischiarato solo per il metro antistante a me fino a trovare un inserto di lamiera tondo del diametro di 600 mm. L’apertura tecnica realizzata per facilitare il passaggio ed il lavoro degli operai è stata chiusa correttamente; sfilo i guanti, cerco nelle tasche lo strumentino per controllare l’allineamento, do un’occhiata alle saldature, scarabocchio la lamiera col gesso ed annoto tutto sul taccuino. Un minuto netto.
Mi ricompongo in fretta e ricomincio la salita, devo andarlo a controllare da sotto… e la pacchia è finita, le casse di zavorra ed i doppi fondi non perdonano.

Meno uno, ancora 19.
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E ora chi glie lo dice ad Elisa??? 
domenica, febbraio 24, 2008, 05:40 PM - Altro
Mi sono innamorato.


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Buongiorno Cina 
giovedì, febbraio 14, 2008, 01:37 AM - Life in China
Sulla scia dello splendido post "Buongiorno Italia" di Marco (il mio collega di sventure a distanza -perchè è tra Chiba e Busan-) un mesetto fa, ecco un mio colloquio con Mr. Tan, collega triste, dopo una settimana di vacanza in occasione del capodanno.

E: Buongiorno!
T: Buongiorno.
E: Come sono andate le vacanze?
T: Bene.
E: Che hai fatto?
T: Sono stato a Guangzhou.
E: BELLO! Hai visto i fuochi artificiali?
T: In TV.
E: Hai trovato un riscaldatore per la casa (che la figlioletta aveva freddo)?
T: Non ce n'è bisogno, entro poco verrà caldo.
E: Quindi ti sei divertito...
T: Abbastanza.
E: IMMAGINO.

Buongiorno Cina!
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Xin Yan Hao 
mercoledì, febbraio 13, 2008, 08:27 AM - Life in China
Beh, non so se si scrive così, ma significa “Buon Anno” in cinese… Perché lo dico ora? Perché abbiamo appena passato il capodanno lunare cinese e la conseguente settimana di vacanza quanto mai opportuna poiché stavo per impazzire quanto ero stanco ed avevo bisogno di riposo!
Io e Diego abbiamo quindi deciso di goderci il tempo che avevamo e fare i turisti fai-da-te in giro per Canton, armati di cartina, fotocamera e di due gambe a testa… In effetti abbiamo visto tante tante cose interessanti, ed oggi che è l’ultima mezza giornata disponibile sono stanco quanto lo ero prima, ma almeno mi sento rilassato e soddisfatto per aver vissuto diversamente per qualche giorno…
C’è da dire che la Cina sarà anche sporca ed incasinata, ma le attrazioni storiche e turistiche sono mantenute generalmente in buono stato, il che crea un sacco di discrepanze con il territorio circostante, poiché si passa dai vicoli malandati e palazzi fatiscenti, alle piazze ed ai parchi rigogliosi girando solamente un angolo… Tanta facciata insomma, ma almeno quella dovremmo prenderla ad esempio anche noi italiani, che viviamo in un Paese meraviglioso e riusciamo a renderlo addirittura poco interessante agli occhi

Dato che questa notizia contiene tantissime foto, l'ho spezzata per consentire di caricare più velocemente la prima pagina. Per continuare a leggere (e ne vale la pena secondo me), cliccare su Continua...
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Ma dove la vedi una cosa così??? 
venerdì, febbraio 8, 2008, 03:03 PM - Life in China
Giovedì pomeriggio non lavorativo, io e Diego (l’ispettore italiano che lavora qui con me) decidiamo di fare due passi in giro per Canton per vedere se c’è qualcosa di interessante, così appena usciti di casa incontriamo Hennadiy e Sergey, due ispettori ucraini colleghi di Diego che ci dicono che qualche centinaio di metri più avanti c’è uno show coi serpenti. La lingua inglese è talmente povera che in una parola non si capisce nulla.

Decidiamo di andare a vedere (più lui che io perché ne ho davvero paura) e troviamo un banchetto ambulante con gabbie di serpenti ed un sacco di sangue per terra misto ad interiora
Continua...
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Fratello 
giovedì, febbraio 7, 2008, 11:52 AM - Altro
Non c'è nemeno bisogno di specificare a chi è dedicato il video.



Irish rugby Anthem, Ireland's Call
Croke park 2007
Ireland v England


Come the day and come the hour
Come the power and the glory
We have come to answer
Our Country's call
From the four proud provinces of Ireland

Ireland, Ireland,
Together standing tall
Shoulder to shoulder
We'll answer Ireland's call
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Questione di sopravvivenza #2 
mercoledì, febbraio 6, 2008, 04:58 AM - Questione di sopravvivenza
Aeroporto = Ji Chan

Non ho capito = Tin Bu Don (fondamentale)

Corretto = Toì

Non corretto = Pu Toì

Manca, niente (negazione) = Meyò
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Wlecome to China 
mercoledì, febbraio 6, 2008, 04:57 AM - Life in China
Nel geniale “Fight Club”, il protagonista definisce se stesso come uomo da porzione singola ed ultimamente ho l’impressione di esserlo diventato pure io: due voli alla settimana in cui servono pasti precotti, panini di McDonalds in cantiere quando le ispezioni si accavallano all’ora di pranzo e non posso interrompere per andare in mensa, una vita fatta di una banana o un arancio alla volta al supermercato per evitare che la frutta marcisca e così via…
Certo, letta così la mia quotidianità suona squallida, ma in effetti è interessante e, se non altro, mai noiosa. Il motivo per cui scrivo seduto su una panchina nella sala di aspetto dell’aeroporto di Shanghai l’ho già spiegato: sono venuto fin qua esclusivamente per prendere il mio passaporto prima che la Cina si fermi per lo “Spring Festival”, il capodanno lunare cinese…

Se non ero già abbastanza stanco da una serie interminabile di giorni sempre in cantiere su e giù per la “mia” nave, infilato nei suoi buchi oscuri, a strisciare nelle casse in cerca di una perdita di tenuta di una stiva lungo i cordoni di saldatura, infilato nella sede dell’asse per vedere che nulla fosse danneggiato o in piedi sulla biella negli enormi carter del motore, al freddo e sotto l’acqua incessante, stamattina ho pensato bene di farmi prenotare un volo di mattino presto per mettermi a vento da eventuali ritardi. Partenza alle otto vuol dire dover essere in aeroporto alle sette, che vuol dire uscire di casa alle sei, che vuol dire sveglia alle cinque e mezza.

PENSI CHE LA TUA VITA SIA STATICA? WELCOME TO CHINA!

Ho la cattiva abitudine di non guardare mai fuori dalla finestra, così col mio zaino in spalla (con dentro computer e pacchetto-notte nel caso le condizioni meteorologiche mi costringessero a dormire fuori), ho aspettato 5 minuti un taxi sotto la pioggia prima di arpionarlo con un fischio che ha svegliato tutto il distretto di Haizu in cui vivo e con una pronuncia che farebbe invidia a Mao ho detto “aeroporto” (ji chan)… Me l’ero scritto poco prima su un post it, poi in ascensore mi sono anche ricordato la fonetica!
Arrivo prestissimo al check in ed ecco la prima sorpresa.

ANNOIATI DALLA SOLITA VITA? WELCOME TO CHINA!

So che devo pagare in anticipo il volo, poi il Rina chissà quando me lo rimborsa, comunque non mi accettano la carta di credito! Incredibile, in un aeroporto internazionale valgono solo carte cinesi! Dopo aver investito con una riga di insulti in un paio di lingue la povera ed incolpevole commessa ed aver intrapreso un dialogo riassumibile con “Sorry sir, sorry sir…” “MA SORRY TUA MADRE!” e così via, dopo aver mandato a quel paese un poliziotto che mi diceva di far passare gli altri e con uno in coda che continuava a spingere, mi sono messo alla ricerca della ATM machine… un bancomat…
In tutto l’aeroporto ce n’è solo una ed ovviamente dalla parte opposta alla mia.

SIETE SOVRAPPESO? WELCOME TO CHINA!

Sudata inenarrabile mentre fuori fa ancora freddo, trovo la macchina mandata direttamente dal demonio e torno al banco passando davanti alla coda che dopo un velato accenno di protesta viene intimidita dal mio sguardo assassino (in momenti come questo sono il clone di Hannibal Lecter), poi mi dirigo al controllo bagaglio a mano dove trovo l’unico poliziotto zelante di Canton, ma talmente stupido che continua a non capire che sono i miei stivali a far suonare il metal detector nonostante io continuassi ad indicarli…
Me la sbrigo togliendomene uno e facendolo passare con la mano, quello viene illuminato e mi lascia andare.

A bordo ho talmente tanto sonno che mi addormento prima che l’aereo si muova, mi perdo il decollo (e sì che fa casino, eh), mi sveglio prima quando la hostess mi da’ la colazione, poi quando il mio vicino mi rovescia addosso il suo bicchiere fortunatamente d’acqua, poi mentre le ruote del vecchio Boeing 737 toccano terra…

I cinesi non hanno stile o classe nei movimenti, sono impacciati, ridicoli e goffi, sono una mandria spropositata di bambini che devono salire primi su un bus anche se è lo shuttle dell’aeroporto, corrono sotto due gocce d’acqua ridendo come cretini e spingono chiunque si trovi nella loro traiettoria, donne e bambini compresi (gli unici che provo a difendere salvo far preoccupare i genitori perché l’uomo nero si avvicina…) ma finché si spintonano tra di loro non mi tocca, il problema è quando toccano me.
Uno sale con troppa foga sul bus e mi da’ un colpo al portatile nello zaino con la spalla stile rugby, salvo essere ricacciato indietro giù dal pullman con la stessa velocità aiutato da una mia spinta contraria, un altro vuole passarmi davanti tra le porte salvo inciamparsi sui miei stivali e così via… Questa è la gente con cui ho a che fare quotidianamente e che aumenta in continuazione la mia autostima.

VI SENTITE GLI ULTIMI? WELCOME TO CHINA!

E questa è un po’ la morale del mio post e della mia permanenza qui.
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Storie di vita vissuta #7 
domenica, febbraio 3, 2008, 02:28 PM - Storie di vita vissuta
20) Ieri, sabato 2 febbraio, sono andato al lavoro come ormai tutti i giorni da troppo tempo, ma dato che ha piovuto tutto il giorno, il cantiere ha chiamato ispezioni solo al mattino. Dopo pranzo fuori c'era il diluvio ed io me ne stavo allegro in ufficio a fare carte, finchè mi sono rotto e me ne sono andato.
Alla fermata dell'autobus faceva freddissimo ed io pregustavo già l'ora successiva a tremare seduto sul seggiolino prima di giungere a casa.
Inaspettatamente arriva un taxi ed io ci salgo al volo... Tassista arrogante e spocchioso perchè lui è cinese ed io inferiore, mi stava altamente sulle balle.

Sullo stradone che porta verso casa c'è traffico e lui non trova di meglio da fare che accostarsi ad un camion che portava alberi di mandarini (parola che in cinese si pronuncia come "fortuna", quindi ne vendono a milioni come buon auspicio per l'anno nuovo) e strapparne uno per mangiarselo insieme a un rametto ed a delle foglie. Aveva rovinato la pianta.

Non solo, il maleducato se ne bullava anche... All'improvviso l'autista del camion se ne accorge, scende, guarda quello che il tassista ha fatto ed inizia ad urlare. Calcioni alla portiera, infila le mani nel finestrino e lo prende per il collo sbattendolo a destra ed a manca per l'abitacolo!
Il tassista risponde qualcosa e lui che stava per mollare, stringe ancora e gli fa dare una testata sul separé in plastica alle spalle dei sedili anteriori.

Quando ormai si era calmato, quel maleducato del tasista gli dice (suppongo) che se vuole gli ridà il ramo, lui glie lo strappa di mano, glie lo tira in faccia e gli fa seguire due pugni diretti!
Due cartelle spaventose che finalmente mettono a tacere il perdente che guidava il mio taxi.

Mentre io gli rido apertamente in faccia ed ho uno slancio di ammirazione per il camionista che ha impersonato alla lettera il mio stato d'animo, lui si ricompone come nulla fosse, se non il fatto che tremava come una foglia.

La Cina è così: ognuno fa quello che gli pare per il proprio unico interesse senza curarsi del fatto che potrebbe disturbare, danneggiare o dare fastidio a qualcuno. Meno male che ogni tanto i maleducati hanno quello che si meritano.
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