venerdì, febbraio 8, 2008, 03:03 PM - Life in China
Giovedì pomeriggio non lavorativo, io e Diego (l’ispettore italiano che lavora qui con me) decidiamo di fare due passi in giro per Canton per vedere se c’è qualcosa di interessante, così appena usciti di casa incontriamo Hennadiy e Sergey, due ispettori ucraini colleghi di Diego che ci dicono che qualche centinaio di metri più avanti c’è uno show coi serpenti. La lingua inglese è talmente povera che in una parola non si capisce nulla.Decidiamo di andare a vedere (più lui che io perché ne ho davvero paura) e troviamo un banchetto ambulante con gabbie di serpenti ed un sacco di sangue per terra misto ad interiora…
Continua...




( 3 / 77 )
giovedì, febbraio 7, 2008, 11:52 AM - Altro
Non c'è nemeno bisogno di specificare a chi è dedicato il video.Irish rugby Anthem, Ireland's Call
Croke park 2007
Ireland v England
Come the day and come the hour
Come the power and the glory
We have come to answer
Our Country's call
From the four proud provinces of Ireland
Ireland, Ireland,
Together standing tall
Shoulder to shoulder
We'll answer Ireland's call
mercoledì, febbraio 6, 2008, 04:58 AM - Questione di sopravvivenza
Aeroporto = Ji ChanNon ho capito = Tin Bu Don (fondamentale)
Corretto = Toì
Non corretto = Pu Toì
Manca, niente (negazione) = Meyò
mercoledì, febbraio 6, 2008, 04:57 AM - Life in China
Nel geniale “Fight Club”, il protagonista definisce se stesso come uomo da porzione singola ed ultimamente ho l’impressione di esserlo diventato pure io: due voli alla settimana in cui servono pasti precotti, panini di McDonalds in cantiere quando le ispezioni si accavallano all’ora di pranzo e non posso interrompere per andare in mensa, una vita fatta di una banana o un arancio alla volta al supermercato per evitare che la frutta marcisca e così via…Certo, letta così la mia quotidianità suona squallida, ma in effetti è interessante e, se non altro, mai noiosa. Il motivo per cui scrivo seduto su una panchina nella sala di aspetto dell’aeroporto di Shanghai l’ho già spiegato: sono venuto fin qua esclusivamente per prendere il mio passaporto prima che la Cina si fermi per lo “Spring Festival”, il capodanno lunare cinese…
Se non ero già abbastanza stanco da una serie interminabile di giorni sempre in cantiere su e giù per la “mia” nave, infilato nei suoi buchi oscuri, a strisciare nelle casse in cerca di una perdita di tenuta di una stiva lungo i cordoni di saldatura, infilato nella sede dell’asse per vedere che nulla fosse danneggiato o in piedi sulla biella negli enormi carter del motore, al freddo e sotto l’acqua incessante, stamattina ho pensato bene di farmi prenotare un volo di mattino presto per mettermi a vento da eventuali ritardi. Partenza alle otto vuol dire dover essere in aeroporto alle sette, che vuol dire uscire di casa alle sei, che vuol dire sveglia alle cinque e mezza.
PENSI CHE LA TUA VITA SIA STATICA? WELCOME TO CHINA!
Ho la cattiva abitudine di non guardare mai fuori dalla finestra, così col mio zaino in spalla (con dentro computer e pacchetto-notte nel caso le condizioni meteorologiche mi costringessero a dormire fuori), ho aspettato 5 minuti un taxi sotto la pioggia prima di arpionarlo con un fischio che ha svegliato tutto il distretto di Haizu in cui vivo e con una pronuncia che farebbe invidia a Mao ho detto “aeroporto” (ji chan)… Me l’ero scritto poco prima su un post it, poi in ascensore mi sono anche ricordato la fonetica!
Arrivo prestissimo al check in ed ecco la prima sorpresa.
ANNOIATI DALLA SOLITA VITA? WELCOME TO CHINA!
So che devo pagare in anticipo il volo, poi il Rina chissà quando me lo rimborsa, comunque non mi accettano la carta di credito! Incredibile, in un aeroporto internazionale valgono solo carte cinesi! Dopo aver investito con una riga di insulti in un paio di lingue la povera ed incolpevole commessa ed aver intrapreso un dialogo riassumibile con “Sorry sir, sorry sir…” “MA SORRY TUA MADRE!” e così via, dopo aver mandato a quel paese un poliziotto che mi diceva di far passare gli altri e con uno in coda che continuava a spingere, mi sono messo alla ricerca della ATM machine… un bancomat…
In tutto l’aeroporto ce n’è solo una ed ovviamente dalla parte opposta alla mia.
SIETE SOVRAPPESO? WELCOME TO CHINA!
Sudata inenarrabile mentre fuori fa ancora freddo, trovo la macchina mandata direttamente dal demonio e torno al banco passando davanti alla coda che dopo un velato accenno di protesta viene intimidita dal mio sguardo assassino (in momenti come questo sono il clone di Hannibal Lecter), poi mi dirigo al controllo bagaglio a mano dove trovo l’unico poliziotto zelante di Canton, ma talmente stupido che continua a non capire che sono i miei stivali a far suonare il metal detector nonostante io continuassi ad indicarli…
Me la sbrigo togliendomene uno e facendolo passare con la mano, quello viene illuminato e mi lascia andare.
A bordo ho talmente tanto sonno che mi addormento prima che l’aereo si muova, mi perdo il decollo (e sì che fa casino, eh), mi sveglio prima quando la hostess mi da’ la colazione, poi quando il mio vicino mi rovescia addosso il suo bicchiere fortunatamente d’acqua, poi mentre le ruote del vecchio Boeing 737 toccano terra…
I cinesi non hanno stile o classe nei movimenti, sono impacciati, ridicoli e goffi, sono una mandria spropositata di bambini che devono salire primi su un bus anche se è lo shuttle dell’aeroporto, corrono sotto due gocce d’acqua ridendo come cretini e spingono chiunque si trovi nella loro traiettoria, donne e bambini compresi (gli unici che provo a difendere salvo far preoccupare i genitori perché l’uomo nero si avvicina…) ma finché si spintonano tra di loro non mi tocca, il problema è quando toccano me.
Uno sale con troppa foga sul bus e mi da’ un colpo al portatile nello zaino con la spalla stile rugby, salvo essere ricacciato indietro giù dal pullman con la stessa velocità aiutato da una mia spinta contraria, un altro vuole passarmi davanti tra le porte salvo inciamparsi sui miei stivali e così via… Questa è la gente con cui ho a che fare quotidianamente e che aumenta in continuazione la mia autostima.
VI SENTITE GLI ULTIMI? WELCOME TO CHINA!
E questa è un po’ la morale del mio post e della mia permanenza qui.
domenica, febbraio 3, 2008, 02:28 PM - Storie di vita vissuta
20) Ieri, sabato 2 febbraio, sono andato al lavoro come ormai tutti i giorni da troppo tempo, ma dato che ha piovuto tutto il giorno, il cantiere ha chiamato ispezioni solo al mattino. Dopo pranzo fuori c'era il diluvio ed io me ne stavo allegro in ufficio a fare carte, finchè mi sono rotto e me ne sono andato.Alla fermata dell'autobus faceva freddissimo ed io pregustavo già l'ora successiva a tremare seduto sul seggiolino prima di giungere a casa.
Inaspettatamente arriva un taxi ed io ci salgo al volo... Tassista arrogante e spocchioso perchè lui è cinese ed io inferiore, mi stava altamente sulle balle.
Sullo stradone che porta verso casa c'è traffico e lui non trova di meglio da fare che accostarsi ad un camion che portava alberi di mandarini (parola che in cinese si pronuncia come "fortuna", quindi ne vendono a milioni come buon auspicio per l'anno nuovo) e strapparne uno per mangiarselo insieme a un rametto ed a delle foglie. Aveva rovinato la pianta.
Non solo, il maleducato se ne bullava anche... All'improvviso l'autista del camion se ne accorge, scende, guarda quello che il tassista ha fatto ed inizia ad urlare. Calcioni alla portiera, infila le mani nel finestrino e lo prende per il collo sbattendolo a destra ed a manca per l'abitacolo!
Il tassista risponde qualcosa e lui che stava per mollare, stringe ancora e gli fa dare una testata sul separé in plastica alle spalle dei sedili anteriori.
Quando ormai si era calmato, quel maleducato del tasista gli dice (suppongo) che se vuole gli ridà il ramo, lui glie lo strappa di mano, glie lo tira in faccia e gli fa seguire due pugni diretti!
Due cartelle spaventose che finalmente mettono a tacere il perdente che guidava il mio taxi.
Mentre io gli rido apertamente in faccia ed ho uno slancio di ammirazione per il camionista che ha impersonato alla lettera il mio stato d'animo, lui si ricompone come nulla fosse, se non il fatto che tremava come una foglia.
La Cina è così: ognuno fa quello che gli pare per il proprio unico interesse senza curarsi del fatto che potrebbe disturbare, danneggiare o dare fastidio a qualcuno. Meno male che ogni tanto i maleducati hanno quello che si meritano.
domenica, febbraio 3, 2008, 11:00 AM - Questione di sopravvivenza
In questa doenica al solito lavorativa per noi poveri Surveyor in Cina, finalmente mi sento bene: c'è il sole (o meglio, c'è stato), la temperatura si può considerare accettabile ed il lavoro è andato bene. Quale occasione migliore per aprire la nuova rubrica "Questione di sopravvivenza" in cui intendo postare di volta in volta le nuove parole e modi di dire cinesi che ho dovuto e dovrò imparare per non fare la fine dell'esca? Ovviamente ortografia assolutamente inventata, mi interessa ricordare solo il suono. In generale tutto quello che scrivo è in cinese Mandarino (la lingua ufficiale), nel caso conoscessi la versione cantonese, lo specifico...
Ciao = Nihao
Arrivederci = Tzài Tién
Come va? = Ma?
Sì = Hai (Cant), Sh (Mand)
No = Mhai (Cant), Push (Mand)
Grazie = Xie xie
Prego = Bukatchì
Bene = Hao
Male = Puhao
Così così = Mama Fufu
Piano piano = Mama Lai
Dolore = Tom
Andiamo! = Zolà!
Ricevuta = Fapiào
Ponte = Tchiao
Strada = Lu, Dadao
Destra = Jo
Sinistra = Giò
Nord = Bei
Sud = Nan
Est = Dong
Ovest = Xi
Uno = I
Due = Ar
Tre = San (S di rosa)
Quattro = Z
Cinque = U
Sei = Liu
Sette = Tchi
Otto = Pa
Nove = Giù
Dieci = Je (alla francese)
Zero = Len
sabato, febbraio 2, 2008, 06:22 AM - Life in China
Supponiamo che il cantiere dove state lavorando regali in occasione del Capodanno Lunare cinese un paio di anatre precotte a voi o ad un vostro amico. Ecco qualche consiglio utile.PREPARAZIONE:
- Chiedete ai colleghi come si debba cucinare tale animale.
- Dubitate quando vi sentite rispondere che basta aprirlo e mangiare.
- Preparatevi a cucinare un piatto di riserva.
ESECUZIONE:
- Usando un paio di forbici aprite il pacco (simile a quello dello zampone) dove è contenuto il volatile.
- Trattenete il conato di vomito quando notate quanto grasso vi sia contenuto all'interno (insieme all'anatra).
- Fate colare per un minuto buono il putrido liquido denso all'interno dello scarico del lavandino.
- Notate quanto sia grassa la pelle e quanta ne abbia.
- Armatevi di pazienza ed iniziate a toglierla con perizia.
- Rendetevi conto che sarebbe meglio andare a fondo e tagliate l'anatra a pezzi.
- Maledicete chi e cosa volete quando vi accorgete che le interiora non sono state completamente rimosse.
- Finite di pulire tutto quello che è necessario.
- Lavate la bestia ormai sezionata sotto l'acqua calda per togliere ancora un po' del grasso che vi avete trovato.
- Perdete una mezz'oretta buona per fare lo stesso con le vostre mani.
- In una padella fate rosolare della cipolla e del prezzemolo, poi buttatevi del pomodoro, sapori, la carne, pinoli, acqua, sale quanto basta e fate sfumare con vino bianco a fuoco lento.
- Rendetevi conto che l'avete fatta in casseruola.
- Servitela velocemente perchè avevate programmato di mangiarla precotta almeno un'ora prima.
BUON APPETITO!
giovedì, gennaio 31, 2008, 05:07 PM - Life in China
Posso guardarla da ogni punto di vista possibile ed immaginabile: questo brevissimo soggiorno a Shanghai è stato per intero condizionato dal fattore tempo.Ieri mattina aspettavo con impazienza un importante documento rilasciato dall’agenzia che mi affitta l’appartamento senza il quale non avrei potuto sostenere il colloquio per l’ottenimento del permesso di residenza per lavoratori stranieri in Cina… Avevano un mese di anticipo e me lo hanno rilasciato 5 ore prima dell’aereo per Shanghai.
L’ho ritirato con un’ora di ritardo dopo una corsa forsennata dal cantiere in un taxi inizialmente bloccato da un incidente sulla superstrada di Guangzhou, quindi sotto la pioggia mi sono diretto in aeroporto, già prevedendo una giornata lunga: su tutto il nord della Cina nevica ininterrottamente da 4 giorni e mi aspettavo un po’ di confusione. Un po’.
Un’ora e mezza prima del volo con China Southern mi presento puntuale come un orologio svizzero al check-in, dove l’impiegata non è capace di caricarmi le miglia di volo sulla mia carta dell’AirFrance, alleato commerciale con la loro compagnia, quindi decido di lasciare perdere ogni discussione (è inutile con i gialli, tanto non sono “smart” – svegli -), ci penserò in qualche modo in seguito, è meglio che mi diriga alla mia uscita per cercare un comodo posto a sedere…
Aereo alle 4, alle 3,30 siamo tutti in coda aspettando l’imbarco e di conseguenza un posto caldo dato che in aeroporto fa freddissimo (non solo manca il riscaldamento negli appartamenti, anche qui si congela…), quando una voce in cinese (grazie agli sventurati che erano lì con me) dice che l’aeroporto di Shanghai Hongquiao è chiuso a causa del maltempo… Il bello è che la voce non ha nemmeno tradotto in inglese, perché i gialli se ne stanno, mentre noi occidentali ci incavoliamo, quindi meglio non farcelo sapere…
Dopo mezz’ora comunicano anche a noi che il volo è DELAYED, cioè in ritardo con orario di partenza che verrà comunicato in seguito… Maledizione… Trovo un posto a sedere vicino ad una vetrata, con uno spiffero imprecisato che da’ un fastidio cane e mi fa tremare sotto la giacca, ma nonostante tutto mi addormento come un sasso perché sono davvero stanco; passa il tempo, nessuna nuova comunicazione, poi senza che nessuno dica nulla in qualsiasi lingua aprono le porte ed iniziano ad imbarcare passeggeri… Meglio! Almeno al caldo!
Ci danno l’ok, gli assistenti di volo chiudono le porte… poi il pilota comunica che dovremo aspettare ancora 45 minuti! Tutti mugugnano con l’equipaggio, sono poco educati e dopo 3 ore di ritardo hanno caffè per solo metà passeggeri (nella quale non mi trovo io), ma che possano anche interferire con le condizioni meteorologiche mi pare davvero troppo…
Passa un’altra ora ed io sonnecchio quando con la coda dell’occhio destro noto che l’aereo inizia a muoversi ancora senza preavviso, così mi precipito (come tutti gli altri) a mandare uno squillo alla mamma ed una chiamata in ufficio dove mi aspettano; passa la hostess e tra tutti urla a me di spegnere il cellulare, ma ha trovato quello sbagliato visto che quando c’è da essere delle teste di cazzo vinco io.
H: Spenga il cellulare, stiamo partendo!
E: Mi scusi?
H: Stiamo partendo!!!
E: Ah, sì? E chi lo dice?
H: L’aereo si muove!!!!
E: Non me ne sono accorto nessuno me l’ha detto, comunque me ne sbatto. DOPO 3 ORE E MEZZA CON UNA COMPAGNIA DI MERDA COME LA TUA CHIAMO CHI DICO IO E L’AEREO PARTE DOPO, MI HAI CAPITO???
H: Ok…
L’aereo si ferma, tutti chiamiamo casa ed io divento l’eroe di una decina di persone, tra cui un simpatico americano accanto a me con cui parlo tutto il viaggio nei seggiolini strettissimi del Boeing 777. Tanto per intenderci ogni riga dello stesso aereo gestito da AirFrance ha 9 seggiolini (tre per ogni lato e tre al centro), questi qui ne hanno messi 10 (quattro al centro) e non ci sto. Ero al centro.
Arriviamo a Shanghai tra le turbolenze, ma a terra non è che ci siano poi condizioni di neve o ghiaccio proibitive, non ho bagagli ed esco in un lampo, prendo un taxi al volo e mezz’ora dopo sono in albergo.
FANTASTICO!
Si chiama “Howard Johnson All Suite Hotel” , ha 5 stelle ed io ho l’attico…
trentesimo piano stanza 18… Splendida: soggiorno, cucinino, stanza da letto, bagno e terrazzino, pulitissimo e ben fornito. Mi chiama un amico dall’ufficio (sono le 11 di sera ma è incasinato col lavoro), lo raggiungo di fronte a prendere un caffè assieme e mi trovo sotto una bufera di neve! Ci vuole tutta a tornare in albergo perché in poco tempo se ne è accumulata tantissima... Mamma mia, mi avessero detto prima che avrei visto certe cose al tropico... Chiamo casa, parlo con Elisa ed amici, poi me ne vado a nanna.
Dopo la doccia vado in ufficio alle 8 poi via in macchina verso il PSB (Public Safety Bureau) dove il mio colloquio tanto atteso si risolve senza una parola e con una semplice foto con la webcam da parte dell’impiegata… Triste per il fatto che non ci sia stata azione in un tale avvenimento della mia vita (“L’unico colloquio dove quando ti chiedono se sei comunista devi dire SI” – Davide), torno in ufficio, perdo tempo a parlare con tutti, pranzo, lavoro un poco al computer e navigo su internet fino all’ora di tornare in aeroporto per il volo di rientro…Migliaia di persone, non si riesce a passare, al check in mi cambiano il biglietto con un aereo che doveva partire al mattino… ed è ancora lì.
Tempo di litigare con una ragazza in coda che praticamente ha fatto il check in con me tanto spingeva, con un tipo che per 3 volte mi ha quasi fatto cadere il portatile dalle ginocchia in attesa ed ecco che alle sei e mezza (solo un’ora di ritardo per me, quasi 9 per gli altri), parte un aereo piccolo, stretto e scassatissimo della China Eastern che vola basso e lento e ci fa beccare 2 ore e 40 di turbolenza. Glisso sulla gente che vomitava.
Ah, non ci hanno nemmeno portato la cena.
In due giorni ho passato 16 ore tra aeroporti e voli, mica male per farsi fare una foto. A Shanghai.
sabato, gennaio 26, 2008, 01:03 PM - Altro
Mi sono preso un po’ di tempo per scrivere questo pezzo poiché mi chiedo come sia possibile riassumere in un post il mio breve soggiorno a Manila. Non posso liquidare tutto in così poco.Non posso perchè mi riesce difficile concentrare in poche espressioni le cose che ho visto, che è stato giusto che io abbia visto. Sono tornato nel mio appartamento a Guangzhou e ripenso agli ultimi giorni con tanta tristezza, di più non so dire.
La mattina della partenza avevo un milione di cose da fare e l'ultimo bus utile per l’aeroporto di Hong Kong era alle 10:21 del mattino, sette ore e mezza prima del volo per Manila; fortunatamente un'indicazione chiesta ad una ragazza durante l'attesa mi ha portato ad intraprendere conversazione durante il viaggio, cosa che mi ha aiutato a vincere la noia prima delle 4 ore di attesa del volo…
Siamo arrivati puntuali a Manila e subito ci stupisce il caldo: nonostante siano le otto di sera sudiamo tantissimo anche indossando solamente magliette, fortunatamente la macchina che ci deve portare in albergo è già arrivata e partiamo subito. La prima impressione della città dall’interno del veicolo è buona: a quanto pare la città è molto verde, si incontrano locali per la strada e ci sembra tutto sommato tranquilla… Poi arriviamo nel meraviglioso "Renaissance Hotel" di Makati, distretto "bene" della capitale filippina e subito la prima nota stonata: ci sembra strano che in un posto del genere ci siano controlli con cani antidroga, polizia armata pesantemente per strada... per arrivare in macchina fin dalla porta dell’albergo il cane annusa il bagagliaio, controllano che non abbiamo bombe sotto la macchina ed addirittura c’è il metal detector alla porta…Decidiamo di fare due passi per sgranchire le gambe dopo il volo, ma attorno all’albergo alle 11 di sera è tutto chiuso e non c’è nessuno, a parte le prostitute che continuamente ci avvicinano. Mi chiedo l’età di tali ragazze.
Dopo una notte tranquilla, il primo giorno di corso è stato dedicato alla teoria sulla saldatura e grazie al nostro insegnante, un simpatico ragazzo genovese con cui ho legato subito, il corso si è mostrato utile ed interessante e la giornata si è conclusa con un’uscita tutti insieme di sera per divertirsi con la musica caraibica e tanta gente. Per un po’ mi dimentico delle cose “strane” che ho visto.
Giovedì ci dirigiamo prestissimo verso una scuola di saldatura gestita dall'Istituto Don Bosco! La loro comunità prevede il recupero di ragazzi presi dalla strada dandogli un'educazione, una cultura ed insegnandogli un mestiere che può permettere loro di sopravvivere.
Dopo essere usciti dal nostro distretto in pullman, il paesaggio cambia radicalmente: ai verdi giardini ed agli edifici di Makati si sostituiscono strade trafficate piene di veicoli bizzarri, come dei bus-camioncini dove la gente sta seduta ai lati come truppe in trasferimento,
sidecar-taxi con troppa gente a bordo (ne abbiamo contati fino a 7), motorette con marmitte bucate e rattoppate, risciò a pedali, camion così vecchi e scassati che ci si domanda come facciano a stare insieme, negozietti bui dove vulcanizzano le gomme per auto e così via. Prendono forma le Filippine così come sono nell'immaginario generale: un casino immenso, nessuna regola, nessun controllo, povertà e degrado sociale, ma mai mi sari immaginato di vedere quello che è venuto in seguito.Passiamo accanto allo Yacht Club, alle ambasciate ed al porto fino ad incontrare un'enorme baraccopoli. Non ne avevo mai vista una se non alla televisione, sapevo che qui ce ne erano, ma non ero pronto all'impatto visivo...
Mi si è stretto il cuore, mi sono sentito morire dentro.

Uomini, donne, bambini scalzi a camminare, correre, giocare, vivere nella sporcizia, con case composte da legni recuperati chissà dove, da lamiere ondulate e bidoni della spazzatura tenute insieme coi vecchi pneumatici dei camion, stradine piene di fango nero, bottiglie rotte, auto carbonizzate e tante altre cose che non so descrivere ed a cui fa male ancora adesso ripensare.
Sono lì seduto nel furgone in silenzio con lo sguardo fisso fuori dai finestrini così come tutti gli altri e non ho nemmeno la forza di fare delle foto perché mi sembra di mancare di rispetto a questa gente, ma mi impongo di farlo al ritorno perché una cosa così va vista, perché non ci dimentichiamo che ci sono anche questi posti al Mondo e perché le Filippine non siano solamente associate a paradisi tropicali dove passare le vacanze.A volte facciamo finta di non vedere, ci dimentichiamo troppe cose e ci limitiamo a quello che ci fa comodo, me compreso.
Abbiamo passato una buona giornata nell’istituto religioso di recupero e sono stato felice di vedere tanti, tanti bambini e ragazzi strappati alle vie limitrofe ed alla povertà estrema che le governa.
Dopo un pranzo frugale (non avevamo neppure voglia di mangiare) e qualche ora di pomeriggio, siamo ripartiti poco prima dell’imbrunire in direzione opposta e stavolta trovo il coraggio per scattare qualche istantanea, vergognandomi e nascondendo l’obiettivo come se stessi facendo qualcosa di male: non voglio che nemmeno per un attimo chi mi vede pensi che sia solo un turista curioso.

A pensare ancora adesso alle scene che ho visto (tutte le foto del Mondo non possono rendere giustizia) sto male e non riesco a non chiedermi se ha senso quello che faccio: non sto facendo del male a nessuno, lo so, sono qui per lavorare, ma è giusto che io debba andare in un albergo 5 stelle da 160 US$ a notte e vicino a me ci debba essere gente che non ha neppure la possibilità di mangiare o ripararsi dalla pioggia solamente perché è nata qui e non in Italia? Non lo so.
So bene che è una domanda che dovremmo farci quotidianamente, ma farsela qui ha un che di strano, di irreale, di drammatico che non riesco a descrivere.
Dopo un’ottima cena, decidiamo di uscire e chiediamo al tassista di portarci in un posto carino, così finiamo in un locale che si è poi rivelato di strip-tease, dove ragazze di età imprecisata si spogliano per il piacere degli spettatori… Ormai abbiamo ordinato una birra a testa e la consumiamo con un po' di imbarazzo, poi decidiamo di uscire poiché non è proprio il genere di locale che stiamo cercando; già non mi piacciono locali così e non li ho mai frequentati in vita mia, in più personalmente non riesco a guardare gli occhi di una ragazzina persi nel vuoto mentre si spoglia perché non ha altra possibilità nella vita se non il fatto di sfruttare l’indubbia bellezza rinunciando alla sua dignità di essere umano e all'innocenza che una bambina prima ed una ragazza poi dovrebbe avere.
Lontano dagli occhi... Lo so.
Nel tempo che stiamo dentro non riusciamo a dire una parola, se non: “Che facciamo, andiamo?” e così via… All’esterno mentre aspettiamo il taxi escono due vecchiacci occidentali per mano a due delle ragazze del locale, montano su una macchina e se ne vanno, non posso nemmeno pensare a quel che faranno presto.
Spesso e volentieri si sente gente scherzare sul turismo sessuale, vorrei sentirli stasera parlare qui accanto a me.
Mi avvicina una bambina che continua a ripetere “ho fame, signore” ed il mio primo istinto sarebbe quello di svuotarle il portafoglio in mano, salvo essere fermato dagli altri ragazzi che mi consigliano di non farlo perché sono solo bimbi sfruttati dagli adulti, ed in effetti c’è una signora vestita anche decentemente che ci segue a distanza. Non ce la faccio, ho gli occhi gonfi e non riesco a resistere ancora, fortunatamente arriva il taxi e saliamo, altrimenti sarei scoppiato in lacrime.
Come si fa? E poi qualcuno dice che esiste un Dio.
La serata è bella che morta, facciamo due passi ma non abbiamo più voglia di girare, provati negativamente da tutti gli avvenimenti della giornata, così decidiamo di salutarci, infilarci in stanza e restarci fino alla partenza del giorno successivo.
lunedì, gennaio 21, 2008, 12:43 PM - Life in China
Gli aspetti positivi del mio lavoro non sono poi moltissimi: non prendo tanti soldi non mi riposo, è pericoloso se fatto superficalmente, ma almeno ho la possibilità di viaggiare per il Mondo. E non è poco.Ok, tale possibilità mi ha portato subito lontano da casa e messo nella situazione in cui mi trovo ora, ma mi sta dando anche la possibilità di vedere posti sconosciuti, lontani e (a modo loro) affascinanti anche se mi ci devo scontrare tutto il giorno tutti i giorni...
Ho visto Hong Kong e Kowloon, Guangzhou, Foshan, Shanghai e domani sera tocca a Manila!
Proprio così, Manila... Me ne vado nelle Filippine fino a sabato a pranzo per un corso di formazione sui procedimenti di saldatura... Mah... In ogni caso è un luogo che non ho ancora visto e sono contento di andarci, anche perchè il corso è di due giorni, poi ho il venerdì libero e sabato alle 3 del pomeriggio ho il volo di rientro per Hong Kong (unica menata, mi tocca ancora il bus).Appena posso posterò le foto, mi porto il pc dietro e spero di avere la connessione, altrimenti lo farò... da Shanghai! Sì, perchè per ottenere il permesso di residenza in Cina devo andare su la prossima settimana (penso) e restarci 5 giorni lavorativi... Beh non è male...
In ogni caso anche se dovrò lavorare lì, sarà sempre cambiare aria, no?
Indietro Altre notizie


Avatar




