Zapp 
martedì, novembre 27, 2007, 05:37 AM - Altro
Inutile, il miglior personaggio dei fumetti partorito dalla mente umana non può che essere il capitano Zapp Brannigan della celebre serie Futurama.
Sono anni che si parla (soprattutto io, Davide e Matte Piazza) di fare una raccolta delle frasi celebri e delle stralunate missioni di cui si vanta in continuazione.

"Come gentiluomo ti metto in guardia: se osi soltanto mettere gli occhi su un’altra donna, giuro che mi getterò a corpo morto su Leela come una mosca su un mucchio di letame fumante..."

"Conosco il pianeta donna: ne ho baciato i satelliti! Ha, ha, ha!"

"Sexy ed assassina, che combinazione vincente. Ho conosciuto tre o quattro capitane più sexy di te e solo una era più assassina."


"Kif, sei il mio migliore amico, ma ancora una volta ti sei guadagnato il mio disprezzo..."


Ho iniziato la mega raccolta e dopo solamente una puntata e mezza ho scritto due pagine.
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Giorni 
martedì, novembre 27, 2007, 03:43 AM - Life in China
C'è voluto del tempo, ma mi sono ormai abituato al tran tran massacrante della mia vita da cantiere: in pratica sono stato l'unico (con poche eccezioni) a seguire le ispezioni dei blocchi di scafo della chimichiera per prodotti derivati dal petrolio da 38.500 tonnellate, poichè gli altri o fanno i furbi, o comunque hanno altri lavori che non sarei in grado di gestire, data la mia poca esperienza.
Ho vissuto l'ultimo mese e mezzo mai in ufficio, con la segreteria ad Hong Kong infuriata perchè non mandavo rapporti settimanali (non avevo fisicamente il tempo di farlo), sempre ad ispezionare squadre, madieri, fasciami, allineamenti, saldature e disegni costruttivi acquattato nei peggiori buchi della nave sudato, sporco, accaldato, stanco morto perchè se già di solito la fatica è tanta, fatta a queste latitudini è addirittura mortale...

Ho penato tanto per ambientarmi in un Paese strano e diverso come la Cina, agli antipodi rispetto ad ogni cosa che nella nostra vita abbiamo sempre ritenuto normale e scontata: sono passato attraverso fame (e non scherzo), frustrazione, pentimenti, nostalgia, solitudine ed anche paura. Ne sono uscito, ora sto bene e non mi manca nulla per la sopravvivenza fisica, mi concedo anche qualche lusso grazie al pacco dei miei e fuori di casa almeno mi ci raccapezzo...

Tutto questo per riassumere come la mia vita fino ad una settimana fa stesse prendendo una forma meno opaca, quando da un giorno all'altro è cambiata radicalmente: l'incessante ritmo di lavoro ci ha fatto ispezionare più blocchi di quanti fossero in programma, così ora il cantiere si trova spiazzato perchè glie li abbiamo finiti (e poi sono i cinesi quelli che lavorano duro eh?) ed ora siamo mezzi disoccupati, tanto che non mi era mai capitato che a pranzo non avessi ancora infliato la tuta da lavoro...

Metto in ordine qualche documento, studio un paio di figure o di requisiti del regolamento, scherzo con gente che non è ne' portata a farlo, ne' possiede senso dell'umorismo, mando qualche mail in giro, completo qualche rapporto, ma non mi muovo dalla mia scrivania. Che palle ragazzi!
Ma come fate a fare lavoro d'ufficio per una vita???
Sto quasi sperando che appendano un blocco a 30 metri da terra con sotto coccodrilli e bestie feroci e mi chiamino ad ispezionarne il fondo tanto per fare qualcosa di diverso, fisico, adrenalinico, per sentire ancora il sudore, il male ai muscoli e la sete...

Ricordatevelo quando la settimana prossima inizieranno i blocchi di una nuova nave da 50.000 tonnellate e quella che stiamo costruendo andrà sullo scalo per l'erezione dei blocchi... Allora sì che mi lamenterò perchè lavoro troppo...

Ora riderete, ma la controindicazione al poco lavoro è sempre la stessa: i giorni non passano ed ora che siamo vicini vicini sembra si siano proprio fermati...

E' però bello cominciare a pensare "Non ho tempo di fare tutto, mancano solo 3 fine settimana..."
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Intesa 
venerdì, novembre 23, 2007, 11:33 AM - Lavoro
Tre e mezza del pomeriggio di venerdì, siamo quasi tutti in ufficio perchè la bassa qualità dei blocchi di oggi ci ha facilitato il lavoro: una ispezione du due rifiutata e rientro anticipato...
Mi rompo le scatole a sentire solo qualche parola in cinese, così metto Radio Nostalgia (ottima musica da ufficio) che fa streaming su internet in tutto il Mondo. Al solito ricevo sguardi di disapprovazione generali perchè ho la "colpa" di mantenere il mio umore appena al di sopra delle suole delle scarpe, mentre qui il lavoro è visto come un dovere quasi marziale.

Per fare un esempio, quando tempo fa un collega mi ha detto che sarebbe stato trasferito a Shanghai per un mese, io ho subito replicato: "Sei contento?". Non mi sembrava di aver chiesto qualcosa di fuori dal normale, me ne sono accorto quando lui mi ha risposto: "Non c'è da essere contenti o no, è lavoro"... Vabbè io ripiego "La famiglia che dice?" "E' lavoro, non devono dire nulla."
Sfigato.

Per tornare ad oggi, dopo qualche minuto si avvicina un altro collega per dirmi (ancora): "Sai, è strano che tu metta la musica qui, ma lo fai perchè sei giovane, fra un po' diventerai come noi..."

Nel frattempo entra il capo, si ferma, mi sorride e mi dice: "Quant'era che non sentivo 'sta canzone, adoro Bob Marley!", commentando Is this love che risuonava tra le mura.

Ha passato i successivi due minuti a canticchiarla mentre lavorava tra gli occhi sbarrati di tutti, tranne che i miei.

Io no, io stavo ridendo.
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Pret à porter 
martedì, novembre 20, 2007, 06:38 AM - Life in China
Definire con un aggettivo la moda cinese non è semplice, anzi.
Ma no, più che moda direi proprio il modo di vestirsi che hanno qua i ragazzi: come vanno in giro, cosa si mettono addosso e di conseguenza cosa è possibile trovare nei negozi.

Diciamo che se in generale siamo due mondi differenti, forse per il vestiario ancora uno di mezzo ci si riesce ad infilare e non solo come qualità e fattura dei capi, ma proprio come forme, colori e soprattutto abbinamenti. E non sto parlando di calzini bianchi e corti sulle scarpe nere.

I bambini ed i ragazzi in età scolare vestono esclusivamente con le tute della loro scuola, stile “campus” americani, di fatto però risultano davvero orribili e delle brutte imitazioni dei loro colleghi giapponesi o degli States, con le giacche di almeno una taglia più grande (a crescere…) ed accostamenti cromatici quantomeno bizzarri…

Le ragazze sono alla fine quelle vestite meglio: come al solito cercano un minimo di rendersi carine, con a volte addirittura un accenno velato di trucco (considerato comunque piuttosto sfrontato e un po’ da “donnacce”…). Non è raro vedere ragazze vestite anche con gusto, eleganti e, soprattutto la sera, anche un po’ succinte, sebbene non in tutte le zone della città; con i loro vestiti molto corti cercano di mettere in mostra l’arma fondamentale delle asiatiche: la magrezza. Perfino eccessiva ed a volte impressionante, basti pensare che il peso medio è circa 44 kg! Oh, capiamoci, il fatto che non siano delle Walkirie aiuta…
Per contro, ciò che più di tutto da’ loro fastidio è il non avere i corpi sinuosi tipici delle occidentali, ragion per cui sta dilagando in maniera spropositata e preoccupante la chirurgia estetica, con interventi principalmente al seno.
Leggendo ciò che ho scritto fin’ora si potrebbe pensare che, forme a parte, non c’è differenza con le “nostre” ragazze… Eh no miei cari… Dovreste innanzitutto vedere come si conciano quando vogliono essere più appariscenti, come per uscire la sera o che so io: giacchette o pellicce di colori improponibili, capi allucinanti e grazie a Dio mai visti da noi, canottiere con la pelliccia sulle spalline (non me le dimenticherò mai) e tante cose che ho cancellato dalla memoria per evitare di vomitare.

I ragazzi sono allucinanti. Non ci sono e non ci possono essere altri aggettivi per descriverli. Innanzitutto non penso abbiano idea di cosa sia un ferro da stiro o di quale sia la ragione per cui ci vestiamo (a parte il fatto di ripararsi dal freddo), ne’ hanno qualcuno che lo spieghi loro: ogni cosa che indossano è sempre stropicciata come se fosse appena uscita dalla lavatrice e fatta asciugare appallottolata, hanno sempre macchie di cibo sulle maglie e, dato che da migliaia di anni si impegnano a mangiare con le bacchette, forse hanno perso di vista l’uso dei tovaglioli, quantomeno usati come bavagli.
Inoltre credo che pensino che col passare degli anni un uomo cresce indefinitamente, altrimenti perché comprano vestiario a crescere anche ragazzi di 30 anni passati??? Dovreste vedere poi COSA comprano: per tirare sul prezzo si buttano su colori da “Alice nel Paese delle Meraviglie polarizzato, sbiadito e con troppa saturazione”, girano in magliette da calcio (Milan, Manchester e Barcellona su tutte) o in canotte da basket che arrivano loro ai piedi per mano alle ragazzine di cui sopra e che non so come facciano a non morire di vergogna.
Camice a maniche corte (orribili) sempre troppo grosse, spiegazzate, mezze fuori dai pantaloni finto-eleganti per alcuni, maglie della pelle per altri…
Tra loro si trovano anche i filo occidentali, che vogliono in tutto e per tutto essere uguali a noi tingendosi i capelli e pettinandosi come dei cretini, vestiti con imitazioni di capi firmati e con aria da duri, ma alla fine risultano ridicoli, anche perché così come per le ragazze, il fisico cinese non è proprio portato… Dovreste vedere poi che unghie portano!!! Deve essere un segno di bellezza o distinzione averle lunghe, ma il problema è che non sono brillantissimi in igiene ed i risultati sono scontati anche in tema di manicure…

Aneddoti interessanti: quando in metropolitana sono accanto ad un ragazzo, lui mi guarda sempre (specialmente se è con la ragazza) con un po’ di timore ed invidia: timore perché sa benissimo sia che quasi ogni ragazza cinese impazzisce (letteralmente) per gli occidentali, sia per il fatto che in media sono il doppio di lui (io!!!) e magari nella sua testolina pensa che noi aggrediamo e pestiamo a sangue la gente per strada; invidia perché posso farmi crescere la barba, non ho i capelli neri e spessi e sempre perché sono il doppio di lui.

Qualcosa di apprezzabile comunque c’è anche ne loro modo di vestire: dato che idolatrano noi italiani come “razza superiore”, si trovano spessissimo ragazzi e ragazze con indosso maglie con la scritta ITALIA, con la nostra bandiera o con il nome di qualche città… Ricordo benissimo di aver visto Venezia, Chamonix (anche se è dei cugini), Roma ed addirittura NAPOLI mentre ero a Shanghai con Giuseppe che la voleva a tutti i costi… (Io glie l’avevo detto di inseguire la ragazza)

Sempre quel giorno va annoverato un episodio grandioso: un ragazzo che sul Bund camminava in senso opposto al nostro aveva una maglia con scritto “TALIA”, probabilmente non sapendo che mancava la I iniziale…
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La rabbia ed il sonno 
venerdì, novembre 16, 2007, 06:10 PM - Life in China
La prima cosa che penso quando mi sveglio da questa parte del Mondo è la stessa che penso quando a casa suona la sveglia per andare al lavoro:
"Ho dormito troppo poco, che stronzo che sono, stasera vado a letto prima...", evento puntualmente disatteso circa 18 ore dopo...

Dopo aver parlato con Elisa e fatto la ginnastica mattutina ormai abituale, esco di casa con gli occhiali da sole per riparare gli occhi dalla luce e la musica alta nelle orecchie per cercare di svegliarmi un pochino di più...

Quando stamattina mi è capitato come primo pezzo "Killing in the name" dei Rage against the Machine, seconda traccia dell'omonimo album, uno dei più belli in assoluto a mio parere e comunque il mio preferito, l'ho interpretato come un segno del destino: la giornata ideale per essere incavolato con tutto e tutti ancora più del solito; avercela a morte col "SISTEMA".

Emiliano 1 - Mondo 0

Geniale alle otto e mezza del mattino...

Però è bello e decisamente umano esserlo a volte: perchè essere sempre schiavo dell'apparenza, essere a tutti i costi compiacente e remissivo come i perdenti che mi ritrovo attorno continuamente, sorridere quando non ne ho voglia e tenere bassa la voce per non disturbare chi invece educatamente mi sta ruttando la colazione accanto?
Quando sono arrabbiato lo mostro senza preoccupazioni, se penso sia giusto urlare lo faccio, se devo dire no mi faccio ben pochi problemi, così come non nascondo allegria o felicità se mi capita.

Do' fastidio perchè sono diverso, non omologato per così dire, perchè la mattina studio i blocchi da ispezionare fischiettando se ho in mente un bel motivo e non triste e depresso perchè devo esserlo in quanto al lavoro; se voglio scherzare e ridere con un operaio non conta chi sono io, chi è lui, o la mia posizione gerarchica rispetto alla sua, non conta nemmeno se parliamo due lingue diverse perchè se vogliamo ci capiamo benissimo; se devo dire di tutto ad un capo perchè mi ha fatto perdere tempo o mentito, non mi interessa che sia poco carino...

Ho imparato una volta di più che essere me stesso è la cosa migliore che posso fare, in quanto sempre più gente sul lavoro mi apprezza perchè ho carattere, non mando a dire le cose e comunque anche se sono una testina, do' sempre il massimo.
Ho degli amici che (suppongo) mi apprezzano e (sicuro) mi sopportano, una bella famiglia e la migliore fidanzata che si possa desiderare...
Perchè cambiare? Per diventare uno qualunque che a 26 anni ha già smesso di vivere? Che gusto c'è?

Ci sono già troppe cose che vorrei cambiare a partire dalla mia attuale condizione al lavoro, ci manca solo cambiare anche carattere...

Però che bello quando stamattina sono uscito ed ero incavolato nero...

E giusto come stavano dicendo i Rage, fuck you, I won't do what you tell me...
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Storie di vita vissuta #4 
venerdì, novembre 16, 2007, 12:32 PM - Storie di vita vissuta
I cinesi, come già ripetuto, sono pigri e senza un briciolo di vigore.
Il teorema viene dimostrato molto semplicemente, citando che:

11) L'animale preferito dei cinesi (come fanno ad averne UNO in un miliardo di persone???) è la pecora, perchè è remissiva e quieta

12) Gli sport preferiti da tutti sono quelli dove ci sia un cinese forte e che vinca a livello mondiale, ora tira tanto il basket per la stella Jao Ming dei Raptors in NBA, comunque lo sport nazionale è il ping pong, come noto ricco di contatto fisico e di agonismo. In ogni caso lo sport adatto a loro (e di conseguenza il più praticato) è lo stare a guardare quelli che fanno sport, e non scherzo... Ho personalmente visto TIFARE ad una partita di scacchi.

13) Allora è chiaro che ci sono molti più matrimoni che da noi, essendo in tantissimi. La cosa curiosa è che in ogni angolo ci sono sfilate di vestiti da sposa o gente che pianifica le nozze col maxischermo che li riprende. E vabbè...
Ma poi perchè una sposa vestita in bianco dovrebbe ballare sulle note di Britney Spears??? E' questo che non capisco.
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Chiamalo culo... 
mercoledì, novembre 14, 2007, 04:18 PM - Life in China
Ieri stavo malissimo... Raffreddore a non finire, scatole di fazzoletti andate, naso rosso e conseguente debolezza generale.

Mi era appena arrivato un pacco con il dado da brodo, se non è culo non so come chiamarlo... Forse mamma che mi pensa?

Mi ha messo a posto in una nottata... Stamattina stavo benissimo.
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Dialogare con loro 
mercoledì, novembre 14, 2007, 05:54 AM - Lavoro
Un cinese pensa esclusivamente a 2 cose (mai contemporaneamente per non sovraccaricare la RAM): RISPARMIARE e FARE IL MENO POSSIBILE.
Finiamola con 'sta storia del superlavoro e 20 ore in cantiere: se uno di loro ci sta così tanto, per almeno 15 dormiva.

#1:
Rick: Oh, ti sei tagliato i capelli, stai bene.
Emi: Sì, ieri... Grazie.
Jiang: Quanto hai speso?
Emi: 60 RMB (5.52556 €)
Jiang: Eh, un po' caro... io me li faccio tagliare a 10.
Emi: Si vede, GUARDA CHE TESTA TI HA FATTO.

#2:
Emi: Jiang, chi posso chiamare per vedere i certificati delle lamiere?
Jiang: Non so, come mai?
Emi: Me l'ha chiesto l'ufficio di Shanghai
Jiang: Ok, chiamo io per te
Emi:: Grazie.

10 minuti dopo, vedendo che non chiama

Emi: Beh, chi chiamo?
Jiang: Per cosa?
Emi: Le lamiere, te l'ho chiesto prima
Jiang: Ah, ma le vuoi proprio vedere?
Emi: Evidentemente...
Jiang: Sicuro? Devo chiamare?
Emi: NO me la sbrigo da solo che è meglio.
Jiang: Ma non ti capiscono...
Emi: Almeno io ci provo. E ci riesco.

NESSUNA PIETA'
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Odori di Liguria 
lunedì, novembre 12, 2007, 01:46 PM - Pensando a casa...
Erano quasi le 5 di sera quando sono rientrato in ufficio; dopo essermi seduto alla scrivania esausto e senza la capacità di respirare a causa di un forte raffreddore dovuto all'onnipresente aria condizionata, sento un collega che dice "E' arrivato un pacco, non ci capisco, sarà per te..."

Tolgo la carta che lo avvolgeva ed incredibilmente vedo la classica scatola bianca da 6 bottiglie di vino da 3/4, precisamente di Pinot Grigio... Tuffo al cuore quando vedo la scritta "SORPRESA... Mamma, Papà, Tata, Elisa, Matteo".
E' pesantissimo, si fa sotto il collega di prima a vedere cos'è, io riesco solo a dire "E' la mia famiglia".

FORBICI! DOVE SONO? LE HO ANCHE USATE OGGI MALEDIZIONE!

Sotto i fogli, sotto i volumi del RINA, i guanti. Eccole, tolgo lo scotch, apro e la prima cosa che vedo è un pacchetto fasciato con la carta della Samp.
Mi hanno mandato i regali di compleanno... Non ci ho mai tenuto molto, ma così è proprio bello e così speciale... Passo oltre.
CIBO...
Tutta roba che sanno benissimo non riesco a trovare...

Tolgo pacchetto per pacchetto e scopro che la scatola è pienissima di roba stipata in ogni modo... Non riesco a vedere tutto sia perchè non mi va di riempire il tavolo, sia perchè sono sicuro di non riuscire a ricomporre quella che sembra quasi una Matrioska, sia perchè le dolci lettere che trovo all'interno mi fanno commuovere e, dopo Hong Kong, riesco a piangere anche in quest'ufficio... Scrivo alla mamma per darle la notizia dell'avvenuto arrivo, poi in quattro e quattr'otto mi cambio e scappo a casa senza quasi salutare e fregandomene dell'ora. Voglio godermela.

Il pacco pesa, passa il 52 e lo prendo. Prima metropolitana, seconda, le braccia iniziano a bruciare parecchio, è quasi 20 minuti che passo dalla destra alla sinistra senza nemmeno poggiarlo, quasi si rovinasse. Arrivo, l'ascensore come al solito ce ne mette, apro la porta di casa, coltello senza nemmeno togliermi lo zaino, inizio a sparpagliare per terra la roba, estraendo ad uno ad uno i pacchetti per gustarmeli a fondo. Gli odori li immagino quasi, maledetto raffreddore!

Nel frattempo Elisa mi chiama su Skype, sono felicissimo, poi dopo averla salutata pian piano compatto tutto per la solita foto ricordo, solo allora mi accorgo di tanti particolari che, preso dall'eccitazione, non avevo afferrato.



Cinque vasetti di sughi fatti in casa (Speck, arrabbiata, melanzane, crudo e zucchini), tre scatolette di tonno, due di deliziose acciughe sotto sale, un bel pezzo di Parmigiano col solito fazzolettino a cuori per fasciarlo, pasta di olive, Curry in polvere, un salame di Orero (il migliore), una tavoletta di cioccolato al latte Lindt direttamente dalla Svizzera (di Tata), un pacco di Lavazza, crema spalmabile alla nocciola (è la mia preferita), funghi porcini secchi, dado fatto in casa, pinoli, formaggini, lievito di birra, provolone piccante, lenticchie, origano delle piante di Matteo a Cotù, alloro, salvia ed in ultimo un'odore che mi fa tornare indietro di 8000 miglia. Rosmarino.
E' l'inconfondibile profumo della Liguria, forse ancora più del basilico perchè lo si avverte ogni volta che si incontra una macchia di verde; in un attimo ripenso alle stupidate, come le rocce che spuntano in mezzo all'erba sul Fasce, così particolari ed uniche da essere inconfondibili, l'odore di un prato quando ci cammini scalzo in primavera che mi ero quasi scordato, il vento di mare quando c'è libeccio con le onde vengono su che è una bellezza e ti lasciano il salino in faccia.

Non riesco a non commuovermi, e questa volta è per il fatto che tutti questi (mezzi) sapori che sento oggi mi sono mancati per tanto, troppo. Quasi mi sembra di non averli mai sentiti, mi vengono ancora in mente i chili di patate bollite che mangiavo due mesi fa...

Metto via tutto con cura, manca solo il Parmigiano... Decido di fare la doccia prima perchè almeno quando ne uscirò il raffreddore mi darà tregua per un minuto o due grazie al calore ed all'umidità.

Ora rido sotto il getto d'acqua calda e non vedo l'ora di uscirne, ma nel frattempo faccio con calma per gustarmi a fondo quello che sto per fare. Penso a casa e a quanto voglio loro bene e ancora mi accorgo di quanto loro ne vogliano a me e quanto ascoltino ogni mia parola da mesi: ogni alimento che io abbia mai almeno menzionato me l'hanno spedito tranne, per ovvie ragioni di conservazione, il pesto. Penso ad Elisa, alla sua lettera ed alla foto che ha tolto dalla camera per spedirla e che ci vede oltre 4 anni fa a Spiazzi a casa della Marti mentre lei, divertita da chissà quale episodio, mi bacia una guancia.
Penso che anche questo compleanno avrò un pacchetto. Forse sarà la prima volta che mi farà davvero piacere scartarlo: per quanto sia sempre bello, non mi hanno mai entusiasmato.

Al momento giusto, vestito ancora di un solo asciugamano bianco in vita, aiuto il coltello ad aprire la plastica, esce un odore incredibile e così comune, non resisto.
Lo morsico subito.
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Storie di vita vissuta #3 
domenica, novembre 11, 2007, 09:59 AM - Storie di vita vissuta
9) C'è da dire che qui sono avanti: da noi i manichini da uomo hanno fisici spaziali e spesso per noi esseri umani medi è difficile stabilire se una taglia è adatta... Qui i manichini sono sfigati come i cinesi. Postura scorretta, spalle in basso, pancetta in avanti... Il Paese del futuro.

10) Dopo oltre due mesi in Cina ho capito una cosa semplice ma non immediata: il cervello di un cinese è come un computer. Non ho ancora capito che linguaggio di programmazione installino alla nascita, ma deve essere uno elementare tipo il "C". Sono un piccolo motore di ricerca, faccio qualche esempio.

- Se te chiedi per strada a qualcuno che spiccica mezza parola d'inglese dove si trova un posto per mangiare cibo locale, lui ti risponde che non lo sa come quando su "Google Earth" non digiti l'indicazione precisa. Se hai le coordinate GPS è meglio. NOTA: girare col GPS.

- Se quando parli con un collega dello sviluppo demografico cinese e ti soffermi sul fatto che ogni famiglia può avere massimo un figlio, viene naturale chiedere "e se capita il secondo?"... La reazione è stata per DUE VOLTE con DUE PERSONE DIVERSE la stessa: "NON COMPUTATO, NON COMPUTATO" (stile Futurama) e gli è esplosa la testa.

- Se per caso spendi 53,5 Yuan e te gli dai 103,5 tanto per toglierti degli spiccioli e farti dare un bel cinquantone indietro, loro prendono solo i 100 e ti dicono "enough" (abbastanza) e vogliono riempirti di spiccioli, allora te provi a farglielo capire finchè ti scazzi, infili una mano nel registratore di cassa, ti prendi 50, gli fai fare il conto e loro ti danno ragione.

MORALE: Il cervello di un cinese è come un computer: riesci sempre a fargli fare quello che vuoi alla lunga, ma mai alla prima.
In genere è comunque un computer molto vecchio e spesso monta Windows98, lo si nota dal fatto che ogni tanto o provi a fare CTRL+ALT+CANC se non funziona, o se è particolarmente inchiodato lo devi resettare con un pugno.
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