mercoledì, novembre 14, 2007, 04:18 PM - Life in China
Ieri stavo malissimo... Raffreddore a non finire, scatole di fazzoletti andate, naso rosso e conseguente debolezza generale.Mi era appena arrivato un pacco con il dado da brodo, se non è culo non so come chiamarlo... Forse mamma che mi pensa?
Mi ha messo a posto in una nottata... Stamattina stavo benissimo.




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mercoledì, novembre 14, 2007, 05:54 AM - Lavoro
Un cinese pensa esclusivamente a 2 cose (mai contemporaneamente per non sovraccaricare la RAM): RISPARMIARE e FARE IL MENO POSSIBILE.Finiamola con 'sta storia del superlavoro e 20 ore in cantiere: se uno di loro ci sta così tanto, per almeno 15 dormiva.
#1:
Rick: Oh, ti sei tagliato i capelli, stai bene.
Emi: Sì, ieri... Grazie.
Jiang: Quanto hai speso?
Emi: 60 RMB (5.52556 €)
Jiang: Eh, un po' caro... io me li faccio tagliare a 10.
Emi: Si vede, GUARDA CHE TESTA TI HA FATTO.
#2:
Emi: Jiang, chi posso chiamare per vedere i certificati delle lamiere?
Jiang: Non so, come mai?
Emi: Me l'ha chiesto l'ufficio di Shanghai
Jiang: Ok, chiamo io per te
Emi:: Grazie.
10 minuti dopo, vedendo che non chiama
Emi: Beh, chi chiamo?
Jiang: Per cosa?
Emi: Le lamiere, te l'ho chiesto prima
Jiang: Ah, ma le vuoi proprio vedere?
Emi: Evidentemente...
Jiang: Sicuro? Devo chiamare?
Emi: NO me la sbrigo da solo che è meglio.
Jiang: Ma non ti capiscono...
Emi: Almeno io ci provo. E ci riesco.
NESSUNA PIETA'
lunedì, novembre 12, 2007, 01:46 PM - Pensando a casa...
Erano quasi le 5 di sera quando sono rientrato in ufficio; dopo essermi seduto alla scrivania esausto e senza la capacità di respirare a causa di un forte raffreddore dovuto all'onnipresente aria condizionata, sento un collega che dice "E' arrivato un pacco, non ci capisco, sarà per te..."
Tolgo la carta che lo avvolgeva ed incredibilmente vedo la classica scatola bianca da 6 bottiglie di vino da 3/4, precisamente di Pinot Grigio... Tuffo al cuore quando vedo la scritta "SORPRESA... Mamma, Papà, Tata, Elisa, Matteo". E' pesantissimo, si fa sotto il collega di prima a vedere cos'è, io riesco solo a dire "E' la mia famiglia".
FORBICI! DOVE SONO? LE HO ANCHE USATE OGGI MALEDIZIONE!
Sotto i fogli, sotto i volumi del RINA, i guanti. Eccole, tolgo lo scotch, apro e la prima cosa che vedo è un pacchetto fasciato con la carta della Samp.
Mi hanno mandato i regali di compleanno... Non ci ho mai tenuto molto, ma così è proprio bello e così speciale... Passo oltre.
CIBO...
Tutta roba che sanno benissimo non riesco a trovare...
Tolgo pacchetto per pacchetto e scopro che la scatola è pienissima di roba stipata in ogni modo... Non riesco a vedere tutto sia perchè non mi va di riempire il tavolo, sia perchè sono sicuro di non riuscire a ricomporre quella che sembra quasi una Matrioska, sia perchè le dolci lettere che trovo all'interno mi fanno commuovere e, dopo Hong Kong, riesco a piangere anche in quest'ufficio... Scrivo alla mamma per darle la notizia dell'avvenuto arrivo, poi in quattro e quattr'otto mi cambio e scappo a casa senza quasi salutare e fregandomene dell'ora. Voglio godermela.
Il pacco pesa, passa il 52 e lo prendo. Prima metropolitana, seconda, le braccia iniziano a bruciare parecchio, è quasi 20 minuti che passo dalla destra alla sinistra senza nemmeno poggiarlo, quasi si rovinasse. Arrivo, l'ascensore come al solito ce ne mette, apro la porta di casa, coltello senza nemmeno togliermi lo zaino, inizio a sparpagliare per terra la roba, estraendo ad uno ad uno i pacchetti per gustarmeli a fondo. Gli odori li immagino quasi, maledetto raffreddore!
Nel frattempo Elisa mi chiama su Skype, sono felicissimo, poi dopo averla salutata pian piano compatto tutto per la solita foto ricordo, solo allora mi accorgo di tanti particolari che, preso dall'eccitazione, non avevo afferrato.

Cinque vasetti di sughi fatti in casa (Speck, arrabbiata, melanzane, crudo e zucchini), tre scatolette di tonno, due di deliziose acciughe sotto sale, un bel pezzo di Parmigiano col solito fazzolettino a cuori per fasciarlo, pasta di olive, Curry in polvere, un salame di Orero (il migliore), una tavoletta di cioccolato al latte Lindt direttamente dalla Svizzera (di Tata), un pacco di Lavazza, crema spalmabile alla nocciola (è la mia preferita), funghi porcini secchi, dado fatto in casa, pinoli, formaggini, lievito di birra, provolone piccante, lenticchie, origano delle piante di Matteo a Cotù, alloro, salvia ed in ultimo un'odore che mi fa tornare indietro di 8000 miglia. Rosmarino.
E' l'inconfondibile profumo della Liguria, forse ancora più del basilico perchè lo si avverte ogni volta che si incontra una macchia di verde; in un attimo ripenso alle stupidate, come le rocce che spuntano in mezzo all'erba sul Fasce, così particolari ed uniche da essere inconfondibili, l'odore di un prato quando ci cammini scalzo in primavera che mi ero quasi scordato, il vento di mare quando c'è libeccio con le onde vengono su che è una bellezza e ti lasciano il salino in faccia.
Non riesco a non commuovermi, e questa volta è per il fatto che tutti questi (mezzi) sapori che sento oggi mi sono mancati per tanto, troppo. Quasi mi sembra di non averli mai sentiti, mi vengono ancora in mente i chili di patate bollite che mangiavo due mesi fa...
Metto via tutto con cura, manca solo il Parmigiano... Decido di fare la doccia prima perchè almeno quando ne uscirò il raffreddore mi darà tregua per un minuto o due grazie al calore ed all'umidità.
Ora rido sotto il getto d'acqua calda e non vedo l'ora di uscirne, ma nel frattempo faccio con calma per gustarmi a fondo quello che sto per fare. Penso a casa e a quanto voglio loro bene e ancora mi accorgo di quanto loro ne vogliano a me e quanto ascoltino ogni mia parola da mesi: ogni alimento che io abbia mai almeno menzionato me l'hanno spedito tranne, per ovvie ragioni di conservazione, il pesto. Penso ad Elisa, alla sua lettera ed alla foto che ha tolto dalla camera per spedirla e che ci vede oltre 4 anni fa a Spiazzi a casa della Marti mentre lei, divertita da chissà quale episodio, mi bacia una guancia.
Penso che anche questo compleanno avrò un pacchetto. Forse sarà la prima volta che mi farà davvero piacere scartarlo: per quanto sia sempre bello, non mi hanno mai entusiasmato.
Al momento giusto, vestito ancora di un solo asciugamano bianco in vita, aiuto il coltello ad aprire la plastica, esce un odore incredibile e così comune, non resisto.
Lo morsico subito.
domenica, novembre 11, 2007, 09:59 AM - Storie di vita vissuta
9) C'è da dire che qui sono avanti: da noi i manichini da uomo hanno fisici spaziali e spesso per noi esseri umani medi è difficile stabilire se una taglia è adatta... Qui i manichini sono sfigati come i cinesi. Postura scorretta, spalle in basso, pancetta in avanti... Il Paese del futuro.10) Dopo oltre due mesi in Cina ho capito una cosa semplice ma non immediata: il cervello di un cinese è come un computer. Non ho ancora capito che linguaggio di programmazione installino alla nascita, ma deve essere uno elementare tipo il "C". Sono un piccolo motore di ricerca, faccio qualche esempio.
- Se te chiedi per strada a qualcuno che spiccica mezza parola d'inglese dove si trova un posto per mangiare cibo locale, lui ti risponde che non lo sa come quando su "Google Earth" non digiti l'indicazione precisa. Se hai le coordinate GPS è meglio. NOTA: girare col GPS.
- Se quando parli con un collega dello sviluppo demografico cinese e ti soffermi sul fatto che ogni famiglia può avere massimo un figlio, viene naturale chiedere "e se capita il secondo?"... La reazione è stata per DUE VOLTE con DUE PERSONE DIVERSE la stessa: "NON COMPUTATO, NON COMPUTATO" (stile Futurama) e gli è esplosa la testa.
- Se per caso spendi 53,5 Yuan e te gli dai 103,5 tanto per toglierti degli spiccioli e farti dare un bel cinquantone indietro, loro prendono solo i 100 e ti dicono "enough" (abbastanza) e vogliono riempirti di spiccioli, allora te provi a farglielo capire finchè ti scazzi, infili una mano nel registratore di cassa, ti prendi 50, gli fai fare il conto e loro ti danno ragione.
MORALE: Il cervello di un cinese è come un computer: riesci sempre a fargli fare quello che vuoi alla lunga, ma mai alla prima.
In genere è comunque un computer molto vecchio e spesso monta Windows98, lo si nota dal fatto che ogni tanto o provi a fare CTRL+ALT+CANC se non funziona, o se è particolarmente inchiodato lo devi resettare con un pugno.
mercoledì, novembre 7, 2007, 04:44 PM - Life in China
Già avete visto le foto del China Hotel e dello sfarzo in cui vivono gli ospiti... sensazione che provo anche io per circa un minuto al giorno, cioè il tempo di attraversare il lungo corridoio verso la hall la mattina alle 8. Per il resto vivo in un monolocale di una trentina di metri quadri con angolo cucina e bagno, così come (nella più malata delle fantasie) ho rappresentato in una semplice paintina creata in poco più di 5 minuti.
"Mi spiace di non averlo fatta in scala e colorato" diceva del modellino di turno il mitico Doc Brown nei Ritorno al Futuro, io almeno l'ho colorato e fatto in proporzione...Nonostante il disegno sia semplice da leggere, so bene quale sia il quoziente d'intelligenza medio dei lettori del blog (influenzato negativamente soprattutto da Davide), quindi vi racconto anche qualcosa su come ci vivo dentro, inoltre mi sembra stupido mettere un post con una piantina solamente...
Iniziamo col dire che nonostante la leggenda voglia che gli ispettori dormano nei doppi fondi o negli anfratti delle loro abitazioni, io mi sveglio ogni mattina in un sofficissimo lettone a due piazze con la rete durissima come piace a me e che è abbastanza semplice da vedere nella pianta...
Il fatto che abbia ahimè sempre avuto un letto singolo (con ponte oltretutto), ha sempre limitato i miei movimenti notturni, cosicchè ora che mi trovo con tantissimo spazio, non ne uso la parte destra, adibita a tenerci i vestiti del giorno successivo, iPod, portafoglio e quant'sltro, finchè prima o poi mi sveglierò e mi vedrò arrotolato alla mia camicia preferita, con la fotocamera per terra e mi passerà la voglia di farlo...
Subito dopo aver tacitato le tre suonerie che mi fanno riprendere conoscenza, in genere la prima cosa che faccio è accendere il portatile per vedere Elisa ancora sveglia in una serata recchese e non faccio altro che fare un passo verso sinistra, visto che lo tengo proprio accanto al letto.Essendo la foto non recentissima, non si può apprezzare il casino che ora ho sul banco al di sotto dello specchio su cui troneggia la mia sciarpa preferita, fatto di post-it (in quest'istante 5), piatti sporchi (ci mangio), cd sparsi, penne, cellulari e spiccioli tanto per fare un esempio che regna in casa mia. Gli eventi della settimana scorsa più il massacrante ritmo di lavoro di questa mi tolgono le forze anche per disfare la valigia di Shanghai o mettere a posto una maglietta... ci penseremo il prossimo fine settimana, va'...
Per compiere il vitale tragitto tra il letto ed il bagno devo farmi aiutare da un mezzo a ruote, in genere un velocìpede o una quadriga, altrimenti rischierei di stancarmi troppo poichè la parte più grande della casa si trova davanti a me ed è composta dall'ingresso dove si può ammirare un divano color salmone abbronzato (con tanto di tappeto che fa apprezzare il colore originario della moquette), un tavolo tondo mai usato e la mia ormai famosa mezzafinestra, la cui foto rende superfluo ogni commento aggiuntivo.
Ed infine quello che fa di me non proprio un ottimo o buono, ma almeno un medio-basso partito: la cucina... Penso che l'unico motivo per cui Elisa mi ha sopportato per così tanto tempo sia il fatto che con me vada come vada, almeno non si muore di fame ed ormai penso che se riesco a fare quello che faccio (prima o poi lo mostrerò anche) con gli ingredienti che ho, devo essere decentemente piazzato nella classifica degli chef, consideranedo inamovibile Vissani all'ultimo posto.Nella foto, oltre al disordine post cena (scattata poco fa), si nota la mia più grande conquista dell'ultimo mese, la lavatrice! Ora che ho anche vestiti puliti posso considerarmi un signore e smetterla di cucinare in mutande per paura di sporcarmi...
Mi sto fin abituando alle piastre elettriche e ad un forno che non scalda... Purtroppo la foto non mostra il frigo ed il microonde, ma non è che potevo anche sbattermi a farne una decente, su...
E questo è quanto.
Attualmente comunque sto pensando di lasciare l'appartamento alla scadenza del contratto (metà dicembre) e trasferirmi in uno più grande e meglio pulito, dato che ho una discreta scelta... nel caso aspettatevi un altro stupidissimo post come questo.
domenica, novembre 4, 2007, 03:39 PM - Life in China
Sono su un Boeing 737 di Shanghai Airlines e mentre sgranocchio un KitKat a conclusione di una lauta cena come le compagnie aeree sono solite offrire per voli interni di nemmeno due ore, ripenso agli ultimi tre giorni e mezzo, a quello che ho fatto e visto. Direi che mi ci voleva proprio questo viaggio per rompere la routine che accompagna la mia vita a Guangzhou, fatta di sveglia alla stessa ora ogni mattina, di una tuta sempre troppo sporca, di un ufficio troppo piccolo e troppo poco accogliente, di pessimi pranzi alla mensa, di fatica, sudore e polvere e di un computer la sera che mi avvicina a casa; finalmente ho vissuto diversamente con un bel corso di formazione, facce nuove, nuova stanza, nuovi amici e tante cose da vedere.Shanghai è una città che, come avete potuto già apprezzate dalle precedenti foto, è diversa e molto più occidentale di ogni altro posto in Cina, forse pure di Hong Kong con la quale sta rivaleggiando in termini di espansione e supremazia commerciale.
Andando con ordine, dopo l'ultimo post ed una rilassante doccia sono uscito con due ragazzi: Giuseppe e Rufino, il primo è strutturista dell'ufficio di Shanghai, il secondo è un Surveyor filippino attualmente in forza a Singapore; siamo andati in un ristorante brasiliano dove con circa nove euro abbiamo mangiato carne e molto altro fino a scoppiare, conoscendoci e discutendo delle reciproche condizioni di vita e di lavoro, quindi sazi siamo usciti e ci siamo diretti verso un locale in cui Giuseppe era stato una volta e che è risultato molto carino, ma purtroppo pieno di gente che aveva occupato tavoli e gli splendidi divani-letto dove mi sarei sicuramente addormentato di botto, tanto erano invitanti e (almeno dagli atteggiamenti di chi li occupava), decisamente confortevoli.Siamo poi passati ad un altro locale in un seminterrato stracolmo di giovani occidentali (presumibilmente studenti) e con una strana musica mista di bonghi, percussioni varie e strumenti a fiato... Un mescolone riuscito male, ma l'atmosfera era decisamente accogliente e con quel pizzico di confusione che non vedo da troppo tempo ammirando come scoppi sempre l'amore tra vecchiacci occidentali e ragazze del posto poi, per chiudere la serata, ci siamo poi recati in riva al fiume Huangpu dove da una terrazza di un discopub parlando dei fattacci nostri al freddo della notte cinese a quelle latitudini, abbiamo ammirato per l'ultima volta il cuore della città; con camicia e maglioncino ero al limite dei brividi sulla pelle, per non dire che con qualche folata di vento tremavo. E' comunque durata poco perchè ridendo e scherzando si erano fatte quasi le 3 del mattino e, se volevamo girare un po' la città il giorno dopo, qualche ora di sonno non ci faceva schifo, per non parlare del fatto che Ruf aveva il volo talmente presto che ormai non aveva più senso dormire, ma almeno una doccia avrebbe voluto farsela. Salutato il nuovo amico filippino e chiamata Elisa, sono a dir poco collassato sul letto.
Stamattina sveglia tardi ed a mezzogiorno appuntamento con Giuseppe per dedicarci ad un turismo meno mondano della piacevolissima serata precedente.
Pizza e gelato tanto per non dimenticarci da dove veniamo e una lunghissima passeggiata lungo le strade del centro attraverso People's Square, piazza con un bel parco al centro, la Nanjing Road già vista col buio ed ora apprezzata con la luce, nonostante le migliaia di persone presenti in quel momento intente a farsi la vasca giornaliera facendo finta di comprare qualcosa nei tantissimi negozi ai due lati. C'è il sole ed in camicia, occhiali da sole, zainetto in spalla e la macchina fotografica stretta nella mano destra, sto benissimo:
chiaccheriamo passeggiando lentamente, ci guardiamo attorno commentando questo o quel particolare che, almeno qui, non ha praticamente a che fare con la Cina, tanto che se non vedessimo le facce di chi ci sta attorno, potremmo dire quasi di essere in una metropli d'occidente. Tanti turisti, tanti italiani (ci si riconosce) anche sul Bund, la strada pedonale che costeggia la riva ovest del fiume, dribbliamo come possiamo venditori di orologi falsi, di giochetti da bambini (come se ci dovessimo mettere a comprarli), venditori ambulanti di spiedini di wurstel o tentacoli di seppia alla piastra che non mangerei neppure per il doppio del mio stipendio, ma che piacciono tanto ai cinesi che li sgranocchiano tutte le ore del giorno e della notte, tanto che penso non se ne separino mai.

Il sole sta andando giù dietro ai palazzoni e la felpa comincia a chiedere di essere tirata fuori dallo zaino ed indossata.
Prendiamo un taxi e ci dirigiamo all'albergo di Giuseppe dove molto gentilmente mi ha fatto riporre il mio bagaglio e, dopo un cappuccino italiano per salutarsi, via in un nuovo taxi diretto all'aeroporto; resto circa un'ora dopo il check nella sala d'attesa in prossimità dell'imbarco A1 smanettando il mio nuovo iPod prima di prendere il bus che mi porta all'aereo e che mi vede seduto nel posto 19A, vicino al finestrino poco dietro l'ala sinistra, ma con due posti liberi al mio fianco! Splendido, posso mettermi comodo e godermi un decollo leggerissimo, al punto di non avvertire nemmeno il distacco dal suolo, a meno di notare il classico impennarsi del muso del velivolo.La giornata è limpidissima anche a quest'ora e sono fortunato ad essere seduto dalla parte giusta poichè la virata di oltre novanta gradi che il Boeing compie appena ha preso un minimo di quota, mi mostra per qualche minuto un orizzonte di luci che delinea la città più grande della Cina con una trentina di milioni di individui che vivono nell'area metroplitana.
Il rallentare dell'aereo e le fioche luci che intravedo oltre il finestrino suggeriscono che ormai ci siamo quasi, fra poco penso che verranno a chiedermi di spegnere e di allacciarmi la cintura, quindi chiudo qui il post che pubblicherò appena avrò tempo, ma non prima di dare il benvenuto a Diego, il primo figlio di Ale del Baretto e della Rosi, che va ad accrescere il bacino di potenziali camerieri o lavapiatti della mia trattoria preferita... Tanti, tanti auguri aspettando di vederlo quando avrà poco più di un mese di vita, così come Nicolò, il figlio di Cry nato poco prima che partissi...
Domani, come al solito, mi sveglierò a Guangzhou...
(POCO SOPRA GUANGZHOU, ORE 22:30 ORA LOCALE)
venerdì, novembre 2, 2007, 11:05 AM - Life in China
Da un paio di giorni sono a Shanghai ed ogni minuto che passa questa città mi piace di più. Oddio, dovessi viverci davvero penso impazzirei in poco tempo, dato che non sono abituato alle metropoli e se già Guangzhou mi sta larga, figuriamoci questa che ne è il triplo... Ma diciamo che per una vacanzina di tre giorni ci sta appieno.
Sono arrivato all'aeroporto di Hongquiao poco passate le nove di
mercoledì sera a causa di una mezz'oretta di ritardo del mio volo, poi dopo il checkout ho passato un'ora in coda per aspettare un taxi, avendo così modo di apprezzare appieno i 15 splendidi gradi che mi permettevano di restare in maniche corte tra lo stupore di tutti, per far finalmente respirare la mia pelle ormai abituata ad una temperatura doppia se non di più. Dopo altri 40 minuti Shen, Tan, Rick ed io siamo giunti in un alberghetto 4 stelle chiamato "Jing An" dietro all'ufficio, nulla a che fare con lo sfarzo del China Hotel e forse per questo mi sono subito sentito a mio agio, per contro la mia stanza è decisamente migliore qui rispetto a quella che ormai chiamo "casa" per abitudine; stavo ancora accendendo il computer quando mi ha chiamato Shen: "Emi, we go out, will you come with us?"... Certo che vengo con voi, manco me lo aspettavo che voleste uscire alle 11 di sera...

Alla compagnia manca Tan (e questo me lo aspettavo pienamente), rimasto in stanza per studiare la piantina di Shanghai e capire dov'è l'ufficio. Che vita triste.
Ho scordato l'ombrello in stanza, in compenso la macchina fotografica ce l'ho... Due scelte sbagliate: piove ed è troppo tardi, per cui le luci per turisti sono spente; facciamo due passi e troviamo senza problemi l'ufficio, ridendo del nostro collega chino su una carta, poi prendiamo un taxi e ci facciamo portare sul fiume, anche questo pittosto buio essendo passate le dieci di sera, ma comunque suggestivo. Non c'è molto traffico e dopo due passi torniamo verso le nostre stanze, con una sosta all'una di notte in un buco che cucinava cibo locale, essendo per nulla sazi dalla scarsa cena a bordo dell'aereo. Per la modica cifra di 45 centesimi di euro mangio una scodella di tortelloni ripieni di carne di maiale (la mettono ovunque) cotti in un brodo di verdure; mi ci fanno mettere del chili "perchè è tradizione", senza però dirmi che qui tutto è piccantissimo, per cui la mia bocca va a fuoco alla prima cucchiaiata. Loro ridendo ne mettono giusto una puntina. Mi vendicherò in qualche modo se mai dovessero venire in Italia...
Mentre siamo lì arriva una ragazza, prende lo stesso nostro piatto ed il chili ce lo versa dentro a cucchiaiate, beve e mangia tutto in un attimo ed esce mentre noi la guardiamo sgranando gli occhi.
La mattina dopo sveglia alle 7 per vedere Elisa su Skype, colazione finalmente continentale alle 8 ed in ufficio alle 9, corso, pranzo in un ristorante che cucina in stile Taiwan e qualche ora più tardi dopo aver terminato la giornata di lavoro usciamo ancora: giro per le illuminatissime e molto occidentali vie cittadine, dove non passa minuto senza che qualcuno ti avvicini dicendo "Hello, watches, watches, shopping, T-Shirts, shoes, ladies... ok?". Mangiamo in un posto tipico, nel quale ancora una volta spendiamo qualcosa come un euro a testa e ci riempiamo di pane ripieno di carne di maiale, zuppa, pasta di soia e di riso, verdure, altra carne di maiale e tofu.Raggiungiamo la passeggiata lungo fiume piena di turisti che scattano foto all'opposta riva del fiume dove le luci del distretto di Pudong sono davvero incredibili come avete già potuto vedere... A nostra volta scattiamo tantissime istantanee ricordo di una bella serata in ogni punto e da qualsiasi prospettiva disponibile, poi ci dirigiamo all'interno attraverso la Nanjing Road, l'equivalente della Beijing Road di Guangzhou, la strada degli acquisti.

Curiosa nota storica: ai tempi degli imperi, l'Asia aveva 4 capitali: Pechino (Beijing) che significa "Capitale del Nord", Nanchino (Nanjing) "Capitale del Sud", Tokyo, "Capitale dell'Est" e Siam "Capitale dell'Ovest", corrispondenti ai grandi centri commerciali del tempo. Oggi ogni città che abbia una strada degli acquisti porta il nome di una delle prime due, poichè le altre si trovano esterne alla Cina.
Stamattina mi sono alzato col sole e la prospettiva giornaliera migliora ancora, stasera e domani uscirò con un ragazzo dell'ufficio e che mi farà compagnia per un po' di sano turismo dato che sono riuscito a farmi cambiare il piano di volo e tornerò a Guangzhou domani alle 20:15 in modo da avere la giornata libera per farmi i fatti miei...
Ho anche scoperto che la Cina ha una Canzone nazionale contro il Giappone... Queste sì che sono Nazioni che sanno starsi sulle scatole, come se noi ne avessimo una contro la Francia...
Ah, ma ce l'abbiamo! PO POPO POPOPO POOOOO...
giovedì, novembre 1, 2007, 05:18 PM - Life in China
Non ho molto tempo per scrivere, poichè ho sonno ed è meglio che vada a nanna, comunque dato che ho appena visitato Shanghai di notte e mi è piaciuta tantissimo, mi sembra giusto per lo meno farne partecipi tutti postando almeno una delle 152 foto scattate dal mio arrivo ieri sera...Si tratta del distretto finanziario di Pudong, cuore e simbolo di Shanghai, visto dalla riva occidentale del fiume Huangpu che la attraversa. Giudicate voi, a me ha piacevolmente impressionato pur non essendo il mio genere...

A presto altre...
mercoledì, ottobre 31, 2007, 06:03 PM - Pensando a casa...
Anche stavolta scrivo dalla penombra di una carlinga di un aereo che mi sta portando in un posto sconosciuto, non così distante come l’ultima volta circa due mesi fa, ma comunque mai raggiunto prima… In compagnia di tre miei colleghi che fanno sì che la compagnia sia infinitamente migliore di quando ho lasciato Genova per tuffarmi nel lontano Oriente, stiamo raggiungendo Shanghai con un volo interno per seguire domani e dopodomani un corso di formazione.La mente non può non andare al 3 settembre, quando ero di tutt’altro umore e non facevo che pensare ad Elisa con una felpetta rossa sopra una maglia bianca appoggiata insieme alla mia famiglia ad una ringhiera dell’aeroporto di Sestri Ponente nell’attesa di vedermi volare lontano. Penso a Parigi ed i pianti a dirotto nell’attesa di imbarcarmi per Hong Kong, faceva freddo, pioveva ed ero stanco per la notte passata a guardarla che dormiva e per la tantissima strada fatta con il trolley e due portatili in spalla fino ad arrivare al Terminal E…
Il pasto a bordo dalla tendenza marcatamente orientale, pessimo… Se va bene in 24 ore ho mangiato l’equivalente di due pezzi di pane prima di svenire sul mio letto di albergo…
Ora la malinconia, che non potrà passare per quanto mi sento legato a casa, alla mia terra ed alla gente che ci vive, è almeno sotto un controllo che mi sono inconsciamente imposto, per evitare sia di annoiare tutti con post come questo o come tanti altri che ho scritto, sia di impazzire e non vivere una vita che, per quanto anomala, devo abituarmi a condurre.
Nei due mesi che per ora ho passato in Cina ho imparato molte cose soprattutto su me stesso e sulle mie priorità, scoprendomi diverso da come mi conoscevo e tutto sommato sufficientemente sveglio per sopravvivere in brutte situazioni vissute principalmente all’inizio di questa avventura. Lungi da me il pavoneggiarmi, ma quella era la cosa che più di tutte mi spaventava e che rimaneva un punto interrogativo: sarò capace di farcela o non sono ancora pronto?
Come ben sapete ho passato momenti difficili i primi tempi, quando tornavo a casa e mi aspettava un’insalata condita con salsa di soia, del pane ed una banana, stanco e spaventato da un cantiere allucinante e dall’impossibilità di comunicare con chiunque.
Poi le cose (grazie soprattutto ai colleghi) hanno iniziato a cambiare: giorno dopo giorno ho trovato cibi diversi, piccole conquiste che normalmente fanno sorridere chi non le vive, ma che sono state di un’importanza incredibile per me. Quando ho trovato la pasta mi veniva da piangere in un corridoio di Carrefour, quando ho mangiato per la prima volta della carne di manzo nemmeno troppo cotta per l’impazienza di averla tra i denti sarò sembrato buffo, quando la sera cucino un piatto che mi soddisfa e lo fotografo sembrerò anche un bambino, ma sono tutti episodi che mi danno forza e mi convincono che posso “fare il culo a strisce” (come un caro amico mi ha scritto nella sua prima mail) anche a un miliardo di persone, o almeno di riuscire a non soccombere così facilmente.
Forse ho sbagliato musica nel mio lettore mp3, forse dovevo evitare per lo meno di mettere pezzi lenti che non fanno altro che parlarmi di casa, ma non c’è tempo di scegliere un’altra cartella, la hostess mi sta dicendo di spegnere il computer, stiamo per atterrare.
Domani mi sveglierò a Shanghai…
Incredibile a pensarci qualche mese fa.
(DA QUALCHE PARTE TRA GUANGZHOU E SHANGHAI, ORE 20 ORA LOCALE)
martedì, ottobre 30, 2007, 01:58 PM
Quando stasera ho scritto in chat ad Elisa che stavo facendo le valigie, mi ha subito risposto:19.11 Elisa: LA VALIGIA? TORNI DA ME?
Magari... Purtroppo vado solo a Shanghai per seguire un corso formativo di due giorni e mi ci fermo per turismo anche sabato...
Volo con Singapore Airlines domani sera alle 18:20 (ora locale) ed in unpaio d'ore dovrei essere là, poi giovedì e venerdì corso e cercherò di convincere quei vecchi dei miei colleghi a non andare a dormire come le galline e vedere un po' di girare la città la sera, ma ne dubito. Sabato mi fermo a mie spese (la notte d'albergo) e sperando nel tempo clemente la visiterò un po' perchè dalle descrizioni che mi ha dato chi ci è già stato, deve essere molto interessante... io me la immagino un po' come la New New York di Futurama... Vedremo.Dopo otto ore di lavoro, aver finito di riempire un trolley originale di marca (o presunto tale) acquistato per l'occasione a ben 25 € domenica scorsa e che costituirà il mio bagaglio a mano domani sera, dopo una bella pastasciutta panna e salmone, pomodori freschi, frappè alla banana fatto in casa e gelato, ora penso che mi godrò per bene il meritato riposo in attesa di chiamare casa guardando un film sul mio soffice e candido lettone cinese...
Non so se avrò la linea internet i prosimi giorni, per cui mi scuso anticipatamente con chi mi cercasse, attendesse corrispondenza arretrata o aspettasse di leggere qualche notizia su una città di 21 milioni di abitanti... farò il possibile, in ogni caso prometto tanto bel materiale al mio ritorno, sperando di essermela goduta...
Ciao a tutti!
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