Metà strada 
sabato, ottobre 27, 2007, 06:45 AM - Pensando a casa...
3 settembre - 20 dicembre 2007: 108 giorni da passare lontano da casa.

Oggi è il 27 ottobre e questo significa che me ne restano appena 54, la metà esatta...

In effetti se dovessi pensare che tutte le mattine in cui mi sono svegliato solo dovranno ripetersi ancora una volta prima di ritornare a casa starei ancora peggio, ma in realtà la mente va al fatto che le difficoltà maggiori le ho superate. Dopo quasi due mesi in Cina riesco a muovermi indipendentemente dagli altri per la città, il lavoro va bene e sembra siano tutti soddisfatti di quello che faccio, ho il frigo non proprio pieno, ma diciamo pronto a saziarmi in caso di necessità o voglia di togliersi qualche sfizio...
Che voglio di più? Vivo in un bel posto ben servito dai mezzi pubblici, la palestra, la piscina e la dieta forzata mi hanno rimesso in forma olimpica, ho conosciuto un po' di gente che mi fa sentire meno solo (ma non ancora abbastanza) e grazie ad Internet riesco a dirvi tutto quello che provo...

Se penso ai primi giorni ad Hong Kong e qui a Gz... Saltavo pasti uno dopo l'altro perchè se da una parte il jet lag mi toglieva l'appetito avendomi sfalsato i ritmi biologici dell'organismo, dall'altra ci pensava l'odore nelle strade, dove tutto puzzava all'inverosimile ed il Mc Donald's era quasi una rivelazione, considerato anche il fatto che il ristorante dell'albergo lasciava a desiderare... Il cantiere non mi conosceva ed alzavano un muro protettivo nei miei confronti, lasciandomi nella frustrazione e nell'impossibilità di comunicare e lavorare.

Ora anche grazie a molte giornate passate in aree limitrofe alla città per ispezionare blocchi di lamiere costruiti in piccoli stabilimenti, ho pranzato molte volte a spese altrui in ristorantini carinissimi ed ho apprezzato la cucina cinese (mensa del cantiere a parte), fino a rendermi conto di quanti sapori non avevo mai provato, ben consapevole in ogni caso della netta superiorità dell'arte gastronomica italiana.

Oggi non ho voglia di uscire nonostante il sole e la temperatura medio-alta, quindi penso che passerò il pomeriggio in palestra, piscina, a prendere il sole ed a riposarmi poichè questa settimana è stata parecchio faticosa, culminata ieri sera con rientro alle 8 in stanza sporchissimo, stanchissimo ed ancora in tuta da lavoro tra gli sguardi allucinati dei clienti e del personale dell'albergo che suppongo non si fossero ancora preparati a vedermi vestito ancora peggio del solito...

Ah, nota di servizio: la Cina non ha ora legale, quindi dato che stasera voi andrete indietro di un'ora con le lancette, la differenza tra di noi sarà +7 fino a marzo, cambio ancora più sfavorevole...

La prossima settimana si preannuncia interessante: lunedì torna il capo dopo un mese a casa e devo parlargli di un po' di cose, tra le quali il fatto che voglio prendere in mano l'archivio dell'ufficio, tenuto in condizioni vergognose, tanto da essere quasi inaccessibile a meno di sputare sangue.
Mercoledì sera volo a Shanghai (pronuncia corretta "Sanhai") perchè giovedì e venerdì seguo un corso formativo sulla coibentazione dei locali, poi se riesco sabato rimango la' e me la giro un po', tanto da vedere qualcosa di più tanto che devo restare qua...

... e intanto i giorni passano...
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Vita da Surveyor 
mercoledì, ottobre 24, 2007, 03:51 PM - Lavoro
Come già un collega in Korea del Sud ha scritto e documentato tempo fa, ci sono situazioni in cui il meraviglioso lavoro da Surveyor diventa quantomeno antipatico...

Facciamo un semplice esempio: esattamente come per Marco, succede che un giorno ti trovi a dover ispezionare il blocco di scafo che si trova sotto i basamenti del motore principale di una bella nave da carico che, per chi non masticasse il campo navale, ha in genere qualche migliaio di cavalli, è lungo una decina di metri, pesa qualche decina di tonnellate ed ha i carter dei cilindri in cui una persona entra senza troppi problemi... Viene da se' che per sorreggerlo ci vuole una struttura con le contropalle... Nel mio caso il blocco di lamiere si chiamava D32 e ci sono stato dentro, sopra e sotto per un paio d'ore oggi pomeriggio.

Dai disegni che, fotocopiati, avevo in tasca per appunti e per capire come si uscisse da un dedalo di locali bui e stretti, si evince come questo ammasso di lamiere si trovi all'estrema poppa della nave ed ad un livello bassissimo, in pratica nella parte che comunemente sta sott'acqua...



Da quest'ultimo disegno, che ne rappresenta la sezione verticale in corrispondenza di centro nave, si nota benissimo come ci sia un localino dall'altezza di 400 mm che non aspetta altro che di essere ispezionato da un baldo giovane di un metro e settantotto per settantacinque chilogrammi che ci passa a malapena stando sdraiato sulla pancia con la faccia incollata alla lamiera... Ho sofferto per 5 minuti le pene dell'inferno con dietro un capo cantiere gaillo che mi ripeteva continuamente: "Everything is allright, sir?"...

Ma come cavolo fa ad andare tutto bene, stronzo???

Mi sono quasi sentito sollevato e comodo quando sono passato ad ispezionare gli altri di ben 60 cm...

Dopo aver finito di consumare gessi per marcare tutti i difetti di tale importantissima parte della chimichiera che stiamo costruendo, ecco come appariva la mia faccia



ed il mio asciugamano con cui ho pulito solo quella.


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Storie di vita vissuta #2 
lunedì, ottobre 22, 2007, 07:21 AM - Storie di vita vissuta
Questa nuova settimana, che si è aperta per me con pochissime ore di sonno per assistere su CCTV5 (ed in diretta Skype con Davide in Belgio) al trionfo Ferrari in Brasile (alla faccia di Ecclestone e Dennis), mi vede ora con la pancia piena, il sorriso sulle labbra ed ancora nove minuti a disposizione prima della prossima ispezione in un ufficio dove tutti stanno dormendo come angioletti... Continuo quindi con le mie storielle.

7) Fuori dall'area metropolitana l'onnipresente polizia non gira coi manganelli come sono solito vedere sia qui che in Italia, ma coi bastoni in bamboo lunghi oltre un metro...

8)
In Italia la procedura per comprare una SIM per il telefonino è semplice: vai in un negozio, tiri fuori 50 euro, dai un documento di identità che ti viene fotocopiato, metti due firme, ti danno il foglietto coi dettagli di numero e traffico, quello col PIN, la SIM ed esci. Qui in Cina vai ad un banco, scegli il numero tra un librone che ti danno, pieno di numeri (con a fianco il corrispondente prezzo, vedi notizia 6) cancellati a penna se già assegnati, metti la SIM in un cellulare, la ragazza dietro al banco ti fa uno squillo per vedere che vada, le dai 5 euro e sei il felice proprietario di un numero China Mobile.
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Fare i ricconi... senza nemmeno esserlo 
domenica, ottobre 21, 2007, 09:13 AM - Life in China
Più volte ho citato l'albergo dove alloggio, il China Hotel, ma non ho mai pubblicato sue foto ne' del mio appartamentino che si trova nel blocco J, l'edificio accanto all'albergo.
L'ingresso principale, attraverso il quale posso accedere alla mia stanza, non sta sulla strada e forse è un bene, poichè lo lascia un po' più riparato dal traffico e dalla confusione che una città di undici milioni di abitanti necessariamente ha... Gli unici mezzi all'esterno sono quindi i taxi sempre in attesa di clienti, alcune auto dei vip ed i pullman navetta per portare gli ospiti in giro per Guangzhou.

Una volta passate le porte a vetri, aiutati dai valletti in abito di velluto che aprono le porte e salutano gentilmente chi passa, si accede alla splendida Hall, bella come non ne ho mai viste in vita mia, con i pavimenti in marmo, scalinate, fiori freschi, tappeti e (non ancora immortalato) un quartetto d'archi che all'ora dell'aperitivo allieta i poveracci che alloggiano qua con melodie classiche. Purtroppo la qualità delle foto lascia a desiderare poichè sono state scattate di notte, ma da' una chiara idea dello splendore che vedo ogni giorno...



All'inizio, quando nessuno mi conosceva, il personale dell'albergo era un po' scettico ed aveva il dubbio che venissi da fuori... In fin dei conti, cosa c'entra un ragazzo che il primo fine settimana a sua disposizione si presenta all'ingresso in maglietta, pantaloncini, infradito, occhiali da sole e capelli bagnati di ritorno dalla piscina? Un signore gentilissimo ed elegantissimo mi ha anche chiesto chi ero e di mostrargli per favore la tessera della stanza, prodigandosi poi in scuse una volta mostrata...

Una volta passata la Lobby di sinistra (posizione dalla quale è stata scattata la terza foto), mi dirigo verso l'ingresso del mio edificio attraverso un altrettanto bello corridoio circondato da ristoranti e boutiques dove vendono vestiti, accessori e quant'altro a prezzi esorbitanti... C'è chi se lo può permettere.
Certamente non il sottoscritto che di tutto quello che c'è usa solo lo Starbuck Coffee per una brioche alle mele quando si sente troppo triste per rinunciare allo zucchero...

Dopo il corridoio esco in una stradina secondaria per lo spazio di 20 metri, poichè (mille scuse anche per quello) il giardino con il campo da Golf (!!!) è attualmente in manutenzione, ed entro nel decisamente meno lussuoso edificio che ospita gli appartamenti, come si può vedere dalla foto scattata vicino ai due ascensori che mi portano quotidianamente su e giù dal 13° piano.
In calce a tutto non posso non mostrare le immagini della palestra e della piscina dell'albergo dove oggi, 21 ottobre 2007, con la temperatura di 29 gradi ed un bel sole, sono stato a prendermi i miei raggi per oltre un'ora...
Per la precisione, la foto della piscina che ho inserito qualche riga fa fa parte del Dong Fang Hotel ed è stata messa a disposizione agli ospiti del China Hotel poichè i lavori di ristrutturazione dell'albergo hanno inizialmente coinvolto anche l'esterno del Centro Benessere, con le solite tonnellate di scuse ogni volta. Ora l'hanno riaperta, ma sinceramente preferivo prima...
In ogni caso ecco gli spogliatoi della palestra



e qualche immagine dell'attuale piscina all'aperto, con tanto di gazebo per la distribuzione degli asciugamani puliti e sterilizzati e bibite (a pagamento), lettini, ombrelloni e palme...



Che schifo eh? Ogni giorno mi sento un po' a disagio in mezzo a tutta questa elegantissima gente che mi guarda allibita quando passo con le borse della spesa o la macchina fotografica in mano ed aria da turista in vacanza, ma poi penso: "Quando mi ricapita di fare il riccone?"
A spese degli altri, per giunta!!!

Per finire acco il collegamento a Google Maps che mostra l'albergo dall'alto. Quando avrò altre foto degne, state sicuri che le posterò...


Visualizzazione ingrandita della mappa
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Ritorno al futuro 
sabato, ottobre 20, 2007, 11:00 AM - Altro
Comunicato ufficiale a blog unificati
Diverremo tutti magrissimi --- NCE - Nostro Compagno Emi

Siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di un filmato amatoriale che svela un retroscena dello scorso calciomercato. Le reti nazionali non sono ancora abilitate a trasmettere tale scoop giornalistico, ma noi siamo risoluti nel mandarlo in onda poiché vogliamo che il Mondo sappia la verità sul trasferimento dell'anno.


http://www.youtube.com/watch?v=LrN2UIC6o3E

Non sappiamo ancora quando verrà pubblicato sulle reti nazionali, la battaglia legale che ci vede coinvolti ha esiti ancora incerti, ma state sicuri che faremo del nostro meglio per svelare il segreto abilmente celato per mesi.

Non è fantascienza! È la realtà!
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Storie di vita vissuta #1 
venerdì, ottobre 19, 2007, 01:10 PM - Storie di vita vissuta
Ho deciso di aprire una piccola rubrica dal titolo molto originale "Storie di vita vissuta" e che cercherò di aggiornare ogni volta che mi capiterà o vedrò qualcosa di strano e degno di essere annoverato... Dato che mi sono deciso a farlo esattamente 47 giorni dal mio arrivo in Asia, questo primo post della serie conterrà più aneddoti.

1) Ogni mattina quando esco di casa passo davanti al Bank of China alle 8 circa, proprio quando c'è il deposito dei soldi da parte della Polizia. Ogni mattina alle 8 una delle prime cose che vedo è quindi una canna di un fucile a pompa con il colpo in canna (sento il click clack quando i militari escono dal furgone) a qualche metro da me che mi punta, dato che in genere da quella direzione arrivo solo io. Quando ho chiesto ai colleghi se non fosse perioloso, mi hanno risposto "ah, ma sono proiettili di gomma..." che da quella distanza fanno comunque malissimo.

2) Perchè in un Paese dove io sono uno dei più alti che vedo sulla sommità dei sottopassaggi della metro (2 metri e mezzo da terra) c'è scritto "WATCH YOUR HEAD", ossia "occhio alla testa"?

3) Ogni cinese vuole una divisa. Ok, per estensione la indosso anche io quando ho la tuta del Rina addosso, ma intendo divise vere. Berretto, cravatta, camicia a maniche corte, mostrine sulle spalle, pantaloni, scarpe e possibilmente manganello. Si distinguono i bambini che per andare a scuola hanno solamente le tute tutte uguali e si muovono in massa. Odio quelli bianco-blu (li chiamo i francesi) che impestano il mio autobus la sera. Ci sono più scuole che persone, ogni giorno vedo divise scolastiche differenti.

4)
Gli unici caffè occidentali che si trovano li fa la Starbuck o la Illy, ma dato che te li fanno pagare 1,10€ (poco più che da noi, ma una follia per qua), si sentono in dovere di dartelo lungo. Domenica l'ho chiesto molto corto ed al ragazzo dispiaceva tantissimo, dato che mi ha chiesto se ne ero sicuro e che ne potevo avere di più...

5) Se una carta SIM del telefono costa 5 euro e ce ne sono dentro 3, quanto costano quelle (rubate probabilmente) che vendono per strada sotto il mio albergo la sera?

6) Se una carta SIM costa 5 euro, perchè dovrei pagarne fino a 100 per avere un numero migliore?? In che senso migliore? Ricevo meglio? Non da' problemi? No, un numero fortunato! L'8 è il numero di buon auspicio in Cina, ne consegue che più otto hai nel tuo numero, meglio è o, in caso contrario, più numeri uguali possibile... Solo che sono ovviamente rari e ricercatissimi, dato che ti puoi scegliere il numero in una gamma più o meno limitata...
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Ideogrammi 
martedì, ottobre 16, 2007, 01:47 PM - Life in China
Fin troppo ho parlato di quanto sia difficile la comunicazione orale coi cinesi, ma che dire di quella scritta? Cartelli, insegne, indicazioni? Uguale.
Non ci si capisce nulla e non ci sono traduzioni in inglese o trascrizioni dei nomi in caratteri occidentali salvo (fortunatamente) nelle metropolitane, unica ancora di salvezza taxi a parte...

Ormai ricordo bene i nomi della metro, ad esempio il China Hotel dove alloggio sta all'uscita D1 della fermata Yuexiu Park sulla linea 2, poi per andare al lavoro devo cambiare alla stazione di GongYuanQuian e prendere la linea 1 con destinazione WangShengWei e scendere a Fangcun... Per tornare a casa faccio l'opposto, anzi mi viene ancora meglio perchè devo prendere la linea 2 in direzione SanYuanLi, che io chiamo San Giovanni... Ma capite che casino è???

Si pone quindi, tra le altre cose, il problema di come riuscire a farmi chiamare dai cinesi (colleghi e non), perchè se non riescono a leggere correttamente le parole più semplici, ve lo immaginate come potrebbero dire EMILIANO DEGHENGHI?
Ah, sempre che possano leggere i caratteri occidentali...

I miei colleghi mi chiamano Emì, comprensibile perchè corto ed intuitivo, uno addirittura mi chiama Emijianò (con uno sforzo terribile ogni volta), ma voglio che solo loro e pochi altri mi chiamino per nome, per il cantiere sono Mr. Deghenghi... Non perchè mi piaccia, anzi io tendo sempre a farmi dare del tu da chi conosco, ma come ho già avuto modo di accennare, bisogna andare giù di bastone e carota: formali sul lavoro e compagnoni (o compagni?!?!) fuori. Finchè funziona...

Benchè abbia fatto ricamare il cognome sulla tuta, me lo sono fatto trascrivere da un collega in caratteri cinesi, in modo da non dover stare 10 minuti a spiegarlo ad ognuno quando me lo chiedono, ed ecco il risultato:



La pronuncia finale risulta circa D'ghientzì, che se letto velocemente non dista poi tanto da quella vera, no?? E non chiedetemi di fare di meglio, perchè non è che qui abbiano tutti i nostri suoni, dovreste sentire come parlano inglese...
Ho quindi copiato il tutto su una pezza di velcro e l'ho applicato sotto il mio nome sulla spalla destra. Ecco il risultato, nell'attesa di trovare una pezza che sia anche delle giuste dimensioni... Non è che posso avere tutto e subito...



Per inciso, tutti continuano a farsi i tatuaggi coi caratteri giapponesi, ma guardate che quelli cinesi sono decisamente più carini, fini ed aggraziati, eccovi un esempio:
Cercando di capirci qualcosa su internet, mi sono imbattuto in questo ideogramma che significa amore e viene pronunciato ai. Al centro si trova il cuore racchiuso dal simbolo del respiro nella parte superiore, mentre in basso viene rappresentato un movimento aggraziato, a testimoniare la "fonte di ispirazione che soffia la vita nel cuore e dona grazia e armonia all'intero corpo umano". (vai al sito)
Davvero molto poetico...
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Ma quanto è grande il Mondo?!?  
venerdì, ottobre 12, 2007, 11:35 AM - Altro
Mi è piaciuto un sacco il post che Gigi ha messo sul suo blog, così ho deciso di copiarlo spudoratamente, anche se la mia mappa dei Paesi visitati è decisamente meno piena della sua...



http://www.world66.com/myworld66
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Colleghi fortunati 
giovedì, ottobre 11, 2007, 01:23 PM - Life in China
Da un mese a questa parte, se alle sei e mezza del mattino mi sveglio sulle note di Flowers of Scotland, significa che la mia dolcissima fidanzata mi aspetta sveglia fino a mezzanotte e mezza perchè altrimenti non riuscirei a vederla; solitamente sono quindi ben felice di alzarmi a quell’ora improba per uno che non si sdraia mai prima dell’una di notte, invece stamattina appena aperti gli occhi ho avuto una strana sensazione, come se sentissi che questa sarebbe stata una giornata diversa, peggiore delle altre.
Dopo aver parlato ad Elisa ed aver capito ancora una volta perché e per chi vale la pena di fare quello che sto facendo così lontano da casa, essermi fatto una doccia, aver consumato una veloce colazione a base di frutta ed essere schizzato su un taxi diretto al lavoro, apro la porta dell’ufficio ed all’interno vedo già operosi due colleghi, Tan e Shen; se non mi preoccupo per il primo (penso dorma qui), mi è parso strano vedere prima delle otto e mezza quel ragazzone sorridente già chino sulle carte.

S: Ciao Emijianò, ci aiuti a compilare dei fogli?
E: Io?!? Di solito sono io che chiedo a voi…
S: Sì ma questi sono diversi, sono in italiano

Guardo bene e vedo le richieste di permesso di soggiorno per due mesi in Italia, per seguire il corso di formazione a Genova che inizia lunedì prossimo e si protrae fin quasi a Natale.

Mi sale un nodo in gola, due miei colleghi cinesi fra 6 giorni saranno a circa 20 km da casa mia e ci dovranno restare parecchio e mi troveranno ancora qua al loro ritorno, sempre più magro visto l’andazzo, più nervoso e smanioso di tornare indietro e passare le feste in Liguria con la mia famiglia…
Mi faccio forza, sento la bocca asciutta, tuttavia cerco di aiutarli senza lasciar trasparire emozione fino a quando Shen mi chiede se posso indicargli qualche bel posto attorno a Genova da visitare nel tempo libero… a quel punto ho un piccolo moto di invidia e nostalgia che sale su, lui se ne accorge e gentilmente distoglie l'attenzione facendomi notare che non c’è fretta, tanto devono ancora ottenere il permesso…

Capisco quello che provano ora, smaniosi di andare in un Paese che non hanno mai visto e così diverso dal loro, li capisco proprio...

So benissimo quello che li aspetta, poichè in Italia come in Cina NESSUNO parla un inglese almeno decente e NESSUNO, almeno all'inizio, aiuterà due ragazzi che non capiranno nemmeno da che parte saranno girati, stanchi dal viaggio e frastornati da un nuovo Mondo. Per aiutarli vedrò di fargli tanti bei foglietti con domande semplici in italiano e raccontargli più roba possibile della mia terra... Loro hanno fatto e stanno facendo così con me, il minimo che possa fare è ricambiare il favore.

Per cominciare al ritorno dalle ispezioni pomeridiane ho mostrato loro alcune foto, e contenti mi hanno detto che non vedono l’ora di essere a Zena.

Anche io.
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Una settimana riposante 
lunedì, ottobre 8, 2007, 01:00 PM - Life in China
Nonostante abbia avuto una settimana di vacanza dal lavoro dovuta alla Festa d’Indipendenza della Cina dalla Russia del 1 ottobre 1949 con la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, non ho più pubblicato nuove notizie, salvo qualcuna di poco conto. Il fatto è che scrivo sempre di getto, non mi preparo mai i testi, a parte magari prendere ogni tanto appunti per potervi raccontare questo o quel dettaglio interessante e che in altro modo dimenticherei di citare…

Vediamo, che raccontare? Che mancano quasi 72 giorni a tornare a casa sarebbe noioso ed abusato, che i cinesi sono strani non ne parliamo… Facciamo che do un piccolo resoconto delle mie ultime avventure, poiché questa pausa lavorativa è capitata proprio a puntino dopo un tour de force di sette giorni consecutivi e tante ore di sonno da recuperare; beh sì non serve che pensiate che sono fuori di testa ad andare a dormire tardi ogni sera e svegliarmi presto ogni mattina per un lavoro pesante in cantiere, tuttavia con il fuso orario sfavorevole non ho quasi alternativa a sentire i miei genitori, Elisa o qualche amico fino almeno a mezzanotte!
Tornando ai fatti recenti, ho passato gran parte delle mattine a dormire tranquillo e beato nel mio bianco e soffice lettone, tante tante ore a lavare panni arretrati (equipaggiamento compreso), a cucinare (o almeno a provarci) piatti gustosi con un pugno di ingredienti a mia disposizione ed a parlare con i miei cari.
Nel tempo libero, se posso chiamarlo così, me la sono goduta: palestra, piscina, massaggi, visite ai parchi circostanti la città e shopping in una carinissima via chiamata Beijing Road (significa strada della Capitale del Nord - Pechino), dove si trovano gran parte delle imitazioni cinesi, ma dove si riesce anche a fare qualche buon affare, rovistando tra la merce. Ho anche imparato a contrattare sui prezzi e mi diverto a farlo! Qui è “piacere” discutere con i commercianti, come dicono tutte le guide turistiche, esattamente come nei Paesi nordafricani…
E’ che le prime volte uno si vergogna anche un po’, non è nella nostra cultura tirare sul prezzo e, per molto meno, noi genovesi siamo ingiustamente etichettati come avari… A volte le offerte sono già così basse che a sparare la metà del prezzo pare strano ed offensivo: per afre un esempio esempio ho trovato un trolley originale Samsonite (non so come ci fosse finito lì) esattamente come mi serviva che da listino su internet costava 135 €.
Mi sembrava moralmente ingiusto fare più di così: (ricordiamoci di cosa parlavamo, nemmeno lui sapeva cos’aveva in negozio):

E: Quanto vuoi per questa?
C: 36,5 €
E: Non scherziamo dai…
C: Vabbè, 36
E: Al massimo 25!
C: No, 35
E: 27
C: Non meno di 33
E: (deviando l’attenzione) E per quello zaino?
C: 8 €
E: Per 35 mi dai entrambi o me ne vado
C: Andata.

E’ solo un riassunto di come sono andate le cose… In effetti il tutto è durato circa un quarto d’ora nel quale sono anche diventato un esperto di valige e disquisivo sul fatto che fosse un modello 2006! Ma che ne so io di come è il modello 2006???
E’ solo un esempio, come dire che le camicie di seta partono da 20 euro (e te le porti via almeno a 13), le cravatte da 10 ecc…
E’ da vedere, ci ritornerò perché mi rifaccio il guardaroba con capi che in Italia costerebbero almeno il triplo!
Beh, fate sapere se vi serve qualcosa… Non è che devono esserci solo lati negativi a stare in Cina, eh?

Ultimo, ma non per importanza, il fatto di aver incontrato due volte un ragazzo italiano che lavora ad intermittenza in Cina da quasi due anni e che conosce benissimo Guangzhou; che sollievo parlare la nostra lingua ad una persona in carne ed ossa e non al microfono del computer o ad un telefono… Splendido!
In due giorni, con Antonio e la sua assistente Anny, siamo andati al cinema, ad un paio di caffè, cena tailandese, centro massaggi, in giro per qualche quartiere e centro commerciale…

Ringrazierò tutta la vita Anny per avermi trovato la farina ed il lievito.
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