Brividi e sapori 
martedì, settembre 25, 2007, 04:53 PM - Life in China
Ieri sera primo appuntamento mondano della mia permanenza a Guangzhou, cioè una cena di lavoro offerta dalla direzione del cantiere ai due enti di classifica con i quali oggi è iniziata la costruzione di una nuova unità, l'ABS (American Bureau of Shipping) ed il RINA. Abbiamo appuntamento dopo il lavoro, ossia alle sei e mezza, alchè penso che probabilmente ci porteranno ad un aperitivo, ma quando scendiamo e montiamo sullo splendido bus navetta riservato, mi viene detto che ci dirigiamo direttamente ad uno dei ristoranti più esclusivi (e di conseguenza più cari) della città. Ma a che ora mangiano i cinesi?

Arriviamo all'ingresso e da fuori vedo le solite vasche piene di pesci vivi che adornano qualsiasi ristorante o supermercato, in modo che i clienti si scelgano da soli il pasto che preferiscono: scorro le solite specie indecifrabili, molluschi incredibili, lumache lunghe come il mio braccio ed il mio sguardo si posa sulla vasca degli alligatori. Dura un attimo. Mentre li contemplo scorgo nella prima a destra una decina di serpenti e, con scatto felino, salgo le scale in men che non si dica. Per chi non lo sapesse ho il terrore di quelle bestie ed anche ora che scrivo ho i brividi... Di fatto il momento di paura passa e ci accompagnano in una saletta deliziosa con divani, tavolone, 4 cameriere private e velluto dove ci aspettano i nostri tre ospiti. Dopo le dovute presentazioni il direttore del cantiere mi lascia il posto alla sua destra, in segno di rispetto e forse anche per farmi sentire meno fuori posto... Racconto l'aneddoto dei serpenti e chiedo che se ne ordinassero (li portano vivi a scegliere al tavolo), avrei gradito non assistere.

Il pasto inizia con il solito bicchiere di acqua calda per lavare le posate, un ottimo brodo di pollo, stuzzchini in cui io delizio la folla con le bacchette cinesi e scanso la scontata domanda sulle forchette solo per un attimo, quando la prima noce mi cade nel te' suscitando l'ilarità generale. La risposta che ho pronta da quando sono atterrato è: "Le forchette le so già usare, forse è meglio imparare ad usare queste, no?", che suscita approvazione e lancia il primo brindisi della serata. Sì perchè questi che ho di fianco hanno la dichiarata intenzione di farci ubriacare...
Partono i piatti, tra cui un manzo con cipolle e peperoni che è diventato ufficialmente il mio piatto preferito (l'ho mangiato quasi tutto), oca, pollo, gamberetti meravigliosi, immancabili zampe di gallina, verdure al vapore, uova, pane stranissimo e gommoso (ma buono) da mangiare col latte condensato, pesce bollito, coccodrillo (ottimoooooooo!) fino al piatto che mi ha fatto saltare sulla sedia: pitone arrosto e tagliato a trance in un vassoio (come da orrenda foto scattata col cellulare) sul quale faceva bella mostra la testa che (forse per rispetto) va all'ospite, cioè il tipo a fianco a me che la rosicchia e la mangia con avidità facendomi quasi vomitare.
Per chi volesse la conferma, ovviamente non l' ho mangiato ed ho sempre cercato di evitare di guardare il piattone al centro del tavolo che ruotava per permettere a tutti di raggiungere i piatti senza alzarsi.

A parte l'intermezzo disgustoso, la cena continua senza intoppi e con un po' tanti brindisi che piegano i miei commensali e lasciano il sottoscritto perfettamente dritto. 'Sti orientali che non reggono...
Al momento di uscire dal locale senza pensare ripasso a fianco alla vasca che già mi ha fatto tremare ed ho uno sbandamento a sinistra (strano...) con cui colpisco il mio capo il quale, credendomi ubriaco, cerca di accompagnarmi fino ad un taxi e rimane allibito (me l'ha ridetto stamattina) quando mi ha visto compiere uno scatto da centometrista in bello stile per raggiungerne uno che stava scappando via...

Mi sono dovuto ricredere sulla cucina cinese, giuro che una cena così una volta nella vita va fatta, costi quel che costi...

Ah, stando a quello che mi ha detto un collega oggi, è un po' caro: 100... Euro?
No, RMB, che ne equivalgono circa a 10.
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Vergogna ed imbarazzo 
lunedì, settembre 24, 2007, 03:33 AM - Altro
Desidero in calce alla partita di ieri sera ringraziare quei 30 falsi tifosi e veri teppisti che hanno fatto sì che il derby passasse in secondo piano rispetto alle loro bravate.
Oggi ormai siamo agli occhi dell'opinione pubblica considerati alla stregua di quelle tifoserie che settimanalmente manda all'ospedale poliziotti, altri tifosi o gente qualunque solo per il gusto di menare le mani. Ormai il derby violento sarà il nostro, e non più quello di Roma dove da una parte ci sono tifosi che riescono a fare errori di ortografia scrivendo il motto delle SS e dall'altra i rivali rispondono cantando Faccetta Nera e bruciando manichini di colore... Stiamo (entrambi) diventando tifoserie pessime, da una parte con quelli che prendono troppo campo in Nord nonostante all'inizio fossero in 4 scemi e, nonostante si dichiarino di estrema destra, portano il nome di un partigiano comunista e della sua brigata, dall'altra (la mia) troppe teste cade che ormai troppo spesso stanno dando luogo a pesstaggi insensati.

Bravi. Continuiamo così.
Facciamo in modo che ci tolgano anche quel minimo di libertà e divertimento che gli stadi oggigiorno offrono, sempre più simili a prigioni che a luoghi di aggregazione e sport...
Ricordo a queste maledette teste di c***o che io sono CONTENTO, anzi ORGOGLIOSO di poter mostrare il mio documento all'ingresso delle gabbie e poter entrare liberamente perchè non sono un bandito violento e frustrato come loro e non ho NULLA DA NASCONDERE, men che meno il posto che occupo in gradinata.

Allora sono io lo scemo che pensa ancora che il derby sia bello e terribile da vivere, dorme male e si sveglia alle 5 e mezza per chiamare Ciulli e sapere com'è andata? A loro proprio non interessava il confronto sul campo? E' questo il calcio oggi? Siete davvero dei deficienti.
L'unico rimpianto di ieri sera, derby giocato a parte, è che non si siano ammazzati tutti quei 30 (perchè di più non erano) coglioni, avrebbero fatto un po' di posto a questo Mondo (dato che ce n'è bisogno) e ci avrebbero liberato della loro scomoda ed imbarazzante presenza.

Sono ancora tutti vivi. E liberi.
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Ore 00:42 ed ore 18:42 
domenica, settembre 23, 2007, 06:42 PM - Altro
Da quando sono partito ci sono stati i giorni della tristezza per aver lasciato tutto a casa, delle lacrime per la vista del volto di Elisa, delle risate per aver trovato la pasta e della paura per il lavoro ed il futuro, beh oggi è il giorno dell'invidia.

Sono le 00:42 nella caldissima Guangzhou e sono le 18:42 nella più fresca ed accogliente Genova, ma la differenza che più mi pesa in questo momento è il non poter respirare con i miei amici l'aria di festa mista a tensione che chiude la bocca dello stomaco e fa bruciare il sederino che solo un derby sa suscitare...
Stasera ho sentito mamma e papà, Elisa, Tata, Memme col quale ci siamo sfottuti via webcam a suon di colori contrapposti, Ciulli con un bellissimo sms che solo l'abitudine mi ha fatto per sbaglio cancellare, Paul via MSN, Demma con le sue periodiche mail e sono sicuro che nelle prossime ore avrò ancora contatti dall'Italia, ma non sapete quanto io vi invidi!

12 anni senza derby in A, gli ultimi 3 senza proprio incontrarsi, mi sembra ovvio che sia capitato quest'anno... Avevamo pensato di andare insieme, magari dopo una cenetta di corsa, amici e (per un giorno - o due - all'anno) avversari, invece nulla. E non me lo potrò nemmeno seguire con le generosissime dirette in internet, poichè le nove di sera da voi sono le 3 del mattino da me e domani è lunedì...

Dormirò nervoso e chiamerò appena sveglio mentre si accenderà il computer...

In ogni caso il mio piccolo derby l'ho vissuto giocando al pc contro un'altra squadra dalla maglia rossoblù per creare atmosfera e schierando una formazione plausibile per la giornata odierna. Ecco gli highlights, perchè dire azioni salienti è brutto ormai...


Vincenzo appoggia in rete dopo un palo di Caracciolo.


Vincenzo raddoppia su rigore.


Bellucci segna a porta vuota su assist del Capitano per il 3-0 finale.


Cassano rileva Bellucci ormai stremato ed esordisce con la maglia più bella del Mondo.

Non è portare sfiga o meno, è che è l'unico modo che mi è rimasto per vivere un piccolo derby da qua... a poco più di due ore dall'inizio di quello che conta davvero... E poi che c'entra questa partita? Ho giocato contro il Cagliari...
Forza ragazzi!
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Giornata tipo 
martedì, settembre 18, 2007, 05:41 AM - Life in China
Prendo spunto da un post che Marco (surveyor Rina abbindolato come me e spedito a Busan in Korea del Sud) ha scritto ormai quasi un mese fa dal titolo “Non sono stanco, sono traumatizzato”, procedo con la cronaca della mia ben più riposante giornata infatti, pur essendo costellata di sforzi sovrumani manco fossi laureato in ingegneria, non è nulla al confronto della sua.
La mia giornata inizia malissimo alle ore 7, quando il mio cellulare Nokia portato (grazie a Dio) direttamente dall’Italia inizia a fare un casino d’inferno, che puntualmente viene interrotto subito. La mia giornata di fatto inizia quindi alle ore 7:10 quando l’altro cellulare Nokia, il mio vecchio e glorioso 3330, ora diventato cellulare aziendale (con tanto di numero cinese) inizia a fare ancora più casino tanto per sottolineare che mi devo alzare davvero. Controllo che l’orario sulla sveglietta sia corretto (non sia mai che ho sbagliato, ho così sonno che non può essere mattino) e mi trascino in bagno come posso. Di solito mi riprendo quando sono seduto sul gabinetto, quindi vado in cucina e mi preparo la colazione, il che vuol dire che apro il frigo, prendo un KitKat, bicchiere d’acqua e un paio di fette di pan-carré di una marca locale che è una vera droga, tanto che sto pensando di non comprarlo più così spesso perché mi fa solo gonfiare lo stomaco. Ma è buonissimo.
Esco alle 8 dopo la doccia (sti zozzi non hanno il bidet come quasi tutto il resto del Mondo) e la barba quando serve (1 giorno su 2 in genere), passo nel meraviglioso corridoio del miglior hotel di Guangzhou e prendo un taxi (che signore quando no pago io) che in genere in mezz’ora mi porta al cantiere. Entro e in genere sono il primo, tazza d’acqua, accendo il pc, controllo la posta, blog, sito della Samp, Repubblica, Gazzetta ed aggiornamenti dei blog degli amici, poi appena arrivano tutti e siamo cambiati, usciamo.
Equipaggiamento: tuta bianca rigorosamente senza sotto nulla (mutande a parte) perché fa troppo caldo, elmetto, guanti, scarponi, torcia, martello, mascherina per respirare e (dipende da cosa dobbiamo fare) occhiali e cuffie.
Prendo la mia scassatissima bicicletta (il cantiere è ENORME) che nell’ordine ha: sterzo irrimediabilmente disallineato, gomme sgonfie nonostante i miei sforzi, freno anteriore che non va, cavalletto finto e pedale sinistro lasco; iniziano le ispezioni e lì c’è da ridere, ma ora non voglio tornare sui problemi di sicurezza o comunicazione, poi stanco morto e sudato come una spugna torno in ufficio per prendermi una botta di aria condizionata, lavarmi le mani ed andare a pranzo. Terribile. Il mio menu ormai consolidato è Riso alla cantonese, patatine fritte, secondo a scelta e a sentimento, verdure a scelta e a sentimento, bicchiere di Coca Cola (non hanno acqua!) e una banana.
Nel primo pomeriggio mentre tutti in genere dormono io sento la mamma appena sveglia con Skype, poi ancora ispezioni e rientro alle 17:30, mi cambio (la doccia ed i bagni sono talmente sporchi che non mi sogno nemmeno di usarli), torno a casa diretto in taxi con al massimo fermata al supermercato ed alle 18:30 accendo il mio portatile in camera, a meno che non voglia andare in palestra o in piscina (seguirà post) e vi resto fino all’ora di cena, che solitamente consiste in una superpastasciutta Barilla con un sugo a base di pomodoro (gli unici che ho trovato). Nel frattempo Thunderbird, Skype, MSN e Gmail impazzano: messaggi di amici, mail, chiamate da Elisa o da casa, chiacchierate interminabili con la webcam, a volte ceno addirittura coi miei o parlando con qualcuno ed in men che non si dica si fa tardi… Le cose belle durano sempre troppo poco. Mezz’oretta di film o cartoni, si spegne tutto e si dorme rigorosamente sul piumone che nonostante i 35°C di giorno ei 30 di notte è sempre presente nelle camere asiatiche.

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Perle ai porci 
lunedì, settembre 17, 2007, 07:23 AM - Altro
Stamattina quando alle 6:45 è suonata inesorabile la sveglia nonostante avessi pochissime ore di sonno, avevo in mente questo famosissimo brano tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, opera bellissima che (anche se non ci crederete) conosco. Tutto quello che leggete non è stato quindi oggetto di ricerca (link su wiki a parte).

Il brano si trova nell’atto terzo, e siamo nel momento in cui il principe Calaf sta per sposare la crudele principessa Turandot, figlia di un imperatore cinese (e forse qui il nesso), poiché è riuscito a risolvere i suoi tre enigmi, conquistando così la sua mano ed evitando la morte. Egli però, per pietà della bellissima giovane (già mi pare strano una tale ragazza in Cina), le lascia una notte di tempo per indovinare il suo nome e sciogliersi così dall’impegno di matrimonio. Il finale leggetevelo da un'altra parte, io avevo in mente solo il pezzo, non tutta l'opera.
Vabbè dai ve lo dico. Si sposano.

"Nessun dorma! Nessun dorma…
Tu pure o Principessa
Nella tua fredda stanza,
Guardi le stelle che tremano d’amore
E di speranza.

Ma il mio mistero è chiuso in me,
Il nome mio nessun saprà!
No, no! Sulla tua bocca lo dirò
Quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
Che ti fa mia.

- il nome suo nessun saprà
e noi dovrem ahimè morir, morir -


Dilegua o notte!
Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle,
All’alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!"
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Emozioni incomprensibili 
domenica, settembre 16, 2007, 02:55 PM - Altro
Dopo che Davide ha postato nel suo blog un paio di immagini della Sagra del Fuoco di Recco, mi sono chiesto se chi non è del posto può comprendere quello che noi proviamo quando finalmente arriva l'8 settembre...
Forse chi non l’ha mai vissuto come lo viviamo noi non può capire il giorno in cui noi ci sentiamo orgogliosi di essere rechelini (o recchesi), ne’ perché ci esaltiamo a far saltare in aria un pezzo della nostra città...
Nemmeno io so dare una logica spiegazione, ma sta di fatto che vorrei abitarvi tutta la vita solamente per vivere intensamente i pochi minuti delle sparate dei mascoli sul greto del torrente, ed in particolare la mia preferita, quella del Quartiere Verzemma che si svolge ogni 8 settembre alle 12:30. A parer mio quello è il clou della festa, il momento che aspetto con più trepidazione: vedere quello spettacolo di esplosioni perfettamente coordinate come se fosse un rullo di tamburi che sale, sale e sale d'intensità, il caldo a 100 metri di distanza, l'odore della polvere da sparo, il pavimento che trema... è meraviglioso.

Nessuna parola può descrivere quello che si prova e, grazie a mia sorella che lo ha filmato ed ai miei genitori che hanno provveduto a mandarmelo ed il cui audio si apprezza durante la visione, ho potuto anche quest'anno gustarmi dalla lontana Cina il culmine della sparata, con la pelle d'oca e gli occhi lucidi per due minuti memorabili.



GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE

L’anno prossimo però me la guardo dal vivo…
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Made in Italy 
venerdì, settembre 14, 2007, 05:52 PM - Life in China
Pasta Barilla e caffè Lavazza... Con la pancia piena mi sembra di essere a casa. Di preciso in quella di Matte Piazza a Cornigliano visto l'inquinamento...





Ogni commento toglierebbe qualcosa alle immagini.
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Natura morta 
venerdì, settembre 14, 2007, 03:13 PM - Pensando a casa...
Nemmeno il Caravaggio ha mai dipinto qualcosa di così bello, sono senza parole e per un attimo al supermercato ho avuto le lacrime agli occhi... Il bello è che non scherzo nemmeno, data la dieta che porto avanti da quando ho lasciato l'Italia...
Qui qualunque cosa è immangiabile e non dico tanto per dire...
Vado a cena e non sarò mai così felice come stasera. Direi linguine al sugo di pomodoro e basilico...
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Points 
venerdì, settembre 14, 2007, 04:54 AM - Life in China
I giorni scorsi non sono stati bei momenti per me: sono arrivato a Guangzhou martedì sera dopo un calvario in treno con 30 kg di valige e senza un trolley degno di questo nome; mi hanno assegnato un appartamento molto carino anche se piccolo, con letto matrimoniale, cucinino, salotto e bagno, ma un po' anonimo per ora, dovrò farlo diventare mio col tempo, ma non è facile dato che la Cina è molto diversa rispetto ad Hong Kong.
A parte il fatto che fortunatamente si guida a destra, qui sembra proprio di vivere in un altro Mondo: aria inquinatissima, cappa di smog ed umidità che oscura perennemente il sole, l'inglese nemmeno sanno cos'è, si vede la povertà contrapposta al lusso sfrenato (ad esempio il mio albergo...) e soprattutto in cantiere le cose sono un po' allo sbando, tanto che avevo persino pensato di mollare dopo il primo giorno qui.
Ciò che mi preoccupava era in primis l'assenza delle più basilari norme di sicurezza sul lavoro e quindi un lievitamento dei rischi in un lavoro già di per se' pericoloso; la mancanza di comunicazione tra me ed il cantiere è inaccettabile, così come la loro abitudine a parlare in cinese anche quando ci sono io. In tutta sincerità non penso sia un problema mio il fatto che a loro venga difficile parlarlo, anche per me lo è dato che non è la mia lingua; così facendo aumentano i dubbi ed i sospetti, perchè non sono in grado di capire tutto quello che si dicono, e di conseguenza divento più inflessibile sul lavoro.
Quando fra un po' di giorni arriveranno i "miei" blocchi della nuova nave, le ispezioni si faranno come dico io:

- niente cinese o sospendo l'ispezione. Se non sono in grado, interprete
- niente ponteggi traballanti o sospendo l'ispezione
- niente scherzi per abbindolarmi o, se me accorgo, sospendo l'ispezione
- niente pericoli inutili (es. gente che lavora mentre io sono lì o sospendo l'ispezione.

Su questi quattro punti sono inflessibile e, se le cose non vanno bene a qualcuno, vedremo quali decisioni sarà d'uopo prendere.
Ieri ed oggi un po' meglio, almeno non ho rischiato la vita ed è già qualcosa, no? Beh non parliamo però dello standard di costruzione...
Grazie inoltre per tutti gli incoraggiamenti ed opinioni che mi avete mmandato in seguito a questa storia.
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Appagarsi ad HK 
martedì, settembre 11, 2007, 08:12 AM - Life in China
Fra qualche ora lascerò Hong Kong in direzione Guangzhou, la mia destinazione lavorativa, ma ora come ora non ne sono così felice: sono tranquillamente sdraiato sulla mia super sedia nell’ufficio vuoto (poiché tutti sono in pausa) al 17° piano di un grattacielo chiamato Golden Centre e sono appagato. Sarà che per la prima volta da quando sono arrivato c’è il sole e la leggera brezza che muove i capelli di chi li porta in testa ha portato via quell’odore perenne di bollito che si sente per strada, sarà che mi hanno appena rimborsato le spese di tutta la settimana o sarà che per la prima volta ho fatto due pasti di fila eccellenti?

Ieri sera in hotel mi hanno portato un piattone incredibile di riso con maiale, verdure miste e gamberetti davvero eccezionale (e per loro è un mangiare povero che scrivono in piccolo in fondo al menu) che ho abilmente gustato usando le Chopstick, le bacchette, memore delle belle mangiate al giapponese a Fiumara col Principe… Alla fine ero talmente pieno che non sono riuscito nemmeno a finire il bicchiere di te freddo che mi ero fatto portare!

Oggi poi l’apoteosi: sono andato al Ristorante italiano Gaia, subito sotto all’ufficio e lì mi si è proprio allargato il cuore: stuzzichini per iniziare... appena ho messo in bocca il primo grissino ed ho sentito il vero gusto di farina (e sesamo, perché era col sesamo), quasi mi è venuto un brivido; mi sono divorato il piattino del coperto come se non mangiassi da una settimana e, data la realtà dei fatti forse è così, poiché trovo differenza tra i verbi nutrirsi e mangiare.
Grissini, pane fatto in casa e focaccina all’olio, normale da noi: se non ti portano del buon pane al ristorante quasi ti offendi, se all’aperitivo non hai gli stuzzichini è l’ultima volta che ti siedi in quel locale, se alla fine del sugo a casa non fai scarpetta non ha avuto senso il pasto, o no?
Ho ordinato lasagne e, malgrado lo legga tutte le sere in albergo sopra il piatto di penne al sugo di verdure e pesce, stavolta ero sicuro che non sarei rimasto deluso, e così è stato.
Un bel piatto di lasagne al sugo di carne con qualche erba tagliuzzata sopra, poi un vero caffè servito con biscottini di pasta frolla ed una bottiglia d’acqua delle nostre parti… Non ho parole, sono commosso. Sto diventando nazionalista, stare in un posto così non porta a nient’altro che a questo; mi sembra di vedere le facce perplesse ed un po’ sconfortate di Gigi e Paul che mi immaginano già alle manifestazioni degli azzurri e la soddisfazione di Matte Piazza per questo, ma non siamo ancora a quel punto… Per Forza Italia c’è tempo.

Tuttavia se le cose continuano così, penso ci arriverò la settimana prossima. Preparate la tessera.
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