mercoledì, marzo 5, 2008, 08:38 AM - Lavoro
Sono le dieci del mattino e mancano 14 ore al varo della nave. Io mi trovo seduto a cavalcioni su un tubo della linea principale del vapore che corre lungo il ponte di coperta a 3 metri di altezza insieme ad un ragazzo che ho appena finito di istruire riguardo ad un lavoro.Il sole del tropico è caldo anche a marzo, mi sono tolto la mascherina, i guanti ed ora alzo un poco l’elmo, quel tanto che basta per permettere alla brezza di raggiungere la fronte ed i capelli sudati per un attimo di sollievo. Mi alzo in piedi su una valvola finchè vedo arrivare l'operaio per la prossima ispezione, poi raccolgo i guanti e li infilo nella cintura, appendo la mascherina ad un orecchio, saluto il ragazzo di prima e mi dirigo verso poppa; raggiungo l’operaio, gli stringo la mano e lui lesto si infila nella cisterna 5 di dritta… Un attimo e sono pronto a seguirlo, fisso la maschera al naso, infilo i guanti, prendo un gesso dalla tasca e scavalco la rossa copertura della boccaporta alta 1 metro per iniziare a scendere lungo la scala a pioli.
Quasi non faccio caso al fatto che in un attimo è tutto buio, se va bena una cisterna su 5 sarà illuminata oggi... Comunque dall’alto avevo visto con occhio rapido che gli 8 scalini erano ben saldati e che la ringhiera si trovava a sinistra; scendo finchè tocco il ponteggio, poi faccio correre la mano destra giù lungo la medesima coscia fino ad incontrare la torcia sorretta dalla cintura salvavita: la sfilo dal gancio, la accendo ed istantaneamente il potente fascio luminoso fende il buio della cisterna. L’aria è spessa e come al solito poco respirabile e le uniche fonti di luce oltre alla mia Mag-Lite ed alla fioca lucina dell’operaio sono i raggi del sole che penetrano dai buchi sul ponte ove i tubi non sono ancora stati approntati e scendono cilindrici come fari nel buio di questa cassa. Mentre cammino col capo chino sia per non perdere mai di vista dove sto poggiando i piedi e sia perché ritto non passo, mi accorgo che qualcosa è diverso dal solito: non ci sono operai al lavoro data l’imminenza del varo, per cui l’aria è migliore, l’assenza di fumi migliora nettamente la visibilità e quella di prodotti chimici l’odore… Stranamente non mi bruciano gli occhi, non c’è il rumore assordante delle mole, la temperatura non è esasperante e soprattutto non mi devo nemmeno guardare dalle spettacolari e scenografiche cascate di scintille incandescenti piovute dall’alto, che bruciano anche se fermate da due tute e svariate felpe prima che raggiungano la pelle.
Scendo i sette piani di ponteggi per un totale di una quindicina di metri in verticale, poi mi calo sul doppio fondo costellato di serpentine che servono a mantenere il carico in temperatura e cammino nel buio rischiarato solo per il metro antistante a me fino a trovare un inserto di lamiera tondo del diametro di 600 mm. L’apertura tecnica realizzata per facilitare il passaggio ed il lavoro degli operai è stata chiusa correttamente; sfilo i guanti, cerco nelle tasche lo strumentino per controllare l’allineamento, do un’occhiata alle saldature, scarabocchio la lamiera col gesso ed annoto tutto sul taccuino. Un minuto netto.
Mi ricompongo in fretta e ricomincio la salita, devo andarlo a controllare da sotto… e la pacchia è finita, le casse di zavorra ed i doppi fondi non perdonano.
Meno uno, ancora 19.




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venerdì, novembre 23, 2007, 11:33 AM - Lavoro
Tre e mezza del pomeriggio di venerdì, siamo quasi tutti in ufficio perchè la bassa qualità dei blocchi di oggi ci ha facilitato il lavoro: una ispezione du due rifiutata e rientro anticipato...Mi rompo le scatole a sentire solo qualche parola in cinese, così metto Radio Nostalgia (ottima musica da ufficio) che fa streaming su internet in tutto il Mondo. Al solito ricevo sguardi di disapprovazione generali perchè ho la "colpa" di mantenere il mio umore appena al di sopra delle suole delle scarpe, mentre qui il lavoro è visto come un dovere quasi marziale.
Per fare un esempio, quando tempo fa un collega mi ha detto che sarebbe stato trasferito a Shanghai per un mese, io ho subito replicato: "Sei contento?". Non mi sembrava di aver chiesto qualcosa di fuori dal normale, me ne sono accorto quando lui mi ha risposto: "Non c'è da essere contenti o no, è lavoro"... Vabbè io ripiego "La famiglia che dice?" "E' lavoro, non devono dire nulla."
Sfigato.
Per tornare ad oggi, dopo qualche minuto si avvicina un altro collega per dirmi (ancora): "Sai, è strano che tu metta la musica qui, ma lo fai perchè sei giovane, fra un po' diventerai come noi..."
Nel frattempo entra il capo, si ferma, mi sorride e mi dice: "Quant'era che non sentivo 'sta canzone, adoro Bob Marley!", commentando Is this love che risuonava tra le mura.
Ha passato i successivi due minuti a canticchiarla mentre lavorava tra gli occhi sbarrati di tutti, tranne che i miei.
Io no, io stavo ridendo.
mercoledì, novembre 14, 2007, 05:54 AM - Lavoro
Un cinese pensa esclusivamente a 2 cose (mai contemporaneamente per non sovraccaricare la RAM): RISPARMIARE e FARE IL MENO POSSIBILE.Finiamola con 'sta storia del superlavoro e 20 ore in cantiere: se uno di loro ci sta così tanto, per almeno 15 dormiva.
#1:
Rick: Oh, ti sei tagliato i capelli, stai bene.
Emi: Sì, ieri... Grazie.
Jiang: Quanto hai speso?
Emi: 60 RMB (5.52556 €)
Jiang: Eh, un po' caro... io me li faccio tagliare a 10.
Emi: Si vede, GUARDA CHE TESTA TI HA FATTO.
#2:
Emi: Jiang, chi posso chiamare per vedere i certificati delle lamiere?
Jiang: Non so, come mai?
Emi: Me l'ha chiesto l'ufficio di Shanghai
Jiang: Ok, chiamo io per te
Emi:: Grazie.
10 minuti dopo, vedendo che non chiama
Emi: Beh, chi chiamo?
Jiang: Per cosa?
Emi: Le lamiere, te l'ho chiesto prima
Jiang: Ah, ma le vuoi proprio vedere?
Emi: Evidentemente...
Jiang: Sicuro? Devo chiamare?
Emi: NO me la sbrigo da solo che è meglio.
Jiang: Ma non ti capiscono...
Emi: Almeno io ci provo. E ci riesco.
NESSUNA PIETA'
mercoledì, ottobre 24, 2007, 03:51 PM - Lavoro
Come già un collega in Korea del Sud ha scritto e documentato tempo fa, ci sono situazioni in cui il meraviglioso lavoro da Surveyor diventa quantomeno antipatico...
Facciamo un semplice esempio: esattamente come per Marco, succede che un giorno ti trovi a dover ispezionare il blocco di scafo che si trova sotto i basamenti del motore principale di una bella nave da carico che, per chi non masticasse il campo navale, ha in genere qualche migliaio di cavalli, è lungo una decina di metri, pesa qualche decina di tonnellate ed ha i carter dei cilindri in cui una persona entra senza troppi problemi... Viene da se' che per sorreggerlo ci vuole una struttura con le contropalle... Nel mio caso il blocco di lamiere si chiamava D32 e ci sono stato dentro, sopra e sotto per un paio d'ore oggi pomeriggio.Dai disegni che, fotocopiati, avevo in tasca per appunti e per capire come si uscisse da un dedalo di locali bui e stretti, si evince come questo ammasso di lamiere si trovi all'estrema poppa della nave ed ad un livello bassissimo, in pratica nella parte che comunemente sta sott'acqua...

Da quest'ultimo disegno, che ne rappresenta la sezione verticale in corrispondenza di centro nave, si nota benissimo come ci sia un localino dall'altezza di 400 mm che non aspetta altro che di essere ispezionato da un baldo giovane di un metro e settantotto per settantacinque chilogrammi che ci passa a malapena stando sdraiato sulla pancia con la faccia incollata alla lamiera... Ho sofferto per 5 minuti le pene dell'inferno con dietro un capo cantiere gaillo che mi ripeteva continuamente: "Everything is allright, sir?"...
Ma come cavolo fa ad andare tutto bene, stronzo???
Mi sono quasi sentito sollevato e comodo quando sono passato ad ispezionare gli altri di ben 60 cm...
Dopo aver finito di consumare gessi per marcare tutti i difetti di tale importantissima parte della chimichiera che stiamo costruendo, ecco come appariva la mia faccia

ed il mio asciugamano con cui ho pulito solo quella.

domenica, agosto 26, 2007, 01:36 PM - Lavoro
Contrariamente a quanto vi avevo detto un mese fa, e cioè che sarei rimasto in Italia fino a febbraio circa per seguire il corso di formazione e poi partire verso lidi cinesi, qualche giorno fa mi è piombata addosso come un macigno la nuova disposizione da parte della Direzione Generale, che probabilmente gode nel gestire i dipendenti come pedine degli scacchi, e cioè l'impossibilità a partecipare al corso di settembre per questioni di sovrannumero.Dato che sarebbe quindi inutile tenermi in Italia fino al prossimo marzo, ossia quando ci sarebbela possibilità di formarmi a dovere, l'opzione migliore (evidentemente per loro) è in definitiva la partenza.
In aggiunta mi è stato comunicato che sarebbe stato bello che io giungessi ad Hong Kong mercoledì prossimo per incontrare un dirigente in loco...
Purtroppo prepararsi (stavolta sì) a cambiare vita in meno di una settimana non è semplice dato che (ferie a parte) dovrò stare almeno 8 mesi lontano da casa per questa prima tornata, quindi tornare qui per circa 2 mesi prima dei 2 anni e mezzo circa di distaccamento; ho negoziato quindi una partenza il 3 o il 4 di settembre (dipende dalla disponibilità dei voli) per esigenze personali...
Sperando che stavolta l'arrivederci che mando a tutti via mail e (a chi riesco) anche personalmente, non sia una bufala come un mese fa, mi auguro di vedervi tutti al mio ritorno (penso a Natale per le ferie...) e di sentirvi spesso.
Tanti saluti,
Emiliano.
martedì, luglio 31, 2007, 03:30 PM - Lavoro
Mi lasciano qui a Genova.Sono incazzato, triste e deluso.
Scriverò più dettagliatamente quando mi sarà passata, ora non ne ho proprio voglia
martedì, luglio 31, 2007, 01:45 PM - Lavoro
Confermati i voli... è già partita la prenotazione:Genova (GOA) 10:15 - Roma Fiumicino (FCO) 11:15 - Air One (AP)
Fiumicino (FCO) 12:50 - Hong Kong (HKG) 6:25 ora locale - Cathay Pacific International (CX)
Poi inizia l'avventura...
martedì, luglio 31, 2007, 12:00 PM - Lavoro
... ed è successo.Venerdì ero nell'ufficio di un dirigente per discutere proprio della partenza e, dopo essersi accertato che il mio passaporto fosse in regola e che il capoufficio non avesse nulla in contrario, mi dice: "Beh, prenda il primo volo per Hong Kong", alchè alla mia faccia allibita, aggiunge "Vabbè, non le dico domani, ma domenica parta....
Dopo essermela fatta addosso sono riuscito a ribattere un minimo ed a negoziare una settimana di preparazione.
Parto lunedì 6 da Genova per Hong Kong, dove resterò fino circa al 28 settembre, cioè la data che ad occhi chiusi ho scelto per il rientro in sede... Potrà essere cambiata, ma solo di qualche giorno, quindi resta abbastanza indicativa.
Per ora non vado a Guangzhou (che ho scoperto pronunciarsi Guangiù...) per questioni di visti di ingresso per lavoro, ma ci farò qualche visita spot durante la mia permanenza tanto per conoscere colleghi e vedere l'ambiente.
Nel frattempo mi picchio con i voli: a disposizione Air France, Lufthansa e Cathay Pacific International e, da uno dell'ambiente (grande Enry) mi è stata vivamente consigliata l'ultima per la tratta intercontinentale.
Ho appena scoperto che tale volo è stato cancellato, per cui non so ancora a che ora o con che compagnia volerò per il Mondo.
Resta che parto.
giovedì, luglio 26, 2007, 12:52 AM - Lavoro
E' da circa 20 anni che lo sento dire: "Studia, studia, che a lavorare ci si spacca la schiena", "Quando hai un'istruzione il lavoro non è certo pesante", "I tuoi sacrifici saranno ripagati" e così via...Non neghiamolo, è uno dei miti di quando sei bambino... Quando ancora non sai cosa vuol dire studiare, e per giunta non sai che dovrai farlo per 2 decadi, ti immagini un giorno seduto su una poltrona, vestito bene a comandare e a prendere un caffé in ufficio, come se chi studia possa essere assunto direttamente come Amministratore Delegato di un'azienda...
I genitori ed i nonni te lo ripetono in continuazione ed alla fine ne sei convinto anche quando cominci a renderti conto che in fondo studiare significa anche sputare sangue e fare un sacco di rinunce: vedi alcuni dei tuoi amici che mollano, cominciano ad avere uno stipendio, una certa indipendenza ed una vita un po' meno da ragazzo... e li invidi un po'...
Ma tieni duro, vai all'università, spendi un casino di soldi tra viaggi, pasti, libri e fotocopie, ma pensi sempre alla poltrona di pelle. Poi cominci a realizzare la prima delle tre sostanziali menzogne contenute nelle frasi educative sentite fin da piccino: quando inizierai a lavorare sarai un neo-assunto come tutti gli altri, in fondo hai sempre 25-30 anni ed è giusto così, ma almeno ti rimane la convinzione che il lavoro non sarà mai così faticoso e pesante come se non avessi smesso dopo la Maturità...
Ti laurei ed inizi i colloqui di lavoro e di colpo salta fuori la seconda menzogna: le soddisfazioni economiche che ti aspetti spesso e volentieri non ci sono, anzi spesso e volentieri sei te che devi spendere soldi per farti schiavizzare da qualche manager troppo furbo che ha capito cosa sono gli Stage e quali sono i loro indubbi vantaggi fiscali (fortunatamente non è stato il mio caso).
Poi qualcuno ti assume come Surveyor e ti rendi conto che anche l'ultima illusione che hai covato per anni (il lavoro poco faticoso) non può che cadere; prendiamo il mio esempio: sono un impiegato "normale", ma non mi lamento; non ho uno stipendio stratosferico ma davvero non mi posso lamentare, vado a vivere dall'altra parte del Mondo ma l'ho scelto io, almeno posso dire di fare un lavoro riposante, calmo, tranquillo ed estremamente sicuro.
{Genova Sampierdarena e Genova Voltri, 19 e 20 luglio 2007, grazie Marco per le foto}
O no?
mercoledì, luglio 11, 2007, 07:35 PM - Lavoro
Immaginate quando appena varcata la soglia mi si sia presentato un ufficetto davvero carino e molto soleggiato dal colore prevalentemente panna con il pavimento in parquet chiaro, scrivania in legno, appendiabiti ed armadio.
Vabbè come deve essere un ufficio?
Lo so, solo mi sembra strano sia il mio.
Mi è parso giusto personalizzarlo un po', nonostante ci dovrò stare poco più di un mese, ed i segni più evidenti ne sono l'affezionato calendario dell'AVIS, lo scudetto della Samp vicino allo schermo del pc portatile aziendale ed un mitico bicchiere porta penne che pernso di aver visto la prima volta subito dopo la mia nascita...
In tal caso faccio prima a licenziarmi, ma vedrò di non lamentarmi, al contrario del poveretto che viene a piangere miseria da ricercatore col suo stipendio belga miliardario...
Capitolo a parte meriterebbe l'equipaggiamento da Surveyor, ma vedrò di scriverne a seguire, intanto mi preparo psicologicamente per l'ispezione di domani ad una scava fango in cui mi inzozzerò come non mai...
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