25 aprile 2008, 11:45 -
Rampolli
Il
Bimbo Hulk apparve al
Beach che aveva poco più di un anno e mezzo. Si trattava di un bambino non grasso, ma proprio
grosso,
possente per la corporatura e visibilmente
forte per via della sua robusta costituzione fisica. Non sembrava essere troppo viziato, era davvero bravo, sempre calmo, pacato, silente, gli occhi vispi, attenti e curiosi. La mamma, bella, educata e gentile, già all’epoca gli parlava
fluentemente sia in italiano che in inglese e lui sembrava assorbire davvero ogni singolo suono, registrando tonalità, parole, gesti e espressioni.
Il giorno in cui arrivarono, lei mi spiegò che sperava tanto che suo figlio imparasse a camminare proprio in quello stabilimento, ove lei stessa aveva trascorso tanto tempo da piccola: e deve essersi applicata non poco nelle settimane successive, le sue aspettative furono molto più che soddisfatte: nel giro di neanche un mese, Hulk iniziò a camminare, a trotterellare e a fare gli scalini, ed anche
in acqua si dimostrò un vero prodigio: un pomeriggio si fece una distanza pari ad un’ottantina di metri, dalla scaletta alla zattera. Beh, piazzato nel centro di una sicura ciambella, con i braccioli alle braccia e la mamma a fianco che lo incitava e lo rassicurava. Ma di fatto, nuotò da solo, a cagnolino o forse con uno stile tutto suo. Andata e ritorno.
Al di là del suo evidente feeling con le acque marine, Bimbo Hulk prediligeva in assoluto
la piscina; quando la madre prendeva il sole sulla sdraio e lui la osservava annoiato da sotto l’ombrellone, ripeteva quella parola in continuazione
“…piscina, piscina, piscina…”, quello era il suo luogo preferito, il suo mantra, la sua passione. Una sola volta si arrabbiò, la mamma stava raccogliendo creme e asciugamani per andare via, lui evidentemente desiderava rimanere ancora in spiaggia. Il suo visetto si fece accigliato e violaceo: cacciò
un urlo colossale, che probabilmente riecheggiò in tutto il territorio compreso tra Savona e Spezia. Il pargolo non piangeva mai, ma quella volta si fece sentire eccome, furono
venti minuti di grida furibonde e temibili. Per il silenzio attonito del popolo balneare intorno. In compenso da quella volta, la madre credo abbia trovato il giusto metodo, perché anche nelle stagioni successive, mai più l’abbiam visto frignare.