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12 gennaio 2008, 17:45 - Scenette
Eran le cinque di un pomeriggio come tanti altri, noioso, insulso, lento. Lentissimo. Carletto il principe dei mostri era andato via già da un paio di ore, il cielo era sereno sopra le nostre teste ma le nubi si stavano addensando all'orizzonte, cupe,grigie ed opprimenti,e noi bagnini del tutto incuranti, la foschia saliva intorno,non visibile,ma percepibile. L'aria era sospesa,l'atmosfera stagnante. I colleghi annoiati,ripetitivi nei loro discorsi,e stanchi. Gesti prevedibili,movimenti minimi,nemmeno i pensieri riuscivano a fuggire oltre.I clienti tutti tranquilli,raccolti in piscina, tutti mezzi addormentati sulle sdraio, in quello stato di quiete imperturbabile, torpore totale , il calore intorno che svanisce lentamente,la pelle madida di sudore, il sole che si avvia al tramonto,le palpebre socchiuse,le preoccupazioni svanite e il respiro lento. Neanche una persona in acqua,nulla da fare,nulla da osservare. Tutto fermo. Troppo . Non un ronzio,non un brusio,nemmeno un alito di vento.
Su sufficiente un attimo, un lampo . Scaturito da non so quale moto interno della mia mente,un moto arcano,latente,che iniziò a dimenarsi tra le mie viscere. Iniziai a rendermi conto che qualcosa doveva muoversi,qualcosa stava per accadere,tutto era bloccato in quello scenario irreale ma le sensazioni dentro di me erano in agitazione,e salivano di intensità e mi guardavo intorno,e avevo i brividi e dovevo trovare una soluzione,e non la trovavo.
Poi vidi il megafono . Tutto a quel punto mi fu chiaro . Impugnai lo strumento di ordinanza,negli occhi il capo-tifoseria dei Fedelissimi della gradinata sud. Black-out neuronale e tutto divenne nero. A gran voce,dalla balaustra, mi rivolsi alla folla cinque stelle,placidamente adagiata sui lettini: "La vogliamo vincere o no questa partita! La vinciamo o no questa cazzo di partita,porcamadonna!!!”
Ste l’Orso e Piccolo Mirko,ridestati dall’evento improvviso,sgranarono gli occhi,e fuggirono.
Posai il megafono e li seguii,li ritrovai in fondo ad una delle scalinate delle terrazze,iniziammo a ridere come bambini,così: “Hihihihihihihi”.
Nei giorni successivi i clienti non dissero nulla dell’episodio,dalla reception dell’albergo non ci arrivarono segnalazioni e neanche richiami. Forse fu percepita come un’allucinazione collettiva dovuta magari al cloro o al caldo.
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14 gennaio 2008, 18:28
Beh,si.
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14 gennaio 2008, 13:34
@Emi:sii più produttivo,per dio.@Assia:continuo,continuo...
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